Le in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie su LinkedIn hanno dei vantaggi de­ter­mi­nan­ti per le aziende: in quasi nessun altro social network avete la pos­si­bi­li­tà di operare nel marketing B2B senza che il vostro messaggio si perda strada facendo. L’offerta marketing della rete di lavoro più famosa al mondo varia da annunci pub­bli­ci­ta­ri classici, passando per il Content Marketing spon­so­riz­za­to, fino ad arrivare a una par­ti­co­la­re forma di E-mail Marketing. In questo articolo scoprite come si di­stin­guo­no le singole tipologie di marketing su LinkedIn, come si producono i formati necessari e quali sono i costi da sostenere per avere tutto questo.

In quanto aziende potete creare il vostro profilo aziendale su LinkedIn, pre­sen­tan­do così la vostra impresa alla community della piat­ta­for­ma. Una de­scri­zio­ne efficace e delle immagini si­gni­fi­ca­ti­ve bastano a far imprimere la vostra azienda nella memoria degli utenti. Inoltre questo profilo è anche la base di partenza per le vostre attività pub­bli­ci­ta­rie su LinkedIn; è perciò im­por­tan­te che ri­sul­tia­te con­vin­cen­ti e che curiate con­ti­nua­men­te i vostri contenuti.

Che cosa sono i LinkedIn Ads?

Com’è il caso sulla maggior parte dei social network, anche con LinkedIn potete farvi pub­bli­ci­tà. A questo scopo la piat­ta­for­ma di business ha creato le LinkedIn Marketing Solutions. Tramite di esse potete disporre di diversi formati pub­bli­ci­ta­ri. Qui avete anche la pos­si­bi­li­tà di mettervi in contatto diretto con il team di vendita di LinkedIn, nel caso in cui dobbiate ri­chie­de­re o in­for­mar­vi in merito a offerte per­so­na­liz­za­te. Ge­ne­ral­men­te su LinkedIn è possibile di­stin­gue­re tra due tipologie di in­ser­zio­ni: Content Marketing e annunci pub­bli­ci­ta­ri. Della prima categoria fanno parte i contenuti spon­so­riz­za­ti (Sponsored Content) e i messaggi InMail spon­so­riz­za­ti (Sponsored InMails), della seconda invece i tre formati di in­ser­zio­ni, annunci di testo (Text Ads), annunci display (Display Ads) e gli annunci dinamici (Dynamic Ads). Ognuno di questi ha il suo focus specifico, ragione per la quale do­vreb­be­ro essere usati in maniera mirata in base al vostro target e solo dopo un’attenta va­lu­ta­zio­ne.

Cinque formati pub­bli­ci­ta­ri e un’infinità di pos­si­bi­li­tà

LinkedIn vi offre in totale 5 diverse pos­si­bi­li­tà per impostare delle campagne marketing sulla piat­ta­for­ma. Inoltre at­tra­ver­so il profilo aziendale e la sezione update potete contare già su canali di marketing usu­frui­bi­li a titolo to­tal­men­te gratuito. Prima di iniziare però a uti­liz­za­re i LinkedIn Ads, dovreste avere già a di­spo­si­zio­ne una strategia per il contenuto da pub­bli­ca­re su entrambi i canali. Quindi durante la pia­ni­fi­ca­zio­ne del vostro Content Marketing, sof­fer­ma­te­vi a pensare:

  • Qual è il vostro target?
  • Quali tematiche sono rilevanti?
  • Con che frequenza volete postare del nuovo contenuto?
  • Chi è re­spon­sa­bi­le per la pro­du­zio­ne del contenuto?

La pub­bli­ci­tà su LinkedIn va uti­liz­za­ta per aumentare l’efficacia delle proprie azioni di marketing.

Consiglio

Oltre alla pagine del profilo, le aziende possono uti­liz­za­re anche le co­sid­det­te pagine vetrina su LinkedIn, che sono delle landing page per marche, prodotti e servizi par­ti­co­la­ri. Anche qui avete la pos­si­bi­li­tà di pub­bli­ca­re degli ag­gior­na­men­ti con re­go­la­ri­tà, i quali devono essere chia­ra­men­te conformi alla vostra offerta.

