Da tempo ormai, chi naviga online usa la rete per in­for­mar­si su ciò che accade nel mondo e su vari altri temi d’interesse personale. Le fonti però non sono più esclu­si­va­men­te i siti web dei giornali o di altri attori af­fi­da­bi­li (come le aziende). Ma piuttosto a essere consumati sono i contenuti prodotti da altri utenti, sotto forma di testo, immagini o video. Per definire questo tipo di contenuto chi opera nel settore del marketing usa il termine “User Generated Content”, ossia contenuto generato dagli utenti. Ma quali sono più pre­ci­sa­men­te le ca­rat­te­ri­sti­che dello User Generated Content? E quali vantaggi com­por­ta­no questo genere di contenuti?

User Generated Content: de­fi­ni­zio­ne

Per User Generated Content (UGC), chiamato anche sal­tua­ria­men­te Customer Generated Content, si intendono contenuti del web, creati da utenti privati. Possono essere testi in­for­ma­ti­vi, commenti, voti e va­lu­ta­zio­ni, foto, grafici, video e quant’altro, pub­bli­ca­ti su blog, nei negozi online, sui social network o su qualsiasi altra forma di siti web sparsi per la rete. Per rendere ancora più chiara la de­fi­ni­zio­ne dello User Generated Content, è im­por­tan­te sapere che non è in alcun modo rilevante se i contenuti vertano sulla vita privata, sull’attualità o facciano ri­fe­ri­men­to a un’azienda o a un marchio.

Lo User Generated Content uti­liz­za­to per finalità di marketing

Dal punto di vista del marketing a risultare par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­te è tutto il contenuto legato a un marchio o a un’azienda, in quanto questo può essere uti­liz­za­to per risolvere il problema comune dell’uni­la­te­ra­li­tà, dove l’azienda comunica e l’utente o cliente riceve. I contenuti generati dagli utenti su un marchio o per il prodotto di un’azienda non solo ri­flet­to­no la per­ce­zio­ne pubblica del brand o del servizio, ma possono ad­di­rit­tu­ra essere riu­ti­liz­za­ti per scopi com­mer­cia­li.

Par­ti­co­lar­men­te valido in questa ottica è lo User Generated Content prodotto dagli utenti senza che alla base vi sia alcun stimolo o incentivo da parte di quell’azienda o marchio, ov­via­men­te sempre ammesso che il contenuto sia positivo. Tuttavia, in molti casi i contenuti generati dagli utenti sono una risposta a una misura di marketing mirata, quale può essere un gioco a premi.

N.B.

Dimostra uno stretto legame con il Customer Generated Content l’in­fluen­cer marketing, ossia quel ramo del marketing dove gli utenti par­ti­co­lar­men­te di successo che vantano una presenza im­por­tan­te sulle reti social e rag­giun­go­no molti altri utenti, col­la­bo­ra­no con marchi e aziende a fini pro­mo­zio­na­li.

Esempi di successo di User Generated Content

Per chiarire meglio come marchi e aziende invoglino gli utenti a generare dei contenuti che li ri­guar­da­no, vi pre­sen­tia­mo tre esempi di successo di User Generated Content.

Starbucks: il White Cup Contest

Nel 2014 la famosa catena di caf­fet­te­rie Starbucks ha lanciato un concorso negli Stati Uniti, con il quale i clienti venivano invitati ad abbellire i propri bicchieri dal tipico colore bianco con disegni creativi e pub­bli­car­ne una foto su Twitter o Instagram. Il disegno vincitore tra gli oltre 4.000 par­te­ci­pan­ti fu prodotto dopo tre settimane come edizione limitata.

Coca Cola: Share a Coke

Tanto semplice quanto efficace: prima solo in Australia, poi anche in altre parti del mondo, nel 2011 Coca Cola ha avviato una campagna pub­bli­ci­ta­ria che prevedeva la com­mer­cia­liz­za­zio­ne di bottiglie e lattine con su scritto un nome. L’azienda ha poi invitato i con­su­ma­to­ri a farsi una foto con la Coca Cola recante il proprio nome e a con­di­vi­de­re la foto sui social con l’hashtag #Share­A­Co­ke. Il successo è stato straor­di­na­rio. Stando a quanto di­chia­ra­to dall’azienda stessa, negli Stati Uniti il suo fatturato è aumentato di oltre due punti per­cen­tua­le, grazie solo a questa campagna. Ancora oggi possono essere ac­qui­sta­te bottiglie e lattine con nomi dif­fe­ren­ti sul sito della Coca Cola.

McDonald’s: la Burger Battle

Nel 2015 McDonald’s ha dato prova della propria crea­ti­vi­tà in Germania: la campagna Burger Battle prevedeva che ogni cliente potesse proporre per quattro settimane il proprio hamburger. Ne sono stati pre­sen­ta­ti oltre 180.000, che hanno ricevuto un totale di 17 milioni di voti. La giuria finale, composta tra l’altro anche da in­fluen­cer famosi, ne scelse quattro tra i sedici più votati, che vennero poi venduti in due mandate per più settimane nelle varie filiali della catena di Fast Food in tutta la Germania.

Quello che ottenne il maggior successo fu inoltre preparato e venduto per un giorno intero uni­ca­men­te nel McDonald’s di ri­fe­ri­men­to del vincitore, ossia del suo creatore. In questo modo McDonald’s riuscì non solo ad aumentare il ri­co­no­sci­men­to del proprio marchio, ma ad­di­rit­tu­ra a far mol­ti­pli­ca­re i clienti nelle filiali di tutta la Germania.

