Una volta saliti a bordo della piat­ta­for­ma di social sharing Instagram, non sarà così facile scendere. Infatti, che si tratti di grossi brand, di star celebri in tutto il mondo oppure sem­pli­ce­men­te di utenti privati che si sono evoluti fino a diventare rilevanti in­fluen­cer grazie a una fedele comunità di fan, ogni giorno sull’app vengono caricate più di 95 milioni di nuovi contenuti tra foto e video: non si può certo dire che manchino le cose da vedere.

Quasi non esiste un social network al pari di Instagram, app così stra­bor­dan­te di crea­ti­vi­tà e in­no­va­zio­ne e che allo stesso tempo dia anche alle aziende l’op­por­tu­ni­tà di po­si­zio­na­re il proprio brand e i propri prodotti in un contesto così aperto e libero. Ma la strada non è del tutto priva di ostacoli: il trionfo o il fal­li­men­to sono esclu­si­va­men­te decretati dalle regole di Instagram.

I fattori che non dovete as­so­lu­ta­men­te di­men­ti­ca­re pia­ni­fi­can­do la vostra campagna su Instagram, l’aspetto che deve avere un content valido, come sfruttare al meglio gli hashtag, le Instagram Stories e la community e, per finire, na­tu­ral­men­te anche come potete integrare Instagram all’interno della vostra strategia di marketing: tutti questi quesiti saranno risolti in questa seconda parte della guida IONOS di Instagram per le aziende.

New call-to-action

La base: Instagram Business

A partire dall’estate del 2016, Instagram ha dedicato alle aziende un account business. Fino ad allora, infatti, i profili aziendali non erano pra­ti­ca­men­te di­stin­gui­bi­li dai profili degli utenti privati. Oltre alle in­for­ma­zio­ni di profilo più det­ta­glia­te, un pulsante CTA con tre pos­si­bi­li­tà di contatto (indirizzo e-mail, telefono, in­di­ca­zio­ni stradali) e una varietà di categorie, è so­prat­tut­to la nuova funzione di rea­liz­za­zio­ne di sta­ti­sti­che a offrire un valore aggiunto reale ai marketer e alle aziende. Tramite le nuove feature di Analytics è possibile ricavare più in­for­ma­zio­ni sui propri follower e valutare meglio il successo dei singoli post.

Come fare per tramutare il vostro profilo standard di Instagram in un account business, lo abbiamo descritto passo per passo nella prima parte della guida IONOS di Instagram per le aziende. Una volta che l’account è stato con­fi­gu­ra­to, si passa alla pia­ni­fi­ca­zio­ne della strategia di co­mu­ni­ca­zio­ne su Instagram e degli obiettivi generali da con­se­gui­re.

Per quali settori uti­liz­za­re Instagram?

Con la giusta strategia possono riuscire ad af­fer­mar­si le aziende di qualsiasi settore: dalla grande azienda di alta moda fino al piccolo bar di quartiere, oggi si pre­sen­ta­no quasi tutti sulla piat­ta­for­ma di con­di­vi­sio­ne di foto, sulla quale viene rap­pre­sen­ta­to pra­ti­ca­men­te ogni settore.

Com’era pre­ve­di­bi­le, sono i settori del beauty, della moda e dei gioielli a sfruttare in­ten­sa­men­te il social network. Queste realtà sono state i pionieri di Instagram e hanno scoperto per prime il po­ten­zia­le del canale per il proprio business. Ma c’è qualcuno che li sorpassa: il settore delle au­to­mo­bi­li. Quasi tutte le maggiori aziende au­to­mo­bi­li­sti­che esistenti pos­sie­do­no un profilo Instagram per tenere i propri fan e follower al corrente delle ultime novità. Ma, più che altro, in questo modo gli utenti sono in grado di trovare foto in alta qualità delle loro vetture preferite.

Instagram nel marketing mix

L’elenco dei social media rilevanti per il mondo del marketing è lungo. Per quanto riguarda i social network in­cen­tra­ti sulla con­di­vi­sio­ne delle immagini, oltre a Instagram, esistono anche Pinterest, Snapchat e Flickr, e anche su Facebook le foto e i video sgomitano sempre più per ottenere il massimo dell’at­ten­zio­ne.

