I social media più im­por­tan­ti a confronto

Il Social Media Marketing è un com­po­nen­te fon­da­men­ta­le di ogni strategia di marketing sul web 3.0. Per le aziende è par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­te la risposta alla domanda su quali siano i canali social da dover as­so­lu­ta­men­te uti­liz­za­re. Basta essere su Facebook o sono rilevanti anche Twitter e Instagram? E quali altri social media sono in­te­res­san­ti per le aziende o in generale quali altri social network esistono? Per scegliere i canali più adatti per il proprio business, aiuta avere una pa­no­ra­mi­ca generale sui social media più im­por­tan­ti e che at­tual­men­te godono di un ampio raggio di azione. La scelta qui proposta va dai social network per stringere contatti e con­di­vi­de­re foto, passando per le piat­ta­for­me dedicate ai blogger e ai contatti pro­fes­sio­na­li fino ad arrivare ai social per i video.

I social network per stringere contatti

Con i social network per stringere contatti si intendono quei social media che es­sen­zial­men­te non sono ristretti ad un tema specifico o ad una clientela fissa, ma si in­di­riz­za­no ad un insieme di utenti molto ete­ro­ge­nei tra di loro. Qui gli utenti co­mu­ni­ca­no, cliccano e con­di­vi­do­no tutti quei contenuti che ri­spec­chia­no i loro interessi, infatti la varietà tematica sui social network di questo tipo è molto ampia.

Tra i membri dei social network spesso si possono però rilevare dei precisi interessi, che gli utenti attivi di­mo­stra­no ab­bo­nan­do­si a diversi profili e canali, con­di­vi­den­do o mettendo “mi piace” ai contenuti, entrando a far parte di gruppi o creandoli. In questi casi è possibile attirare dei vi­si­ta­to­ri precisi e ri­vol­ger­si a loro con campagne mirate.

Anche in Italia il social media più diffuso è ormai Facebook. Ma prima della sua ascesa, si ricordano social network quali Friend­ster e MySpace. Il primo è stato lanciato nel 2003 da Johnatan Abrams e per­met­te­va di crearsi una rete virtuale di amici, ma la piat­ta­for­ma ha ormai chiuso i battenti nel giugno 2015. Invece MySpace, creato ugual­men­te nel 2003 da Tom Anderson, ha rap­pre­sen­ta­to per alcuni anni un vero punto di incontro per gli amanti della musica, tanto da arrivare ad avere una sezione tutta dedicata all’Italia (chiusa però nel 2009). Seppur la piat­ta­for­ma esista ancora, la sua po­po­la­ri­tà è dra­sti­ca­men­te diminuita. Og­gi­gior­no, per molti esperti del Social Media Marketing l’unico social che rap­pre­sen­ta un’al­ter­na­ti­va a Facebook è Google+, a sua volta un network per stringere contatti.

Facebook: la piat­ta­for­ma social con più iscritti

Parlando di social media, Facebook è senz’altro il primo a venire in mente. Neanche negli anni passati, con la nascita di nuovi portali, ha perso il suo ruolo pre­mi­nen­te nelle strategie di marketing aziendali. Sull’annuale “Social Media Marketing Report” emerge che Facebook è ancora il social network più uti­liz­za­to. Il 93 percento degli spe­cia­li­sti del settore in­ter­vi­sta­ti uti­liz­za­no Facebook, no­no­stan­te la vasta con­cor­ren­za esistente.

Po­ten­zia­men­to del legame con i clienti

Facebook è il padre di tutti i social media e facilita so­prat­tut­to la co­mu­ni­ca­zio­ne tra gli iscritti, in cui è compresa anche quella tra privati e aziende. Sui profili ufficiali dei fornitori di servizi o marche ha luogo uno scambio continuo di lodi, critiche ed espe­rien­ze personali. Questa in­te­ra­zio­ne in tempo reale rap­pre­sen­ta una grande sfida per la gestione della community, ma serve anche a raf­for­za­re no­te­vol­men­te il legame con il cliente.

Il marketing virale avviene solo grazie a contenuti con­vin­cen­ti

L’essere attivi su Facebook è entrato a far parte dello standard di quasi tutte le aziende. In qualità di piat­ta­for­ma globale per la pro­mo­zio­ne e per l’in­te­ra­zio­ne, Facebook offre un raggio di azione ec­ce­zio­na­le. Se gli utenti con­di­vi­do­no dei post in­te­res­san­ti su Facebook, si avrà una rapida dif­fu­sio­ne e si rag­giun­ge­ran­no mol­tis­si­mi lettori. Questo fenomeno è chiamato in inglese “go viral” (“diventare virale”). Per via del raggio di azione po­ten­zial­men­te elevato ot­te­ni­bi­le a costi modici, il co­sid­det­to marketing virale acquista sempre più im­por­tan­za in molte aziende. Ma su Facebook contano au­ten­ti­ci­tà e contenuti rilevanti: solo con post di alta qualità e temi ap­pro­pria­ti si raggiunge il proprio target. Un profilo Facebook è una pagina che cura i rapporti tra in­te­res­sa­ti e azienda e crea nuovi input e sviluppi per l’evo­lu­zio­ne dei prodotti.

