I banner sono una forma pub­bli­ci­ta­ria ben con­so­li­da­ta. Ma sono ancora al passo coi tempi? Espres­sio­ni come “banner blindness”, in italiano cecità ai banner, sembrano indicare che non lo siano più. Per molto tempo il display ad­ver­ti­sing è stato tra­scu­ra­to e il focus posto sulla pub­bli­ci­tà sui motori di ricerca. Tuttavia, dati più recenti mostrano che oggi le spese per il display ad­ver­ti­sing superano quelle per il search engine ad­ver­ti­sing. Le nuove tec­no­lo­gie, infatti, hanno ampliato con­si­de­re­vol­men­te le pos­si­bi­li­tà di successo del display ad­ver­ti­sing.

La pub­bli­ci­tà display sta co­no­scen­do un nuovo sviluppo, grazie anche al con­tri­bu­to del Real Time Ad­ver­ti­sing: con un livello di ef­fi­cien­za alto, un targeting ben definito e le aste in tempo reale at­tra­ver­so il Real Time Bidding, i publisher si as­si­cu­ra­no il prezzo migliore possibile, mentre gli ad­ver­ti­ser ottengono lo spazio pub­bli­ci­ta­rio ideale e una di­sper­sio­ne con­si­de­re­vol­men­te inferiore. Ma come si in­con­tra­no domanda e offerta e quale po­ten­zia­le si nasconde davvero dietro le piat­ta­for­me Ad Exchange? Vale la pena dare un’occhiata ai prin­ci­pa­li soggetti in gioco e a come essi si re­la­zio­na­no tra loro nel Real Time Ad­ver­ti­sing (RTA).

Lo sviluppo: dal display ad­ver­ti­sing classico al Real Time Ad­ver­ti­sing

I classici banner e il display ad­ver­ti­sing hanno giocato a lungo un ruolo centrale nell’online marketing. Con il tempo, però, ci si è con­cen­tra­ti su formati più orientati ai risultati, come la pub­bli­ci­tà sui motori di ricerca o l’affiliate marketing. La pub­bli­ci­tà sui motori di ricerca si è pre­sen­ta­ta ai marketer offrendo molti vantaggi rispetto ad un banner classico: campagne più ef­fi­cien­ti, un miglior ROI (Return On In­vest­ment) e una rilevanza maggiore per l’utente, oltre a servizi dedicati e network, che mettono a di­spo­si­zio­ne piat­ta­for­me gestibili con facilità.  

No­no­stan­te ciò, il display ad­ver­ti­sing è tutt’altro che superato: grazie al Real Time Ad­ver­ti­sing e al Real Time Bidding, infatti, si ha la pos­si­bi­li­tà di rag­giun­ge­re con i classici banner la stessa efficacia e rilevanza ot­te­ni­bi­li con una campagna SEA. Uno dei problemi maggiori nel classico display ad­ver­ti­sing era il livello di di­sper­sio­ne re­la­ti­va­men­te alto; ora invece, oltre 20 anni dopo la comparsa del primo banner in rete, le nuove tec­no­lo­gie per­met­to­no una riduzione della di­sper­sio­ne at­tra­ver­so un’analisi esatta, soluzioni di pagamento per­so­na­liz­za­te e aste in tempo reale.

Migliori strategie di targeting

Tramite il targeting, si punta ad in­di­riz­za­re le campagne pub­bli­ci­ta­rie nel modo più ef­fi­cien­te possibile verso i propri po­ten­zia­li clienti. Lo scopo è quello di mostrare la pub­bli­ci­tà solo agli utenti che po­treb­be­ro avere interesse nei prodotti o nei servizi che si vogliono pro­muo­ve­re. 

Quando si sono svi­lup­pa­te le prime strategie di pub­bli­ci­tà online, al targeting veniva dato un peso minore di quello che ha assunto oggi. Di regola si po­si­zio­na­va un banner su pagine te­ma­ti­ca­men­te rilevanti (ad esempio un’in­ser­zio­ne per una scuola di calcio su di un blog che discute del cam­pio­na­to di Serie A) e l’attività di po­si­zio­na­men­to era meno orientata ad un obiettivo ben definito. Il risultato era una maggiore di­sper­sio­ne, perché le aziende con i loro banner rag­giun­ge­va­no, oltre che gli utenti per i quali erano rilevanti e si­gni­fi­ca­ti­vi, anche numerose persone non in­te­res­sa­te.