La dif­fe­ren­za prin­ci­pa­le tra Instagram e gli altri canali di social media come Facebook è che nei contenuti organici su Instagram si cercano invano i link. Mentre i post di Facebook o i tweet di Twitter riportano quasi sempre con un link al proprio blog, a una landing page oppure al negozio online, su Instagram di fatto ci sono solamente foto e video senza un link cor­ri­spet­ti­vo che porti a una pagina finale. Per il marketing e la per­for­man­ce su Instagram ciò comporta che tramite questo social network non è possibile generare traffico per il proprio sito web: sono altri KPIs (Key Per­for­man­ce In­di­ca­tors), infatti, a finire in primo piano.

Branding invece di traffico

Instagram non è un canale pensato per il classico marketing della per­for­man­ce. Qui, infatti, tutto ruota prin­ci­pal­men­te attorno all’immagine e alla po­po­la­ri­tà del marchio. Ov­via­men­te non vengono messi da parte gli obiettivi aziendali, i quali con­ti­nua­no a essere sup­por­ta­ti in maniera indiretta. Gli effetti, tuttavia, non sono quasi mi­su­ra­bi­li: siccome tramite il feed di Instagram organico non si genera alcun traffico diretto, non è nemmeno possibile stabilire e ri­con­dur­re con chiarezza le con­ver­sion. Piuttosto Instagram va inteso come canale di branding digitale. Non si tratta di clic, bensì di at­ten­zio­ne ricevuta da parte del target. In questi termini le buzzword più classiche sono:

  • Visual Sto­ry­tel­ling
  • Visual Corporate Sto­ry­tel­ling
  • Branded Sto­ry­tel­ling

Detto in parole povere: chi è attivo su Instagram vuole aumentare la po­po­la­ri­tà del proprio brand, sup­por­ta­re l’immagine pia­ni­fi­ca­ta e portare avanti la co­mu­ni­ca­zio­ne di prodotto. Si tratta di generare at­ten­zio­ne nei confronti dell’azienda e dei suoi prodotti. I KPIs im­por­tan­ti sono:

  • Follower
  • Raggio d’azione
  • Grado di in­te­ra­zio­ne
  • Frequenza di utilizzo degli hashtag della campagna pub­bli­ci­ta­ria

Non a caso spesso si decide di uti­liz­za­re Instagram come pro­lun­ga­men­to di grosse campagne di branding. L’unico discorso che fa eccezione è quello che ruota attorno ad Instagram Ads, funzione di in­ser­zio­ni a pagamento, in­tro­dot­ta re­cen­te­men­te, della quale si occupa l’ultima parte della nostra guida su Instagram.

L’enorme user en­ga­ge­ment

La con­di­vi­sio­ne di foto su Instagram è possibile solamente se vengono ri­spet­ta­te precise con­di­zio­ni. La dinamica che di frequente si sviluppa sui social network classici è invece meno presente su Instagram. Su Facebook, infatti, avviene spesso che un utente condivida un post e che i suoi amici lo con­di­vi­da­no a loro volta: in questo modo, nel giro di po­chis­si­mo tempo, si potenzia il raggio d’azione di un singolo contenuto senza il coin­vol­gi­men­to attivo dell’azienda. Per via della mancata funzione di con­di­vi­sio­ne sullo stesso social, questo genere di fenomeno non è ri­scon­tra­bi­le allo stesso modo su Instagram.

No­no­stan­te ciò l’app di foto nasconde un gran­dis­si­mo vantaggio rispetto agli altri canali: il grado di user en­ga­ge­ment è estre­ma­men­te elevato se pa­ra­go­na­to a quello di Facebook o Twitter. Gli utenti in­te­ra­gi­sco­no de­ci­sa­men­te più spesso con i contenuti su Instagram rispetto ad altre piat­ta­for­me: mettono like, com­men­ta­no, e lo fanno in special modo sui profili di grandi marchi. Secondo uno studio di Forrester lo user en­ga­ge­ment sui profili Instagram dei grossi brand è 58 volte più alto rispetto a Facebook e 120 volte più alto rispetto a Twitter.

Invece di con­di­vi­de­re contenuti, la prassi su Instagram è quella di taggare gli amici, ovvero inserire il link al loro account, nei commenti ai post pub­bli­ca­ti per far loro notare post in­te­res­san­ti, che siano foto o video. Oltre due terzi di tutti i commenti sono tag di altri utenti di Instagram.

