Ef­fet­tua­re re­go­lar­men­te un DNS flush è utile per diverse ragioni. Su Windows, così come su macOS e nelle di­stri­bu­zio­ni Linux come Ubuntu, potete can­cel­la­re la cache degli indirizzi web in pochi passaggi.

Come can­cel­la­re la cache DNS su Windows, Mac e Linux

Ogni sistema operativo tratta in modo diverso i record me­mo­riz­za­ti in­ter­na­men­te in termini di ri­so­lu­zio­ne degli indirizzi su Internet. Se volete can­cel­la­re la cache DNS perché, per esempio, il server DNS non risponde, dovrete uti­liz­za­re strumenti e comandi specifici al sistema in uso. Qui troverete le soluzioni per i sistemi operativi più comuni.

Come can­cel­la­re la cache DNS su Windows 11

Gli utenti di Windows 11 possono eseguire un DNS flush dal prompt dei comandi. Per farlo, aprite la finestra “Esegui” tramite la com­bi­na­zio­ne di tasti [Windows] + [R], quindi eseguite il comando “cmd”.

Ora digitate il seguente comando CMD nella finestra del prompt dei comandi avviato:

ipconfig /flushdns

Cliccando di nuovo sul tasto Invio, Windows 11 cancella la cache DNS. Subito dopo ri­ce­ve­re­te un messaggio che vi avviserà che il processo di svuo­ta­men­to della cache è andato a buon fine.

Consiglio

Avete problemi con il server DNS che per­si­sto­no anche dopo aver svuotato la cache? Una possibile soluzione potrebbe essere quella di cambiare il server DNS.

Come can­cel­la­re la cache DNS su Windows 10

Anche su Windows 10 eliminate la cache DNS tramite il prompt dei comandi. Avviate co­mo­da­men­te l’ap­pli­ca­zio­ne della riga di comando usando la com­bi­na­zio­ne di tasti [Windows] + [R], quindi digitate “cmd”.

Inserite il seguente comando per can­cel­la­re la cache DNS di Windows 10 uti­liz­zan­do lo strumento della riga di comando ipconfig:

ipconfig /flushdns

Se il pro­ce­di­men­to funziona cor­ret­ta­men­te, il prompt dei comandi vi avvisa che la can­cel­la­zio­ne è andata a buon fine.

Come can­cel­la­re la cache DNS sulle di­stri­bu­zio­ni Linux

I sistemi Linux non di­spon­go­no di una cache DNS nativa. I record degli indirizzi vengono me­mo­riz­za­ti nella cache dei sistemi solo quando vengono uti­liz­za­ti servizi DNS quali dnsmasq, nscd o systemd-resolved (standard su Ubuntu 18 e 20).

Solo per quest’ultimo servizio, systemd-resolved, esiste un comando da terminale per la can­cel­la­zio­ne:

sudo systemd-resolve --flush-caches

Per eseguire il comando, dovete solo inserire la password di am­mi­ni­stra­to­re. Non stupitevi se non ri­ce­ve­re­te un messaggio di conferma subito dopo. Per con­trol­la­re se la can­cel­la­zio­ne è andata a buon fine, potete vi­sua­liz­za­re la cache di systemd-resolved eseguendo il seguente comando da terminale:

sudo systemd-resolve --statistics
N.B.

È possibile svuotare la cache di altri servizi DNS, come dnsmasq e nscd, riav­vian­do i servizi. I comandi ap­pro­pria­ti in questo caso sono “sudo service dnsmasq restart” o “sudo service nscd restart”.

Come can­cel­la­re la cache DNS su macOS

I sistemi operativi Mac, come quelli Windows, uti­liz­za­no una cache DNS nativa. Però, il comando da digitare per can­cel­la­re la cache DNS varia a seconda della versione in­stal­la­ta. In ogni caso, avrete bisogno del terminale per l’im­mis­sio­ne, che troverete alla voce “Utilities” del menu.

Per le versioni di macOS a partire dalla 10.11 (El Capitan) così come la 10.7, 10.8 e 10.9, il comando di can­cel­la­zio­ne è il seguente:

sudo killall -HUP mDNSResponder

Se state usando un di­spo­si­ti­vo con macOS 10.10 (Yosemite), dovete eseguire il seguente comando:

sudo discoveryutil udnsflushcaches

Le versioni meno recenti, come macOS 10.5 e 10.6, ri­chie­do­no il seguente comando:

sudo dscacheutil -flushcache

Dopo aver inserito il comando cor­ri­spon­den­te, vi verrà richiesto di inserire la password di am­mi­ni­stra­to­re: a quel punto, la cache DNS sarà can­cel­la­ta.

Consiglio

Usate un di­spo­si­ti­vo mobile Apple con iOS? Allora potete can­cel­la­re la cache DNS attivando tem­po­ra­nea­men­te la modalità aereo. Attendete dai cinque ai dieci secondi e poi di­sat­ti­va­te di nuovo la modalità offline.

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