Se de­si­de­ra­te sfruttare appieno le pos­si­bi­li­tà di marketing offerte dal social network in questione, allora dovete creare un account nell’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne, in aggiunta al vostro profilo LinkedIn. Vi basterà indicare che possedete già un profilo aziendale e dunque riportare il nome dello stesso. Tuttavia anche l’account nell’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne necessita di un nome proprio. LinkedIn vi propone di adottare di­ret­ta­men­te dei nomi che siano in linea con il nome della vostra azienda. Fatto ciò, se­le­zio­na­te la valuta che de­si­de­ra­te uti­liz­za­re per le vostre tran­sa­zio­ni con LinkedIn, tenendo ben presente che non potrà poi più essere cambiata. A questo punto siete pronti per iniziare a inserire la vostra pub­bli­ci­tà su LinkedIn.

LinkedIn Sponsored Content

Prima che possiate iniziare a spon­so­riz­za­re i vostri contenuti, dovete occuparvi della loro ideazione durante le vostre pia­ni­fi­ca­zio­ni del contenuto. Gli ag­gior­na­men­ti su LinkedIn as­so­mi­glia­no so­li­ta­men­te a dei blog post più corti. I seguenti temi sono par­ti­co­lar­men­te adatti per i testi pensati ad hoc per LinkedIn:

  • Scrivete delle novità che avvengono nella vostra azienda. In questo modo tenete sempre ag­gior­na­ti i vostri clienti B2B e avete la pos­si­bi­li­tà di ri­sve­glia­re la loro at­ten­zio­ne in merito a nuove offerte. Inoltre tali ragguagli sono ideali per pre­sen­ta­re ester­na­men­te la vostra cultura aziendale e per offrire un pal­co­sce­ni­co ai vostri impiegati. At­tra­ver­so un ri­fe­ri­men­to emotivo portate i contatti ad af­fe­zio­nar­si al vostro marchio e vi rendete in­te­res­san­ti agli occhi dei la­vo­ra­to­ri spe­cia­liz­za­ti che sono alla ricerca di nuova sfide la­vo­ra­ti­ve.
  • Informate il vostro gruppo di ri­fe­ri­men­to riguardo a tematiche che ritenete in­te­res­san­ti in relazione alla vostra azienda. A questo proposito orien­ta­te­vi sull’interesse dei vostri follower e basatevi anche sui feedback che ricevete. Così facendo ottenete una co­mu­ni­ca­zio­ne aperta che i vostri clienti sapranno cer­ta­men­te ap­prez­za­re: la vostra azienda ne gua­da­gne­rà in re­pu­ta­zio­ne.
  • Con­di­vi­de­te in­for­ma­zio­ni rilevanti di altri Content Creator. Questo vi per­met­te­rà di integrare la Content Curation all’interno della vostra strategia di marketing, di­mi­nuen­do così l’impegno ne­ces­sa­rio per la creazione di contenuti e mostrando alla community di LinkedIn che seguite gli sviluppi più recenti. Fin quando citerete cor­ret­ta­men­te la fonte, evitando così di rischiare accuse per plagio, il lavoro cu­ra­to­ria­le di contenuti esterni fornisce im­por­tan­ti in­for­ma­zio­ni ai vostri utenti senza che ci sia alcun svan­tag­gio per voi.

In­di­pen­den­te­men­te dal tipo di contenuto che scegliate, la creazione di contenuto con LinkedIn Updates funziona sempre allo stesso modo:

cambiate l’in­ter­fac­cia del vostro profilo aziendale e cliccando su “Ag­gior­na­men­ti” potete creare nuovi contenuti. Quando create contenuti, il vostro primo pensiero deve andare al valore aggiunto che essi avranno per gli utenti, al­tri­men­ti la campagna non porterà a niente. Puntando invece su contenuti buoni e in­te­res­san­ti, potete invece aspet­tar­vi che ne con­se­gua­no delle sinergie dall’effetto virale. Dovreste tuttavia com­ple­ta­re i vostri testi con foto e grafiche o in­clu­der­ci dei link: i link iper­te­stua­li d’altro canto vengono tra­sfor­ma­ti au­to­ma­ti­ca­men­te dal sistema in un’anteprima grafica. Le immagini servono a catturare l’at­ten­zio­ne e vi aiutano a far sì che il vostro contenuto venga notato tra tutti quelli della con­cor­ren­za.