Ampliare il raggio d’azione su Instagram

Sono più di 14 milioni gli utenti attivi al mese su Instagram in Italia e la tendenza è in rapida e costante crescita. Ciò significa al contempo sia un grosso po­ten­zia­le per l’am­plia­men­to del raggio d’azione sia un elevato user en­ga­ge­ment: entrambi i fattori sono forti argomenti a favore dell’app. Per giovare di questi dati, un’azienda deve però, intanto, costruire il proprio raggio d’azione. La prima domanda che sorge spontanea a un’azienda è: come si ottengono follower? La ten­ta­zio­ne di imboccare il sentiero facile e veloce, tuttavia non par­ti­co­lar­men­te so­ste­ni­bi­le, è forte. Infatti, come ai tempi in cui Facebook si stava af­fer­man­do come canale di marketing, su Instagram esistono mol­te­pli­ci offerte di dubbia serietà. Detto senza peli sulla lingua: si tratta della decisione di comprarsi i follower. In questo modo il numero dei fan e il raggio d’azione aumenta sì in breve tempo, peccato che a lungo termine non con­tri­bui­sca quasi agli obiettivi aziendali. Con l’acquisto dei follower o con tattiche analoghe si ottengono di rado dei fan realmente attivi e coinvolti che com­men­ta­no, mettono like e con­si­glia­no i post ad altri amici. Perciò è si­cu­ra­men­te meglio ottenere follower su Instagram in maniera naturale. Questo processo necessita so­li­ta­men­te di più tempo e di maggiore impegno, ma è de­ci­sa­men­te più so­ste­ni­bi­le. Nella nostra guida su come ottenere follower di Instagram abbiamo riassunto i migliori consigli grazie ai quali potete lavorare all’aumento dei vostri follower, per fare di Instagram una piat­ta­for­ma pub­bli­ci­ta­ria efficace senza dover pagare i like. Tra i 10 account di Instagram più popolari, quindi che pos­sie­do­no il numero più alto di follower, si trovano esclu­si­va­men­te celebrità e sportivi. Al momento la prima posizione è occupata dalla cantante e attrice Selena Gomez, con oltre 100 milioni di fan. La prima azienda sull’elenco è il marchio di ab­bi­glia­men­to e accessori sportivi Nike, alla posizione numero 13 con oltre 73 milioni di follower. Il profilo aziendale italiano più seguito nel mondo è quello di Gucci, la casa di moda attiva nel settore dell’alta moda e articoli di lusso, con i suoi ben 16,2 milioni di follower.

Strategia di content da adottare su Instagram

Chi vuole strut­tu­ra­re il proprio brand su Instagram e quindi orien­tar­si verso il target di ri­fe­ri­men­to de­si­de­ra­to, necessita ine­vi­ta­bil­men­te della giusta strategia di content. Come ri­vol­ger­si al target e quale filo rosso debbano seguire le misure di marketing viene so­li­ta­men­te deciso nelle linee guida della propria co­mu­ni­ca­zio­ne aziendale. La vostra strategia di content dovrebbe ri­spec­chiar­si nel piano di social media marketing.

Nel caso di Instagram è fon­da­men­ta­le far com­ba­cia­re gli obiettivi di co­mu­ni­ca­zio­ne del marchio con gli interessi e le pre­fe­ren­ze degli utenti di Instagram. Un vademecum per l’immagine perfetta non c’è, ma può invece essere stabilito per l’identità visiva del profilo aziendale.

Creare un valore di ri­co­no­sci­men­to della marca

Come risaputo, su Instagram tutto ruota attorno all’estetica. È giusto che la presenza di un’azienda o di un brand sia in­di­vi­dua­le ma è anche fon­da­men­ta­le che sia univoco: ciò che conta è il valore di ri­co­no­sci­men­to, il co­sid­det­to brand re­co­gni­tion. Questo valore, infatti, si basa sulla capacità della marca di essere ri­co­no­sciu­ta e ricordata.

Per trovare il giusto look da dare al profilo aziendale si­cu­ra­men­te aiuta limitarsi a uno o comunque a pochi filtri di Instagram, o in al­ter­na­ti­va ri­pro­por­re un elemento at­tri­bu­ti­vo specifico in ogni foto. In questo modo si viene a creare uno stile in­con­fon­di­bi­le che gli utenti sono in grado di associare im­me­dia­ta­men­te alla marca: si tratta di un effetto molto prezioso per un processo di branding che mira al successo.

Pia­ni­fi­ca­zio­ne del content su Instagram

Fanno parte della strategia del content fattori molto pratici come:

  • la frequenza dei post;
  • il momento per nuove pub­bli­ca­zio­ni;
  • la scelta dei motivi e dei temi;
  • la creazione di un relativo ca­len­da­rio del content.