Le pos­si­bi­li­tà di targeting sono state man mano mi­glio­ra­te e so­fi­sti­ca­te e, sebbene non si sia mai smesso di uti­liz­za­re il po­si­zio­na­men­to su siti con­si­de­ra­ti rilevanti, ora in aggiunta vengono uti­liz­za­ti i dati so­cio­de­mo­gra­fi­ci, nonché una pia­ni­fi­ca­zio­ne degli annunci nelle fasce orarie più red­di­ti­zie in termini di con­ver­sio­ne. Tra le altre tecniche di targeting di cui si serve il Real Time Ad­ver­ti­sing, ci sono anche:

At­tra­ver­so una mirata azione di targeting quindi, si raggiunge l’utente non più solo at­tra­ver­so il po­si­zio­na­men­to di annunci su pagine per lui rilevanti, ma teo­ri­ca­men­te ovunque si trovi su Internet: i po­ten­zia­li clienti possono così essere raggiunti in maniera efficace in­di­pen­den­te­men­te da su quali siti stiano navigando. Il targeting e il ri­vol­ger­si per­so­nal­men­te al singolo cliente, sono in primo piano nel Real Time Ad­ver­ti­sing. Ogni im­pres­sion (cioè il numero di volte che un’in­ser­zio­ne viene vi­sua­liz­za­ta) viene abbinata ad un profilo utente e, sulla piat­ta­for­ma Ad Exchange, l’ad­ver­ti­ser fa delle offerte mirate per questo esatto profilo. Tutti questi processi sono stati au­to­ma­tiz­za­ti, tanto che superarli in efficacia è difficile. In un batter d’occhio, domanda e offerta si in­con­tra­no, rendendo superflue con­trat­ta­zio­ni o noiosi scambi di in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie.

I pro­ta­go­ni­sti del Real Time Bidding

Pre­re­qui­si­to per l’ef­fi­cien­za descritta nel paragrafo pre­ce­den­te è il processo del Real Time Bidding, dove entrano in scena diversi soggetti che si in­con­tra­no in un’asta di im­pres­sion. I prin­ci­pa­li sono:

  • Visitor: se un utente visita un sito web affiliato ad un network pub­bli­ci­ta­rio, entra in azione il processo del Real Time Bidding. Il suo profilo utente, in­di­vi­dua­to dalla piat­ta­for­ma DMP (vedi sotto), co­sti­tui­sce la base per la rilevanza dell’in­ser­zio­ne e quindi anche per la rilevanza della page im­pres­sion per gli ad­ver­ti­ser.
  • Publisher: i publisher sono ad esempio i gestori di blog o di siti web, che mettono a di­spo­si­zio­ne spazi pub­bli­ci­ta­ri liberi sul loro sito web. At­tra­ver­so la con­nes­sio­ne ad un network pub­bli­ci­ta­rio, l’ad­ver­ti­ser ha la pos­si­bi­li­tà di prendere parte al Real Time Bidding e di vendere i propri spazi.
  • Ad­ver­ti­ser: le aziende o le agenzie, in­te­res­sa­te ad ac­qui­sta­re un in­ven­ta­rio pub­bli­ci­ta­rio per po­si­zio­na­re le loro in­ser­zio­ni nella maniera migliore e il più mirata al target possibile.
  • Supply Side Platform (Piat­ta­for­ma SSP): la piat­ta­for­ma SSP gestisce l’in­ven­ta­rio del publisher e di regola è legata a più piat­ta­for­me Ad Exchange. Nel Real Time Bidding fa le veci dell’offerta e rap­pre­sen­ta, dal punto di vista dei publisher, il punto di incontro tra Ad Exchange e la piat­ta­for­ma DSP. Lo scopo di questa piat­ta­for­ma è la migliore mo­ne­tiz­za­zio­ne possibile dell’in­ven­ta­rio pub­bli­ci­ta­rio per i publisher.
  • Demand Side Platform (Piat­ta­for­ma DSP): se la piat­ta­for­ma SSP rap­pre­sen­ta l’offerta, quella DSP regola la domanda. Gli ad­ver­ti­ser trovano qui un punto di incontro tra piat­ta­for­ma SSP e Ad Exchange. At­tra­ver­so la piat­ta­for­ma DSP si de­fi­ni­sco­no le campagne e le in­ser­zio­ni con le in­di­ca­zio­ni del target e si prende parte ad una gara che avviene in maniera au­to­ma­tiz­za­ta per l’ag­giu­di­ca­zio­ne dell’in­ven­ta­rio. Lo scopo della piat­ta­for­ma DSP è l’acquisto efficace dell’in­ven­ta­rio per il target di ri­fe­ri­men­to.
  • Data Ma­na­ge­ment Platform (Piat­ta­for­ma DMP): le piat­ta­for­me DMP servono per l’accumulo, l’or­ga­niz­za­zio­ne e la messa a di­spo­si­zio­ne di grandi quantità di dati. La piat­ta­for­ma DMP lavora in secondo piano, ma è uno degli attori più im­por­tan­ti nel processo com­ples­si­vo, perché l’in­clu­sio­ne dei dati gioca un ruolo centrale nella scelta dello spazio pub­bli­ci­ta­rio da ac­qui­sta­re. Quante più in­for­ma­zio­ni la piat­ta­for­ma DMP possiede sull’utente, tanto meglio può giudicare se un’im­pres­sion debba essere presa in con­si­de­ra­zio­ne dagli ad­ver­ti­ser per le loro campagne. Oltre ai dati relativi all’utente, anche altri fattori come il momento, il clima o categorie con­te­nu­ti­sti­che hanno un ruolo: at­tra­ver­so le piat­ta­for­me DMP vengono con­so­li­da­ti tutti i dati, la piat­ta­for­ma DSP se ne serve e valuta le im­pres­sion offerte.
  • Ad Exchange: la piat­ta­for­ma Ad Exchange è una piat­ta­for­ma per la com­pra­ven­di­ta di spazi pub­bli­ci­ta­ri online, sulla quale ha luogo il Real Time Bidding ed è il luogo dove la piat­ta­for­ma SSP e quella DSP si in­con­tra­no. Ma qual è la dif­fe­ren­za da un network pub­bli­ci­ta­rio classico? In un network classico si offrono spazi pub­bli­ci­ta­ri in blocco su un numero in­de­ter­mi­na­to di siti web; su Ad Exchange, invece, l’ad­ver­ti­ser offre un in­ven­ta­rio pub­bli­ci­ta­rio specifico (ad im­pres­sion).