Consiglio

Quando postate contenuti, testuali o visivi che siano, non di­men­ti­ca­te­vi mai del diritto d’autore. Uti­liz­za­te piuttosto grafiche e foto di vostra pro­du­zio­ne, immagini con licenza libera o quelle di cui avete già ac­qui­sta­to i diritti necessari.

Avete creato un contenuto che ritenete par­ti­co­lar­men­te efficace? Allora potete pub­bli­ciz­zar­lo su LinkedIn come contenuto spon­so­riz­za­to. Se, invece, non avete ancora nessun contenuto a di­spo­si­zio­ne, LinkedIn vi permette di scrivere il testo per la vostra campagna di marketing di­ret­ta­men­te nell’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne. La variante che avete scelto di uti­liz­za­re non fa dif­fe­ren­za, dovete passare at­tra­ver­so l’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne, creare una campagna, darle un nome e infine indicare in che lingua sarà pub­bli­ca­to il contenuto: sce­glien­do l’italiano come lingua, l’annuncio sarà mostrato solamente a utenti di lingua italiana. Quindi ancora una volta: ri­flet­te­te su qual è il vostro target. Se invece non avete ancora prodotto alcun contenuto che de­si­de­ria­te pro­muo­ve­re, ma avete in­ten­zio­ne di farlo, nella pagina suc­ces­si­va avete la pos­si­bi­li­tà di crearlo partendo da zero. Un’ulteriore domanda da porvi è: volete condurre gli utenti a visitare il vostro sito web o i vostri contenuti su LinkedIn, o de­si­de­ra­te piuttosto generare lead?

Se decidete rein­di­riz­za­re gli utenti verso altri contenuti, potete ag­giun­ge­re un pulsante apposito all’interno dell’articolo: clic­can­do­ci i lettori sce­glie­ran­no di seguire il vostro profilo aziendale. Pre­di­li­gen­do questa opzione, potete uti­liz­za­re la spon­so­riz­za­zio­ne del post anche per ottenere più follower. Al contrario, optando per la ge­ne­ra­zio­ne di lead, all’interno del vostro articolo sarà integrata una call to action. Anche qui potete scegliere tra più varianti.

Tra l’altro avete la pos­si­bi­li­tà di allegare al vostro contenuto anche un for­mu­la­rio, che però dovrete aver pre­ce­den­te­men­te creato nel tool dell’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne. Date un nome al modulo, che sarà visibile solo per voi, e inserite un titolo e una de­scri­zio­ne. La de­scri­zio­ne può essere uti­liz­za­ta per spiegare agli utenti cosa ot­ter­ran­no in cambio della com­pi­la­zio­ne del for­mu­la­rio, e quindi dei dati da loro fornitivi (ad esempio potrebbe trattarsi di un e-book o di un ab­bo­na­men­to premium per un de­ter­mi­na­to periodo). Dunque tornate al menu della campagna, scegliete il modulo che volete allegare, e, se lo de­si­de­ra­te, ag­giun­ge­te un messaggio di rin­gra­zia­men­to che verrà mostrato agli utenti non appena avranno com­ple­ta­to il for­mu­la­rio.