Le aziende do­vreb­be­ro postare nuovi contenuti a in­ter­val­li regolari, evitando però di inondare i follower con una cascata di immagini. Di media i brand pub­bli­ca­no tre post al giorno. Il momento ideale per la pub­bli­ca­zio­ne dipende uni­ca­men­te dal target, proprio come per altri social network. Per la frequenza e il momento non ci sono linee guida precise da seguire; ogni azienda deve fare in­di­vi­dual­men­te dei test e scoprire cosa funziona al meglio sul proprio canale di vendita.

Le nuove funzioni di Analytics accorrono in aiuto of­fren­do­vi in­for­ma­zio­ni esaustive riguardo ai follower. I risultati vanno tenuti in con­si­de­ra­zio­ne nel piano re­da­zio­na­le oppure inseriti all’interno del ca­len­da­rio del content: qui, infatti, non solo si decidono il momento e il tipo di contenuto da pub­bli­ca­re, ma anche tutte le re­spon­sa­bi­li­tà connesse.

Quale aspetto ha un buon post su Instagram?

Qualità e attualità sono fattori centrali sia per le foto che per i video, ma anche per le Instagram Stories, sulle quali ci sof­fer­me­re­mo tra qualche paragrafo. Non vanno però di­men­ti­ca­ti il di­ver­ti­men­to, la crea­ti­vi­tà, l’au­ten­ti­ci­tà, l’in­no­va­zio­ne e un lin­guag­gio visivo moderno e ap­pa­ri­scen­te, che sono elementi es­sen­zia­li per dei contenuti validi su Instagram.

Un esempio: in un settore come il turismo si trova in massa un content visivo di alta qualità. Ma non sono le foto che ri­trag­go­no città da sogno nel loro grande splendore a essere una garanzia per il successo su Instagram: la con­cor­ren­za su questo piano è infatti estre­ma­men­te ag­guer­ri­ta.

Esistono diversi account aziendali di Instagram nell’ambito dei viaggi che si stanno im­pe­gnan­do molto. Prendiamo l’esempio del tour operator Eden Viaggi, il secondo più grande in Italia. L’agenzia mul­ti­na­zio­na­le di viaggi punta, fra le altre cose, anche su contenuti generati dagli utenti stessi. Con l’hashtag #eden­viag­gi gli utenti possono taggare le foto più belle della loro vacanza e con un po’ di fortuna verranno pub­bli­ca­te sull’account del tour operator, il quale vanta oltre 24.000 follower. At­tual­men­te su Instagram si trovano quasi 10.000 con­tri­bu­ti con hashtag dell’agenzia viaggi italiana.

Il prodotto in primo piano

Mentre le foto di prodotto su altri canali sono con­si­de­ra­te un vero e proprio no-go, su Instagram le com­po­si­zio­ni fo­to­gra­fi­che con i prodotti di un brand rese in maniera creativa generano molte in­te­ra­zio­ni. L’en­ga­ge­ment rate delle foto dei prodotti è ad­di­rit­tu­ra più alto rispetto alle foto sul tema lifestyle o degli scatti postati da in­fluen­cer e celebrità. Pro­get­ta­re con cura l’estetica dei contenuti per poi metterli in scena in modo in­tel­li­gen­te assicura il successo su Instagram. La piat­ta­for­ma, invece, si adatta meno a essere un canale di pura pro­mo­zio­ne e di vendita, al contrario di Facebook, il quale è stato sfruttato fin troppo a questo scopo: il segreto alla base sta nel ritrarre l’offerta in un modo ac­cat­ti­van­te e originale al contempo, facendo sentire l’utente un membro della comunità che ha scelto di seguire. A tal proposito tra gli account aziendali italiani esemplari nell’utilizzo del canale se ne trova uno che non è co­stel­la­to solamente da foto di prodotto in senso stretto: si tratta della catena di su­per­mer­ca­ti biologici NaturaSì. Con i suoi attuali 10,1 mila follower, il canale sta svi­lup­pan­do un raggio d’azione e ogni giorno registra una crescita nel numero di nuovi follower. In media NaturaSì pubblica un nuovo post ogni due giorni. Tra questi si trovano sì foto dei prodotti, ma lo sono comunque sotto forma indiretta: l’offerta di NaturaSì, infatti, non può pre­scin­de­re dal contesto della sua missione, ovvero vendere prodotti biologici. Il su­per­mer­ca­to, quindi, decide di ri­pren­de­re in ogni suo post il legame con la natura e con le tecniche di agri­col­tu­ra biologica e bio­di­na­mi­ca, risalendo all’origine vera e propria degli articoli che propone. Per questo motivo sul profilo aziendale Instagram di NaturaSì si trovano prin­ci­pal­men­te foto dei luoghi di col­ti­va­zio­ne degli alimenti, i ritratti delle persone che vi lavorano e gli slogan delle campagne pro­mo­zio­na­li in atto, messi in scena in maniera creativa. Non mancano inoltre video con gustose ricette, i cui in­gre­dien­ti sono in vendita presso i ri­ven­di­to­ri della catena, e repost di utenti che hanno uti­liz­za­to l’hashtag #bio­per­vo­ca­zio­ne.

