Se avete a di­spo­si­zio­ne un supporto avviabile con un’immagine ISO del sistema operativo open source, potete procedere im­me­dia­ta­men­te con l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server. L’in­ter­fac­cia grafica di in­stal­la­zio­ne vi guiderà nel processo. In questo articolo abbiamo raccolto per voi le in­for­ma­zio­ni più im­por­tan­ti e i prin­ci­pa­li passaggi della con­fi­gu­ra­zio­ne.

Free Cloud Server Trial
Server virtuali pro­fes­sio­na­li di livello en­ter­pri­se
  • vServer basato su KVM per gli svi­lup­pa­to­ri
  • Integrato con IONOS Compute Engine
  • Scalabile fino al cloud aziendale Incl. € 200 di credito iniziale nel 1° mese

In­stal­la­re e con­fi­gu­ra­re Ubuntu Server: guida passo per passo

L’edizione server della nota di­stri­bu­zio­ne Linux Ubuntu offre una con­fi­gu­ra­zio­ne mi­ni­ma­li­sta per diversi tipi di server, come server email e piat­ta­for­me di web hosting o file server. “Ubuntu Server Edition” è di­spo­ni­bi­le anche senza in­ter­fac­cia grafica e proprio per questo motivo spicca per il consumo di risorse minimo:

  • 1 gigahertz di CPU,
  • 1 gigabyte di RAM,
  • e 2,5 gigabyte di spazio su disco rigido

sono più che suf­fi­cien­ti per as­si­cu­ra­re il fun­zio­na­men­to stabile del server.

Di seguito elen­chia­mo tutte le in­for­ma­zio­ni es­sen­zia­li relative all’in­stal­la­zio­ne e alla con­fi­gu­ra­zio­ne di Ubuntu Server. Il nostro tutorial si basa sulla versione 22.04.

Primo passaggio: creazione di un supporto di avvio per Ubuntu Server

La prima cosa da fare per avviare l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server Edition è creare un supporto di avvio. A questo scopo potete usare sia un CD/DVD sia una classica chiavetta USB con almeno 4 gigabyte di memoria di­spo­ni­bi­li. Inoltre, avrete bisogno del file immagine dell’ap­pli­ca­zio­ne Ubuntu Server, che potete scaricare dal sito web ufficiale di Ubuntu.

Dopo aver scaricato il file, copiate il file ISO sul supporto se­le­zio­na­to.

Consiglio

Non sapete come creare un supporto avviabile sul vostro sistema operativo? Sul suo sito web ufficiale, Canonical fornisce istru­zio­ni det­ta­glia­te (in lingua inglese) per la creazione di una chiavetta avviabile per Ubuntu Server su Windows, su macOS o su Linux!

Secondo passaggio: avviare l’in­stal­la­zio­ne

Subito dopo aver creato il supporto di avvio, potrete procedere all’in­stal­la­zio­ne e con­fi­gu­ra­zio­ne del server Ubuntu. A questo scopo collegate il vostro server con il supporto di avvio e accendete il di­spo­si­ti­vo. Se uti­liz­za­te un di­spo­si­ti­vo di ar­chi­via­zio­ne come un CD o un DVD, in­se­ri­te­lo nell’apposito lettore e riavviate il server. Subito dopo aver letto il file immagine, il server aprirà la finestra del boo­tloa­der GNU GRUB. Se­le­zio­na­te la voce “Try or install Ubuntu” e con­fer­ma­te con Invio per avviare l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server.

Terzo passaggio: se­le­zio­na­re la lingua di sistema e il layout di tastiera

Dopo una breve pre­con­fi­gu­ra­zio­ne si avvia l’as­si­sten­te di in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server che, a dif­fe­ren­za del sistema operativo, è dotato di un’in­ter­fac­cia grafica. I comandi possono essere gestiti fa­cil­men­te con la tastiera: i tasti di­re­zio­na­li con­sen­to­no di spostarsi da un’opzione all’altra, mentre per con­fer­ma­re la selezione basta premere il tasto Invio. Durante il primo passaggio dell’in­stal­la­zio­ne se­le­zio­na­te la lingua di sistema, che sarà la stessa della lingua di in­stal­la­zio­ne.

Dopo aver se­le­zio­na­to la lingua generale di sistema, si prosegue con la con­fi­gu­ra­zio­ne del layout di tastiera: se­le­zio­na­te ma­nual­men­te la lingua della tastiera fra quelle di­spo­ni­bi­li nella lista e usate l’opzione per il ri­co­no­sci­men­to della tastiera per con­sen­ti­re all’as­si­sten­te di rilevarne il layout.