Come già accennato, la scelta della variante da uti­liz­za­re spetta a voi, ma non fa reale dif­fe­ren­za poiché il passo suc­ces­si­vo è lo stesso. Lo scopo è solamente quello di delineare al meglio il vostro target:

  • Posizione: dove si trova il vostro target?
  • Nome dell’azienda: de­si­de­ra­te ri­vol­ger­vi agli o escludere uni­ca­men­te gli impiegati di un’azienda?
  • Settore: in quale ambito è attivo prin­ci­pal­men­te il vostro target?
  • Di­men­sio­ni dell’azienda: a quale tipo di azienda deve essere mostrato il vostro contenuto?
  • Qualifica pro­fes­sio­na­le: volete ri­vol­ger­vi a persone mirate che occupano una precisa posizione la­vo­ra­ti­va?
  • Settore d’attività: da quale settore deve essere reclutato il vostro target?
  • Livello di com­pe­ten­za: qui potete indicare se state cercando un manager piuttosto che un la­vo­ra­to­re alla prime armi.
  • For­ma­zio­ne superiore: la vostra campagna si rivolge uni­ca­men­te a studenti di una specifica uni­ver­si­tà o istituto?
  • Materie di studio: potete limitare i vostri in­ter­ven­ti di marketing anche a chi si è prodigato in de­ter­mi­na­te materie di studio.
  • Diplomi/Lauree: potete impostare che il vostro target di ri­fe­ri­men­to si componga uni­ca­men­te di utenti con laurea spe­cia­li­sti­ca, giusto per fare un esempio.
  • Co­no­scen­ze: hanno gli in­te­res­sa­ti tutte le co­no­scen­ze e capacità ne­ces­sa­rie da voi de­si­de­ra­te?
  • Gruppi: è nei vostri piani che il contenuto da voi proposto venga vi­sua­liz­za­to in primis da un de­ter­mi­na­to gruppo di di­scus­sio­ne su LinkedIn?
  • Genere: è il vostro un target specifico per genere?
  • Età: di che fascia di età devono essere i vostri lettori?
  • Anni di espe­rien­za la­vo­ra­ti­va: volete che la campagna raggiunga solo quegli utenti che possono contare su un numero preciso di anni di espe­rien­za la­vo­ra­ti­va?
  • Follower della vostra azienda: de­si­de­ra­te ri­vol­ger­vi uni­ca­men­te ai vostri follower? O al contrario preferite che questi siano esclusi dalla campagna?
  • Contatti aziendali: con questa opzione potete ri­vol­ger­vi ai contatti di primo grado di colleghi di de­ter­mi­na­te aziende.

Le opzioni per la de­fi­ni­zio­ne del gruppo di ri­fe­ri­men­to sono com­bi­na­bi­li, però a volte possono anche esclu­der­si a vicenda, almeno in parte. Un in­di­ca­to­re sul lato destro vi comunica una stima delle di­men­sio­ni del gruppo se­le­zio­na­to. LinkedIn offre l’opzione di dif­fon­de­re i contenuti spon­so­riz­za­ti anche sulle pagine partner della piat­ta­for­ma. Se decidete di uti­liz­za­re l’opzione Matched Audience, potete scegliere gli utenti del vostro target di ri­fe­ri­men­to tra i vi­si­ta­to­ri del vostro profilo aziendale, o caricare una lista in formato CSV da voi stessi redatta, con­te­nen­te gli utenti che fanno al caso vostro.

Prima di passare oltre è buona cosa ri­flet­te­re se in futuro potreste avere in­ten­zio­ne di ri­vol­ger­vi nuo­va­men­te al gruppo che avete appena se­le­zio­na­to. Se questo dovesse essere il caso, allora vi conviene salvare le im­po­sta­zio­ni adottate come modello.

La pagina seguente durante la creazione della vostra in­ser­zio­ne pub­bli­ci­ta­ria su LinkedIn tratta del budget. Per prima cosa dovete decidere se volete pagare per clic o per il numero delle im­pres­sion:

  • Costi per clic (CPC = Cost per Click): pagate per ogni clic ef­fet­tua­to sul vostro sito web.
  • Costi per 1000 im­pres­sion (CPM = Cost per Mille): pagate perché il vostro contenuto sia mostrato ai vi­si­ta­to­ri.