I follower del profilo sono quindi coinvolti a tutto tondo nell’espe­rien­za che non si limita all’acquisto, bensì è co­sti­tui­to anche dalla storia del prodotto: a partire dalla sua nascita, passando per le fasi di la­vo­ra­zio­ne, per poi finire sugli scaffali NaturaSì, dove è pronto a essere adottato dalle mani del con­su­ma­to­re. Oltre alle idee creative e agli standard visivi scelti, sul profilo Instagram di NaturaSì sono ben chiare le pe­cu­lia­ri­tà che ca­rat­te­riz­za­no il marchio grazie all’uso che quest’ultimo fa di un lin­guag­gio visivo unitario e di uno stile for­te­men­te ri­co­no­sci­bi­le.

Pre­pa­rar­si a dovere

L’idea e la rea­liz­za­zio­ne di una foto de­ter­mi­na­no se verrà ap­prez­za­ta dall’utente e se genererà molti like e commenti. Ma anche la più bella delle fo­to­gra­fie risulta inutile su Instagram se la sua pub­bli­ca­zio­ne non viene preparata con tutti i crismi: di­da­sca­lia della foto, hashtag, geo­lo­ca­liz­za­zio­ne ed emoji sono infatti parametri fon­da­men­ta­li dai quali dipende il destino di un post, ovvero se verrà preso in con­si­de­ra­zio­ne e in che modo. Una bella foto è d’obbligo su Instagram, ma trovarle la giusta di­da­sca­lia, i giusti hashtag e ri­vol­ger­si ai clienti con il lin­guag­gio giusto, è la vera arte che porta al successo. Le aziende devono cercare di intendere ogni post su Instagram come la propria campagna pro­mo­zio­na­le in cui ogni elemento è al posto giusto. Il profilo di Yoox, ad esempio, è em­ble­ma­ti­co in questo senso: nel seguente post il noto e-commerce fashion costella la di­da­sca­lia con tag di diversi brand, chiudendo con un’emoji e con gli hashtag di ri­fe­ri­men­to.

Chi invece utilizza più hashtag è la Mulino Bianco, che inserisce i prodotti all’interno di scenari familiari ai suoi follower, ai quali si rivolge di­ret­ta­men­te nelle di­da­sca­lie dei post, in­vi­tan­do­li a com­men­ta­re e ri­spon­den­do a sua volta. L’azienda ha quindi optato per adottare una strategia vincente: coinvolge i follower e in­te­ra­gi­sce con loro in maniera ami­che­vo­le, riuscendo a creare un rapporto informale con i clienti che cresce con il tempo e che si rafforza.

L’account di Instagram di Italo Treno si rivolge a un target diverso, ma mantiene lo stesso tono col­lo­quia­le e ami­che­vo­le, ag­giun­gen­do qualche hashtag in più. La filosofia è la stessa: in­ter­pel­la­re i clienti e uti­liz­za­re gli scatti dei follower per creare una community, in­vi­tan­do­li a par­te­ci­pa­re a concorsi fo­to­gra­fi­ci. Su questo profilo si aggiunge anche il fattore “po­po­la­ri­tà”: l’azienda, infatti, pubblica i post dei per­so­nag­gi famosi che hanno uti­liz­za­to Italo per viaggiare.

No­no­stan­te i settori in cui operano siano dif­fe­ren­ti, gli esempi riportati di­mo­stra­no come le aziende siano in grado di coin­vol­ge­re in maniera attiva i propri clienti su Instagram creando un vero e proprio rapporto diretto. Armandosi di pazienza e dedicando impegno alla pre­pa­ra­zio­ne di ogni singolo post, se il lavoro viene svolto cor­ret­ta­men­te arriva anche il successo. È infatti es­sen­zia­le non di­men­ti­ca­re il target di ri­fe­ri­men­to: os­ser­van­do le dinamiche e recependo le richieste dei follower si ha la pos­si­bi­li­tà di costruire una strategia Instagram inec­ce­pi­bi­le.

Quando fare entrare in campo gli hashtag?