Quarto passaggio: se­le­zio­na­re la versione di Ubuntu Server

Nel passaggio suc­ces­si­vo potrete definire le im­po­sta­zio­ni di base per l’in­stal­la­zio­ne. L’in­stal­la­zio­ne standard “Ubuntu Server” contiene un pacchetto base di software che mette a di­spo­si­zio­ne tutti gli strumenti necessari per un’espe­rien­za utente gradevole e una buona ope­ra­ti­vi­tà di Ubuntu Server. Se­le­zio­nan­do l’opzione “Ubuntu Server (minimized)”, durante l’in­stal­la­zio­ne verranno esclusi tutta una serie di strumenti utente. Con­si­glia­mo di se­le­zio­na­re questa variante (perfetta se si desidera un consumo di risorse minimo) solo se pia­ni­fi­ca­te poche in­te­ra­zio­ni con il server.

Per se­le­zio­na­re una delle due opzioni, inserite la crocetta nella relativa riga mediante Invio.

Quinto passaggio: im­po­sta­zio­ni di rete e del server proxy

Ora è il momento di con­fi­gu­ra­re la con­nes­sio­ne di rete e il server proxy.

Se il vostro Ubuntu Server è collegato a una rete con servizio DHCP attivo, l’adat­ta­to­re di rete corretto dovrebbe risultare pre­con­fi­gu­ra­to in au­to­ma­ti­co. Se non potete o non volete creare una con­nes­sio­ne durante questo passaggio, pro­se­gui­te se­le­zio­nan­do l’opzione per con­ti­nua­re senza rete.

Se in futuro il vostro Ubuntu Server si con­net­te­rà a Internet mediante un server proxy, nella finestra di dialogo suc­ces­si­va inserite l’indirizzo HTTP del proxy.

Sesto passaggio: con­fi­gu­ra­re il mirror dell’archivio di Ubuntu

I numerosi pacchetti software compresi in questa di­stri­bu­zio­ne Ubuntu vengono ag­gior­na­ti re­go­lar­men­te e inseriti nell’archivio pubblico “archive.ubuntu.com/ubuntu”. Per evitare di dipendere esclu­si­va­men­te da questo archivio, esistono altre copie dell’archivio di Ubuntu chiamate mirror, che servono a garantire la di­spo­ni­bi­li­tà del sito ma anche a bi­lan­cia­re il carico del traffico. Se non volete dipendere dall’archivio standard, inserite l’indirizzo del mirror.

Settimo passaggio: gestire lo spazio in memoria

Disco rigido con una capacità elevata o più par­ti­zio­ni? A questa domanda potrete ri­spon­de­re nella finestra di dialogo suc­ces­si­va relativa alla con­fi­gu­ra­zio­ne del disco rigido guidata. Nor­mal­men­te l’opzione pre­de­fi­ni­ta, ovvero l’uso dell’intero disco rigido per l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server, è la scelta più indicata.

Nella finestra suc­ces­si­va l’as­si­sten­te presenta un riepilogo del file system. Non stupitevi se troverete diverse par­ti­zio­ni pur non avendo scelto questa opzione: Ubuntu riserva au­to­ma­ti­ca­men­te piccole par­ti­zio­ni del disco rigido per file system im­por­tan­ti e per il boo­tloa­der.

Subito dopo aver impostato la capacità di memoria, comparirà la notifica che i dati attuali verranno eliminati dal relativo di­spo­si­ti­vo di ar­chi­via­zio­ne. Per pro­se­gui­re l’in­stal­la­zio­ne, dovete ac­con­sen­ti­re alla can­cel­la­zio­ne.

Ottavo passaggio: con­fi­gu­ra­zio­ne del profilo

Create un account utente per accedere a Ubuntu Server spe­ci­fi­can­do il vostro nome, il nome utente de­si­de­ra­to e la password. In aggiunta potete definire il nome del server, che in un secondo momento verrà usato per co­mu­ni­ca­re con altri computer.

Nono passaggio: con­fi­gu­ra­zio­ne del pro­to­col­lo SSH

SSH è una tec­no­lo­gia im­por­tan­te che consente l’accesso remoto al server. Pertanto, durante l’in­stal­la­zio­ne del vostro server Ubuntu potrete in­stal­la­re di­ret­ta­men­te il pacchetto OpenSSH apponendo una crocetta nella relativa parentesi. Se disponete già delle chiavi SSH valide da GitHub o Launchpad, potete im­por­tar­le.

Consiglio

In un altro articolo della nostra Digital Guide vi spie­ghia­mo nel dettaglio come attivare SSH su Ubuntu qualora abbiate saltato questa opzione durante l’in­stal­la­zio­ne.

Decimo passaggio: con­clu­de­re l’in­stal­la­zio­ne di Ubuntu Server

Dopo aver attivato il modulo SSH, l’in­stal­la­zio­ne del server si avvia in au­to­ma­ti­co. Se va a buon fine, suc­ces­si­va­men­te verrà vi­sua­liz­za­to il messaggio “In­stal­la­zio­ne completa”.

Rimuovete il supporto di avvio e se­le­zio­na­te la voce “Riavvia ora” per com­ple­ta­re l’in­stal­la­zio­ne.

Consiglio

Scoprite nel nostro articolo det­ta­glia­to come con­fi­gu­ra­re un server FTP su Ubuntu per caricare co­mo­da­men­te e in modo sicuro i file sul vostro spazio web.

Vai al menu prin­ci­pa­le