Con entrambe le varianti dovete scegliere il budget gior­na­lie­ro massimo. Se la soglia viene raggiunta, la pub­bli­ci­tà del vostro contenuto spon­so­riz­za­to su LinkedIn viene sospesa per il giorno in questione. Siete chia­ra­men­te voi a stabilire il budget totale così come la data ultima della campagna. Entrambe queste due im­po­sta­zio­ni servono a stabilire quando debba cessare la pro­mo­zio­ne dei vostri contenuti: infatti la campagna continua fino alla data da voi se­le­zio­na­ta o fino a che il budget da voi stanziato non si sia esaurito.

Oltre al budget totale fissate anche quello che è l’offerta massima per un clic su di un’in­ser­zio­ne o per 1000 im­pres­sion. Quanto siete disposti a offrire per un singolo clic o per mille im­pres­sion? LinkedIn Ads non si occupa della vendita di spazi pub­bli­ci­ta­ri, infatti la battaglia per tali spazi avviene tramite offerta. Più alta sarà l’offerta, più com­pe­ti­ti­va sarà la campagna. Ciò significa che con un’offerta di di­men­sio­ni ridotte ci vorrà più tempo prima che venga raggiunto l’obiettivo pre­fis­sa­to.

Una volta deciso il budget da investire e la tipologia di pagamento che si vuole uti­liz­za­re, vi verrà richiesto di inserire i vostri dati bancari. Potete pagare con carta di debito o carta di credito. A questo punto non vi resta che con­trol­la­re che l’ordine cor­ri­spon­da alle vostre esigenze e dunque lasciare che il vostro contenuto spon­so­riz­za­to vada online.

Fatto

L’asta au­to­ma­tiz­za­ta inizia una volta che un cliente del gruppo di ri­fe­ri­men­to da voi indicato vi­sua­liz­za le vostre pagine web. A giocare un ruolo im­por­tan­te nel decidere se i vostri annunci pub­bli­ci­ta­ri vengano mostrati o meno agli utenti, è anche il punteggio di rilevanza (Relevance Score), più alto è meglio è, oltre chia­ra­men­te all’offerta fatta. Colui che sta pub­bli­ciz­zan­do riceve un elevato punteggio di rilevanza se gli utenti LinkedIn hanno valutato po­si­ti­va­men­te la sua pub­bli­ci­tà in passato. Il valore non è visibile dagli utenti.

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LinkedIn Sponsored InMail

Per Sponsored InMail si intendono dei messaggi pub­bli­ci­ta­ri che potete inviare agli utenti tramite LinkedIn. Create perciò una nuova campagna e scegliete l’opzione InMail. Nella schermata suc­ces­si­va indicate un nome per il messaggio pub­bli­ci­ta­rio e per il mittente, questi non saranno visibili ester­na­men­te. So­li­ta­men­te siete voi stessi il mittente del messaggio in questione, ma a volte può avere senso indicare qualcun altro all’interno della vostra azienda.

Se ad esempio il contenuto della mail riguarda solo un preciso reparto, allora il fatto che compaia come mittente il re­spon­sa­bi­le di quel reparto può influire po­si­ti­va­men­te sul de­sti­na­ta­rio. Chia­ra­men­te è ne­ces­sa­rio che la questione sia discussa in­ter­na­men­te e che la persona in questione sia con­sa­pe­vo­le e d’accordo che il suo nome venga uti­liz­za­to nei messaggi.