Oltre a lavorare per co­struir­si la propria community di follower, ciò che aiuta ad av­vi­ci­nar­si al successo su Instagram è l’utilizzo di hashtag rilevanti. Il termine hashtag ha co­min­cia­to la sua scalata verso la po­po­la­ri­tà grazie a Twitter, il famoso servizio di mi­cro­blog­ging. Un hashtag è una parola o un’espres­sio­ne che viene “taggata” per mezzo del simbolo del can­cel­let­to (#) che la antecede: in questo modo si rendono di­spo­ni­bi­li i contenuti per la ricerca di parole chiave.

Anche su Instagram gli hashtag fungono da filtri tematici e fanno sì che possano essere trovati in mezzo alla marea di post pub­bli­ca­ti. Ciò che è de­ter­mi­nan­te per un’azienda è che l’utilizzo dei giusti hashtag fa sì che il raggio d’azione diventi più ampio e che aumenti di pari passo anche lo user en­ga­ge­ment. Questi risultati possono essere ottenuti so­prat­tut­to perché gli utenti filtrano i contenuti usando mi­ra­ta­men­te degli hashtag oppure clic­can­do­li di­ret­ta­men­te sui post presenti sui profili. Tramite la funzione di ricerca gli utenti possono infatti cercare sia persone e luoghi, ma anche hashtag specifici.

Gli hashtag sono in­cre­di­bil­men­te popolari su Instagram; gli utenti possono inserirne fino a un massimo di 30 all’interno di un contenuto: ma non è tanto la quantità a essere rilevante, quanto piuttosto l’as­so­cia­zio­ne a livello tematico. Anche le aziende do­vreb­be­ro sfruttare il po­ten­zia­le degli hashtag e inserirli mi­ra­ta­men­te nelle campagne per pro­muo­ve­re po­si­ti­va­men­te la propria immagine. Non è solo il grande marchio a trovarne un’utilità, ma anche le aziende meno note possono lavorare con hashtag ap­pro­pria­ti per la campagna pub­bli­ci­ta­ria in atto invitando i follower a postare foto che abbiano quelle parole chiave spe­ci­fi­che.

I grandi nomi come Nike mostrano come si riesca a far diventare il proprio slogan un motto di vita e un popolare hashtag su Instagram. Con l’hashtag ufficiale #justdoit at­tual­men­te si trovano quasi 12 milioni di post di utenti con la passione per il fitness. La stessa azienda di ab­bi­glia­men­to e accessori sportivi ha inserito lo slogan nella sua biografia breve e inserisce l’hashtag nelle foto e nei video pub­bli­ca­ti.

L’esempio sopra mostra che #justdoit è l’unico hashtag che Nike ha uti­liz­za­to per il suo post. Essendo un marchio co­no­sciu­to a livello mondiale, Nike si ac­con­ten­ta di seguire una strategia di hashtag minimale che viene comunque ri­co­no­sciu­ta e approvata dalle persone. Se però siete appena approdati su Instagram con la vostra presenza aziendale e intendete aumentare il numero di follower, allora è giusto pensare ad ag­giun­ge­re qualche parola chiave in più. Quali sono però gli hashtag che vanno uti­liz­za­ti?

L’im­por­tan­te è che te­ma­ti­ca­men­te si rimanga sempre vicini al contenuto: cosa riesce a de­scri­ve­re al meglio la foto? Qual è il tema del post? Quali hashtag ricerca il target?

In­nan­zi­tut­to è utile sapere che su Instagram vengono uti­liz­za­ti per lo più hashtag in inglese anche sui post di utenti italiani o non di ma­dre­lin­gua inglese; qui [I 100 hashtag di Instagram più uti­liz­za­ti] (https://websta.me/hot/) potete trovare una pa­no­ra­mi­ca degli hashtag più uti­liz­za­ti at­tual­men­te. Gli hashtag con maggiore po­po­la­ri­tà hanno si­cu­ra­men­te più po­ten­zia­le ma al contempo com­por­ta­no anche una con­cor­ren­za più grande e di con­se­guen­za un rischio più alto di passare inos­ser­va­ti in mezzo a tutti gli altri post. Le aziende do­vreb­be­ro trovare una giusta via di mezzo tra gli hashtag par­ti­co­lar­men­te amati e quelli invece specifici, molto rilevanti per il target e che non vengono uti­liz­za­ti migliaia di volte.