User Generated Content: riepilogo dei vantaggi

L’impegno ne­ces­sa­rio per l’ideazione e la gestione delle campagne di marketing che stimolano la creazione di contenuti generati dagli utenti è maggiore rispetto a quello per le campagne di marketing tra­di­zio­na­li. Tuttavia, una buona idea che stimoli la pro­du­zio­ne di User Generated Content è più probabile che ripaghi gli sforzi sul lungo periodo, so­prat­tut­to in con­si­de­ra­zio­ne dei vantaggi, qui di seguito elencati, di questa tipologia di contenuti:

  1. Lo User Generated Content è autentico e credibile: se un utente riporta po­si­ti­va­men­te le proprie espe­rien­ze con un’azienda o sug­ge­ri­sce un prodotto, questo sembra sempre più genuino, al contrario di quanto accade se è l’azienda a parlare bene di sé o dei propri prodotti. Questo è un po’ meno vero nel caso della col­la­bo­ra­zio­ne assidua con gli in­fluen­cer, i quali non sono spinti a farlo da un con­vin­ci­men­to radicato, ma più dal compenso che ne ricevono.
  2. La fi­de­liz­za­zio­ne viene raf­for­za­ta in maniera durevole: per produrre contenuti un utente si deve con­fron­ta­re più da vicino con un prodotto o con un argomento. Quando le aziende stimolano in maniera mirata gli utenti a par­te­ci­pa­re o a col­la­bo­ra­re, questi si sentono, tra le altre cose, presi molto più sul serio e tendono di con­se­guen­za a iden­ti­fi­car­si ancora di più con il marchio.
  3. Il raggio d’azione aumenta ra­pi­da­men­te: basta un clic per mettere mi piace a un post o per con­di­vi­der­lo, e queste azioni per­met­to­no a un numero sempre maggiore di utenti di vedere la foto ed even­tual­men­te con­di­vi­de­re a loro volta il post. Un mec­ca­ni­smo con effetto re­pli­can­te, che nessuna azienda sarebbe in grado di mettere in atto au­to­no­ma­men­te.
  4. Lo User Generated Content è con­ve­nien­te: testi, immagini e video, magari nell’ordine delle migliaia, sono pra­ti­ca­men­te gratuiti per l’azienda, ad eccezione del budget pub­bli­ci­ta­rio iniziale utile per lanciare la campagna. Nell’epoca degli smart­pho­ne, foto e video ac­qui­si­sco­no un’im­por­tan­za sempre maggiore. Inoltre, le aziende ap­pro­fit­ta­no delle idee e delle proposte sot­to­po­ste alla loro at­ten­zio­ne da parte degli utenti durante i concorsi. Questo permette di ri­spar­mia­re sulle spesso onerose spese ne­ces­sa­rie per lo sviluppo di un prodotto.

In poche parole, lo User Generated Content punta ad aumentare la notorietà di un marchio e/o a mi­glio­ra­re la propria immagine. Una com­po­nen­te fissa del social selling, uti­liz­za­to sui social per la com­mer­cia­liz­za­zio­ne e la ge­ne­ra­zio­ne di lead.

N.B.

Im­por­tan­te è anche sapere che lo User Generated Content non piace solamente alle persone ma anche alle macchine: infatti Google valuta i commenti e le va­lu­ta­zio­ni come un fattore positivo, po­si­zio­nan­do i siti web che re­gi­stra­no questo tipo di attività ten­den­zial­men­te più in alto rispetto ai con­cor­ren­ti senza questi “social signals” o segnali sociali.

Cosa tenere bene a mente in merito allo User Generated Content

Che siano gli utenti a fare pub­bli­ci­tà al proprio marchio o alla propria azienda è il desiderio di qualunque im­pre­sa­rio o re­spon­sa­bi­le di reparto marketing. Ma c’è un aspetto che non va di­men­ti­ca­to: lo User Generated Content può anche avere con­se­guen­ze negative. Diverse aziende hanno dovuto fare la spia­ce­vo­le espe­rien­za di vedere gli utenti produrre contenuto che non fosse esclu­si­va­men­te positivo, una volta affidato a loro il timone della propria pub­bli­ci­tà. È perciò fon­da­men­ta­le avere un piano di riserva con precise regole co­mu­ni­ca­ti­ve qualora le cose non dovessero andare come sperato e si dovesse scatenare una shitstorm.

Da un punto di vista legale dovreste anche tenere ben presente temi quali il diritto d’autore e i diritti della per­so­na­li­tà. Ad esempio, può essere re­la­ti­va­men­te difficile stabilire con assoluta certezza che il video o l’immagine pub­bli­ca­ta da un utente, sia ef­fet­ti­va­men­te una sua creazione, ovvero che questi ne possegga i diritti d’autore. Inoltre, fate at­ten­zio­ne che, nel caso di foto o video, compaiano solamente persone che hanno dato il proprio consenso all’utilizzo del contenuto.

Consiglio

Stabilite in maniera chiara cosa è permesso e cosa no nei termini e con­di­zio­ni generali di uso del vostro servizio e in quelli relativi alla vostra campagna. Non di­men­ti­ca­te mai che cosa è ef­fet­ti­va­men­te lo User Generated Content: contenuto generato da utenti privati.

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