Il prossimo passaggio è quello di comporre il testo del messaggio. La prima cosa a cui dovete pensare è trovare un buon oggetto per la mail; lo spazio che avete a di­spo­si­zio­ne è di 60 caratteri: impostate il vostro oggetto in maniera che l’utente che riceverà la mail sia in­vo­glia­to ad aprire l’intero messaggio. Durante la scrittura del testo del messaggio dovreste evitare di di­lun­gar­vi troppo. Lo stesso LinkedIn propone una lunghezza massima di 1000 parole. Per l’im­po­sta­zio­ne del testo disponete di tutte le tipiche funzioni per un layout chiaro ed efficace: grassetto, corsivo, sot­to­li­nea­to ed elenchi vari. Im­por­tan­te per il successo dei vostri messaggi InMail di LinkedIn sono anche i campi per­so­na­liz­za­ti: è infatti possibile inserire dei se­gna­po­sto per il nome e il cognome, tramite i quali il sistema vi permette di per­so­na­liz­za­re questi messaggi in­di­riz­za­ti a un grande numero di persone. Inoltre LinkedIn vi dà la pos­si­bi­li­tà di inserire un pulsante per la call to action all’interno del vostro messaggio. Tutto ciò che dovete fare è indicare a quale pagina web deve rimandare il pulsante e inserire perciò la dicitura per l’im­ple­men­ta­zio­ne del bottone. Se lo de­si­de­ra­te, potete anche ag­giun­ge­re un banner al vostro messaggio. Una volta com­ple­ta­to quello che sarà il vostro messaggio, con­ti­nua­te come spiegato pre­ce­den­te­men­te, sta­bi­len­do il vostro target di ri­fe­ri­men­to e il budget a di­spo­si­zio­ne. Il metodo di pagamento per una campagna di Sponsored InMail è per messaggio inviato (CPS o Cost per Sale). Anche in questo caso dovete fare un’offerta. A questo punto non vi mancherà che indicare i vostri dati bancari e la vostra InMail sarà au­to­ma­ti­ca­men­te inviata al gruppo di ri­fe­ri­men­to.

Fatto

Se si vince l’asta con la propria offerta, dovrete pagare solo la dif­fe­ren­za tra la vostra offerta e quella che si è piazzata seconda, e quindi non l’intera somma offerta.

LinkedIn Text Ads

Anche gli annunci di testo ap­par­ten­go­no agli annunci pub­bli­ci­ta­ri di­spo­ni­bi­li su LinkedIn. Questa forma di marketing ricorda for­te­men­te le in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie tra­di­zio­na­li. Ma anche per uti­liz­za­re i Text Ads è ne­ces­sa­rio creare una nuova campagna su LinkedIn. Scegliete perciò un nome e scegliete la lingua dell’annuncio. Una volta fatto potete iniziare a con­fi­gu­ra­re l’annuncio. I punti che vanno presi in con­si­de­ra­zio­ne sono i seguenti:

  1. Qual è lo scopo dell’annuncio?
    Preferite rimandare al profilo della vostra azienda, alla pagina delle offerte di lavoro su LinkedIn o al vostro sito web? Decidete se de­si­de­ra­te generare traffico sul vostro sito web o su LinkedIn, o se ancora avete in­ten­zio­ne di pro­muo­ve­re le offerte di lavoro di­spo­ni­bi­li presso la vostra azienda.

  2. Qual è il titolo che volete dargli?
    Create un breve slogan di massimo 25 caratteri, che vada di­ret­ta­men­te al punto della questione.

  3. Che effetto fa il testo del vostro annuncio pub­bli­ci­ta­rio?
    Qui potete af­fron­ta­re più det­ta­glia­ta­men­te il tema o la questione. L’obiettivo è quello di in­cu­rio­si­re il lettore e portarlo a volerne sapere di più.

  4. Che immagine volete allegare al testo?
    L’immagine non deve essere il logo della vostra azienda. Pre­di­li­ge­te un’immagine che sia adatta in relazione al contenuto del vostro annuncio. L’espe­rien­za dimostra che le immagini con persone sono par­ti­co­lar­men­te adatte.
Consiglio

Una campagna non è legata ne­ces­sa­ria­men­te a un unico annuncio. Uti­liz­za­te perciò vari Text Ad e valutate quale abbia più successo tra gli utenti.

Il resto rimane come spiegato pre­ce­den­te­men­te: stabilite il target di ri­fe­ri­men­to e il vostro budget. Anche con gli annunci di testo di LinkedIn si può scegliere tra Cost per Click e Cost per Im­pres­sion. In base a questa decisione, definite il vostro scopo per questa azione di marketing: più vi­si­bi­li­tà o più clic?