Gli hashtag popolari su Instagram

Nella clas­si­fi­ca dei 100 hashtag più uti­liz­za­ti su Instagram si trovano molti aggettivi semplici come #beautiful, #happy e #cute, ma so­prat­tut­to evergreen come #instagood, #instalike e #in­sta­dai­ly, ai quali non è associato nessun si­gni­fi­ca­to par­ti­co­la­re. Sono più in­te­res­san­ti parole chiave come #pho­toof­the­day o #tbt.

#pho­toof­the­day è l’hashtag per una tipologia di concorso fo­to­gra­fi­co indetto dall’account Web­sta­gram. Tramite l’hashtag ci si candida e l’immagine che riceve più like viene pub­bli­ca­ta sulla pagina @pho­toof­the­day. Essendo il profilo seguito da migliaia di follower, regala vi­si­bi­li­tà al fortunato vincitore, che si ritroverà si­cu­ra­men­te più like e fan del solito.

Al­tret­tan­to popolare è l’hashtag #tbt. TBT è l’ab­bre­via­zio­ne di “Throwback Thursday”, tra­du­ci­bi­le in italiano con “il giovedì del ritorno al passato”, ovvero il giovedì in cui si celebra un ricordo. L’ini­zia­to­re dell’hashtag invita gli utenti a postare foto del passato ogni giovedì. Con l’hashtag #tbt si trovano al momento oltre 377 milioni di post, mentre la versione scritta per intero #th­ro­w­back­thur­sday arriva fino a oltre 36 milioni.

Dagli hashtag come #follow, #followme, #like4like e #tag­sfor­li­ke è invece meglio prendere le distanze con un profilo aziendale. Questi hashtag, infatti, vengono uti­liz­za­ti per generare molti like e follower nel minor tempo possibile. Se un’azienda ricorre a tattiche simili per gua­da­gna­re terreno sul campo di Instagram dà l’im­pres­sio­ne poco pro­fes­sio­na­le di non disporre dei giusti mezzi, andando alla disperata ricerca di ri­co­no­sci­men­to.

Usare Instagram Direct con un profilo aziendale

Instagram Direct offre la pos­si­bi­li­tà di con­di­vi­de­re contenuti con gli utenti tramite messaggi privati. Le foto e i video non appaiono sul feed pubblico, ma solamente nella posta in arrivo del de­sti­na­ta­rio. Anche le aziende possono sfruttare questa funzione per entrare in contatto con i propri follower. È fon­da­men­ta­le sapere che è l’utente a dover iniziare la con­ver­sa­zio­ne mandando il primo messaggio.

Se invece è l’azienda ad andare all’attacco con­tat­tan­do il follower, in primis il messaggio risulta troppo in­si­sten­te, poi finisce per avere l’aria di essere spam. L’utente si sente invece stimolato a prendere contatto con l’azienda ad esempio tramite concorsi a premio o contest fo­to­gra­fi­ci. Se è l’utente ad avviare il dialogo diretto, allora più avanti si pre­sen­te­rà l’occasione di spon­so­riz­za­re i propri prodotti.

Instagram Stories

Per con­clu­de­re trattiamo l’ultima funzione di grande interesse per le aziende: Instagram Stories. La funzione è di­spo­ni­bi­le dal 2016 e permette agli utenti di postare foto e video vi­sua­liz­za­bi­li solo per un tempo limitato di 24 ore, dopodiché scom­pa­io­no.

Appena due mesi dopo l’in­tro­du­zio­ne delle Instagram Stories, erano oltre 100 milioni gli utenti che le uti­liz­za­va­no: si tratta di un notevole successo per l’app di foto e fa sperare alle aziende che ci sia una nuova occasione di ampliare il proprio raggio d’azione, in­di­pen­den­te­men­te dallo stream e dai messaggi Direct. La vita limitata di questi post co­sti­tui­sce la dif­fe­ren­za che in­ter­cor­re tra loro e i post normali dello stream. Le storie sono un mezzo semplice per pre­sen­ta­re contenuti e per essere più presenti sul canale. Com­ple­ta­no quindi il contenuto delle pub­bli­ca­zio­ni tra­di­zio­na­li.

L’utente trova le Stories dei profili che segue sulla schermata prin­ci­pa­le dell’app, la home. Le storie sono di­spo­ni­bi­li esclu­si­va­men­te sull’app ma non sulla versione web di Instagram. Ad ogni nuova Story caricata, la foto del profilo cor­ri­spon­den­te viene cir­con­da­ta da un cerchio rosa e si può vi­sua­liz­za­re clic­can­do­ci sopra. Le storie possono essere formate a pia­ci­men­to da un’immagine o da un video o da una com­bi­na­zio­ne di questi. Una volta aperta la funzione, l’app riproduce tutte le parti di­spo­ni­bi­li in suc­ces­sio­ne. Se non si ef­fet­tua­no altre azioni, l’app passa di­ret­ta­men­te alla sequenza suc­ces­si­va.