Real Time Bidding: il processo

Se un utente visita un sito web, sul quale sono di­spo­ni­bi­li diversi spazi pub­bli­ci­ta­ri, la piat­ta­for­ma DSP e quella SSP si attivano. La piat­ta­for­ma SSP reagisce entro pochi mil­li­se­con­di e invia una richiesta alla piat­ta­for­ma DSP collegata. At­tra­ver­so la richiesta si co­mu­ni­ca­no tutte le in­for­ma­zio­ni più im­por­tan­ti, come la posizione dello spazio pub­bli­ci­ta­rio, even­tual­men­te le categorie con­te­nu­ti­sti­che e l’id utente univoco. La piat­ta­for­ma DSP verifica a questo punto se l’utente possa essere preso in con­si­de­ra­zio­ne per una pub­bli­ci­tà dell’ad­ver­ti­ser. At­tra­ver­so un processo di va­lu­ta­zio­ne interna, nella quale si confronta il profilo utente con i parametri in­di­vi­dua­ti per il target, si sceglie la campagna più adatta e con la pro­ba­bi­li­tà di successo più alta.

Se tutti i requisiti vengono ri­spet­ta­ti, la piat­ta­for­ma DSP recapita per conto dell’ad­ver­ti­ser un’offerta per lo spazio pub­bli­ci­ta­rio. Nella piat­ta­for­ma SSP vengono ana­liz­za­te tutte le offerte e quella migliore si aggiudica il po­si­zio­na­men­to della propria in­ser­zio­ne nello spazio pub­bli­ci­ta­rio. L’utente non si accorge di questo processo, che in media dura meno di 100 mil­li­se­con­di.

Un mercato red­di­ti­zio: il Real Time Ad­ver­ti­sing

È chiaro già da molto tempo che il Real Time Ad­ver­ti­sing non è una moda pas­seg­ge­ra, visto che in pochi anni ha goduto di una forte crescita. Una tendenza, questa, per­ce­pi­bi­le a prima vista anche os­ser­van­do il mercato pub­bli­ci­ta­rio nel suo complesso. Si prevede infatti una crescita massiccia del mercato della pub­bli­ci­tà online: i positivi sviluppi nel display marketing sono in­dub­bia­men­te ri­con­du­ci­bi­li al settore del Real Time Ad­ver­ti­sing. Le nuove tec­no­lo­gie e le pos­si­bi­li­tà di de­fi­ni­zio­ne precisa del target per­met­to­no ora, anche nel display ad­ver­ti­sing, un’in­te­ra­zio­ne efficace e orientata al target. La nuova sfida degli ad­ver­ti­ser sarà quella di sfruttare tutte le pos­si­bi­li­tà di questo strumento.

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