LinkedIn Display Ads

Gli annunci display e gli annunci dinamici fun­zio­na­no di­ver­sa­men­te rispetto ai LinkedIn Ads pre­ce­den­te­men­te pre­sen­ta­ti. Sebbene teo­ri­ca­men­te as­so­mi­gli­no ai Text Ads, il pro­ce­di­men­to per ottenerli è so­stan­zial­men­te diverso. Invece che at­tra­ver­so il Campaign Manager, questi annunci pub­bli­ci­ta­ri vengono destinati at­tra­ver­so le Demand Side Platform (DSP) o gli Agency Trading Desk: delle aste aperte. LinkedIn offre ai marketer anche l’opzione delle LinkedIn Private Auctions. Se volete scoprire se voi o la vostra azienda possiate accedere ai benefici per gli annunci pub­bli­ci­ta­ri di questo formato, dovete prendere contatto diretto con LinkedIn (se non siete voi a occuparvi di­ret­ta­men­te del vostro marketing, la­scia­te­lo fare all’agenzia di marketing con la quale col­la­bo­ra­te).

Fatto

I LinkedIn Display Ads fun­zio­na­no secondo il principio del Pro­gram­ma­tic Ad­ver­ti­sing: questo concetto descrive il processo di acquisto di annunci pub­bli­ci­ta­ri per­so­na­liz­za­ti at­tra­ver­so un’asta in tempo reale, che viene ag­gior­na­ta con tem­pi­sti­che vicine al mil­li­se­con­do.

L’annuncio viene mostrato nel settore in alto a destra sotto forma di immagine dalle di­men­sio­ni re­la­ti­va­men­te grandi. In questo modo è fa­cil­men­te di­stin­gui­bi­le dal resto del contenuto del sito web, come ad esempio dagli annunci di testo, ri­sul­tan­do però fa­cil­men­te ri­co­no­sci­bi­li da parte degli utenti come vere e proprie in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie. Questo porta con sé vantaggi e svantaggi: ad esempio che in teoria è alquanto difficile non notare le in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie sotto forma di banner, ma che d’altro canto ci siamo abituati talmente tanto a questo formato pub­bli­ci­ta­rio negli ultimi anni che molte persone tendono a non prestarvi at­ten­zio­ne, senza tra l’altro neanche ren­der­se­ne conto.

LinkedIn Dynamic Ads

Anche i Dynamic Ads non possono essere riservati sem­pli­ce­men­te tramite il Campaign Manager: se de­si­de­ra­te ac­ca­par­rar­vi questo speciale formato pub­bli­ci­ta­rio, allora dovete prendere contatto con il team di vendita at­tra­ver­so la pagina delle Marketing Solutions di LinkedIn, così da ricevere una con­su­len­za basata sulle vostre esigenze e relative offerte.

Gli annunci dinamici si rivolgono di­ret­ta­men­te agli utenti: quello che dovete fare è indicare un target preciso al quale si rivolge la vostra pub­bli­ci­tà. I Dynamic Ads con il loro formato sono altamente per­so­na­liz­za­ti. Sia il nome degli utenti che la loro immagine profilo compaiono all’interno dell’in­ser­zio­ne, as­si­cu­ran­do così sia la rilevanza che l’approccio personale. Una call to action ha l’effetto di stimolare la reazione degli utenti, ad esempio por­tan­do­li a cliccare su un link.

LinkedIn Ads: costi a confronto

Per via del modello d’asta non è facile de­ter­mi­na­re quanto costi ef­fet­ti­va­men­te un annuncio: di base siete voi a stabilire quanto volete spendere per gli annunci di LinkedIn. Tuttavia c’è un’offerta minima, un’offerta rac­co­man­da­ta e un budget minimo. A influire sull’offerta minima vi è anche la di­men­sio­ne del target.

Per ottenere un quadro di confronto ap­pro­pria­to, abbiamo preso in con­si­de­ra­zio­ne come target tutti gli utenti LinkedIn di Berlino e dintorni, la capitale europea delle start-up e dell’online marketing.