Al contrario dell’inizio, non è in­di­spen­sa­bi­le seguire un profilo per vi­sua­liz­zar­ne le stories, anzi la funzione di ricerca propone anche quelle di altri profili che non si seguono tra i contenuti nuovi da scoprire.

Come si realizza una Storia?

In alto a sinistra del feed di Instagram si trova un piccolo simbolo del “+”. Clic­can­do­lo si apre la finestra di re­gi­stra­zio­ne delle Storie. Scorrendo verso destra sul feed tramite lo schermo, si arriva all’in­ter­fac­cia delle Storie. Nella finestra di re­gi­stra­zio­ne si realizza poi di­ret­ta­men­te un’immagine oppure un video, o in al­ter­na­ti­va si carica un media già salvato che non sia più vecchio di 24 ore. Per elaborare l’immagine prima di caricarla sono a di­spo­si­zio­ne i classici filtri Instagram, ma in aggiunta ci sono anche strumenti per la scrittura e il disegno, come li si conosce dal programma Paint di Windows, grazie ai quali si può decorare l’immagine.

All’interno dello spazio personale di analisi chi ha postato la storia può vedere quanti e quali utenti l’hanno vi­sua­liz­za­ta: ciò è possibile aprendo la propria e scorrendo verso l’alto, a quel punto apparirà la pa­no­ra­mi­ca della Story pub­bli­ca­ta con il numero e il nome degli utenti che l’hanno vi­sua­liz­za­ta.

Instagram Stories per i marketer

Oltre alla di­spo­ni­bi­li­tà limitata di 24 ore, la dif­fe­ren­za so­stan­zia­le tra le Storie e i comuni post è che raramente sono foto studiate e inscenate per­fet­ta­men­te, ma si tratta piuttosto di scatti spontanei, quindi più naturali. Le istan­ta­nee sono prov­vi­so­rie poiché si can­cel­la­no au­to­ma­ti­ca­men­te dopo 24 ore dalla pub­bli­ca­zio­ne. In questo modo adesso gli utenti hanno la pos­si­bi­li­tà di pub­bli­ca­re più spesso grazie alla funzione Story senza inondare il feed dei follower.

Se la vostra azienda dispone già di un con­so­li­da­to seguito su Instagram, ora potete sfruttare la funzione delle Stories. Si possono testare nuovi formati di content senza dover con­qui­sta­re ogni volta un nuovo pubblico. Di­ver­sa­men­te dalle fo­to­gra­fie e dai video studiati fin nel minimo dettaglio e pro­get­ta­ti secondo l’estetica della Corporate Identity, le Instagram Stories non hanno alcuna pretesa di essere perfette. Le aziende possono quindi uti­liz­zar­le, ad esempio, per con­sen­ti­re ai follower uno sguardo dietro alle quinte.

In questo modo si rinforza il legame con la clientela, poiché in­vi­tan­do­la a dare un’occhiata nella quo­ti­dia­ni­tà dell’azienda si abbatte il muro della formalità. Il fornitore di un prodotto può ad esempio dare qualche assaggio delle fasi di pro­du­zio­ne, mentre un’agenzia può fare un piccolo tour tra gli uffici. Ciò che conta è rimanere sempre rilevanti.

Misurare e ana­liz­za­re: Instagram Analytics

Risulta sensato pre­pa­rar­si una strategia ben studiata, prima di iniziare a pub­bli­ca­re post senza un criterio. Tuttavia non è affatto detto che con una vera e propria strategia o una pia­ni­fi­ca­zio­ne ben strut­tu­ra­ta con analisi e ricerche si abbia la garanzia per il successo. Come anche in altre di­sci­pli­ne di marketing, una strategia o ha successo oppure fallisce: tutto dipende dal capire perché qualcosa funziona o meno. La mi­su­ra­zio­ne e l’analisi del successo rap­pre­sen­ta­no infatti la base im­pre­scin­di­bi­le anche per Instagram. Mentre finora i propri dati ri­guar­dan­ti i follower e la per­for­man­ce erano ot­te­ni­bi­li solamente tramite servizi di terze parti, ora esiste una funzione di analisi integrata. Per saperne di più su questo argomento, leggere l'ar­ti­co­lo det­ta­glia­to sugli strumenti di analisi Instagram.

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