Budget minimo Offerta minima Offerta con­si­glia­ta
Contenuto spon­so­riz­za­to Cost per Click 10,00€ 2,35 € 6,18 €
Cost per Im­pres­sion 10,00€ 2,35 € 6,18 €
Messaggio InMail spon­so­riz­za­to Prezzo per singolo invio 10,00€ 0,40 € 0,43 €
Annuncio di testo Cost per Click 10,00€ 2,00 € 4,12 €
Cost per Im­pres­sion 10,00€ 2,00 € 2,09 €
Annunci display Con­tat­ta­re di­ret­ta­men­te il team di vendita di LinkedIn
Annunci dinamici Con­tat­ta­re di­ret­ta­men­te il team di vendita di LinkedIn

Mi­glio­ra­re il proprio marketing e tenere sotto controllo i propri successi

Al fine di con­trol­la­re se i vostri LinkedIn Ads ottengono i risultati de­si­de­ra­ti, dovreste ve­ri­fi­ca­re co­stan­te­men­te l’efficacia della vostra pub­bli­ci­tà. L’Am­mi­ni­stra­to­re Campagne vi offre a questo scopo dei numeri di ri­fe­ri­men­to im­por­tan­ti, sia per tutte le campagne che per i singoli annunci:

  • Im­pres­sion: quanto spesso viene vi­sua­liz­za­to il vostro annuncio?
  • Clic: quanto spesso viene cliccato sul vostro annuncio? (In questo calcolo non rientrano azioni come commenti o con­di­vi­sio­ni dei vostri con­tri­bu­ti)
  • Per­cen­tua­le di clic: qual è il rapporto tra le im­pres­sion e i clic?
  • Azioni sociali: quanto spesso viene cliccata, condivisa o com­men­ta­ta la vostra azione pub­bli­ci­ta­ria?
  • In­te­ra­zio­ni: quanti clic e in­te­ra­zio­ni social ha generato la vostra campagna?
  • Numero delle in­te­ra­zio­ni: qual è il rapporto tra im­pres­sion e in­te­ra­zio­ni?
  • CPC medio (Cost per Click): qual è il rapporto tra l’importo investito e il numero dei clic ottenuti sul vostro sito web?
  • CPM medio (Cost per Mille): quanto avete pagato per 1.000 im­pres­sion?
  • Spese totali: quanto avete pagato in totale per l’annuncio in questione?

I dati sono rap­pre­sen­ta­ti sia in formato tabellare che tramite l’utilizzo di un grafico. Inoltre potete chia­ra­men­te uti­liz­za­re dati di mi­su­ra­zio­ne ottenuti al di fuori di LinkedIn. Se ad esempio uti­liz­za­te Google Analytics o un altro tool per l’analisi web, potete rilevare se il traffico derivante da LinkedIn sulla vostra pagina è aumentato o meno.

Nell’ambito del marketing è spesso buona cosa comparare il risultato di diverse idee e campagne. Per riuscire in questo intento dovreste affidarvi all’A/B testing. LinkedIn vi permette sia di portare avanti più campagne con­tem­po­ra­nea­men­te, sia di du­pli­car­le: per condurre un A/B testing di successo, dovreste infatti creare una copia esatta della campagna e mo­di­fi­car­ne un singolo aspetto. Questa modifica può ri­guar­da­re diversi segmenti:

  • Contenuto: variate il testo o l’immagine.
  • Budget: aumentate o diminuite l’importo dell’offerta o il budget gior­na­lie­ro.
  • Target: mettete mano a uno dei parametri per la de­fi­ni­zio­ne del target.

Date un po’ di tempo alle vostre campagne, almeno una settimana, così da far bi­lan­cia­re le oscil­la­zio­ni dei giorni della settimana. Non appena avrete ac­cu­mu­la­to i dati suf­fi­cien­ti per una va­lu­ta­zio­ne sta­ti­sti­ca, potrete con­fron­ta­re i risultati. Così facendo scoprite quale tipo di LinkedIn Ads ottiene maggiore successo.

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