  • Facebook è il social media con il raggio di azione maggiore. Con nessun’altra piat­ta­for­ma è possibile ri­vol­ger­si al proprio target in maniera così diretta e motivarlo ad in­te­ra­gi­re. Ov­via­men­te un profilo Facebook di successo non si ottiene in un giorno e serve un po’ di tempo e una strategia efficace per con­qui­sta­re nuovi clienti ed in­te­res­sa­ti tramite questo canale.  Oltre alla creazione di un profilo aziendale o di uno specifico per una campagna, è possibile farsi pub­bli­ci­tà tramite annunci che verranno vi­sua­liz­za­ti di­ret­ta­men­te sulla piat­ta­for­ma.
Fatto

Ogni giorno 500.000 nuovi utenti si re­gi­stra­no su Facebook e questo equivale alla creazione di 6 nuovi profili al secondo!

I social network per la con­di­vi­sio­ne di immagini

Nelle piat­ta­for­me di foto sharing, l’aspetto visivo occupa un posto di primaria im­por­tan­za: l’interesse prin­ci­pa­le risiede nelle foto e nei video pub­bli­ca­ti, mentre i commenti sono piuttosto degli elementi ag­giun­ti­vi. Ciò che conta è scrivere post di­ver­ten­ti e lasciare un’im­pres­sio­ne visiva forte che faccia rimanere incollato allo schermo il proprio target. Ma oltre ai primi della lista Instagram e Pinterest?, quali social network ci sono che svolgono un’analoga funzione? Vi pre­sen­tia­mo quattro tra i social media più diffusi per la con­di­vi­sio­ne di immagini.

Instagram

Con circa 1 miliardo di utenti attivi in tutto il mondo, il microblog per foto e video è diventato uno dei più popolari social network. Ov­via­men­te foto e video possono essere condivisi anche su Facebook, Instagram ha però una dinamica tutta sua e dei propri punti di forza. L’immagine riveste un ruolo prin­ci­pa­le. L’app di Instagram offre in­nu­me­re­vo­li funzioni per l’ela­bo­ra­zio­ne delle immagini e la clas­si­fi­ca­zio­ne dei post avviene tramite hashtag (ri­pro­dot­ti gra­fi­ca­men­te con il simbolo del can­cel­let­to “#“ e seguiti da una de­scri­zio­ne).

Anche su Instagram rag­giun­ge­te il vostro target grazie a contenuti di qualità e im­po­stan­do la giusta strategia. A parte tramite un account Instagram personale, potete anche attirare l’at­ten­zio­ne sulla vostra azienda ri­cor­ren­do ad altre vie, infatti negli ultimi anni si è andato af­fer­man­do tra le aziende so­prat­tut­to il metodo pub­bli­ci­ta­rio che segue il modello del po­si­zio­na­men­to del prodotto grazie ad in­fluen­cer. Da poco c’è anche la pos­si­bi­li­tà di farsi pub­bli­ci­tà tramite annunci nel news feed

Cliccate qui per scaricare l’in­fo­gra­fi­ca sulla Instagram.

Fatto

Quando Facebook ha ac­qui­sta­to Instagram nel 2012, c’erano solo 40 milioni di iscritti. Oggi sono 400 milioni!

Instagram stories

Una nuova feature è stata aggiunta a partire da agosto 2016: Instagram Stories. La funzione permette agli utenti di con­di­vi­de­re brevi video e immagini (che possono anche essere scritti e mo­di­fi­ca­ti gra­fi­ca­men­te), che po­si­zio­na­ti uno dietro l’altro formano una storia. Ma c’è una par­ti­co­la­ri­tà: le storie create vengono au­to­ma­ti­ca­men­te can­cel­la­te dopo 24 ore. Così Instagram Stories si avvicina molto alla funzione “La mia Storia” del servizio di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea Snapchat, come anche ammesso dal CEO di Instagram, Kevin Systrom. È però ancora da di­mo­stra­re come la funzione si adatti al rag­giun­gi­men­to degli obiettivi di marketing preposti.  Tuttavia, si può già pensare sin da ora che, grazie a storie creative e in­di­riz­za­te ad un target specifico, si possa attirare l’at­ten­zio­ne sui propri prodotti e servizi, oltre che ottenere un maggior raggio di azione.

Pinterest

Secondo le stime, Pinterest ha circa 1,4 milioni di utenti attivi in Italia su un totale di 100 milioni in tutto il mondo. Molti uti­liz­za­no Pinterest come fonte di ispi­ra­zio­ne nei settori della moda, dell’ar­re­da­men­to di interni, dell’ali­men­ta­re o dei viaggi e del turismo. La piat­ta­for­ma è una sorta di bacheca virtuale e as­so­mi­glia meno ai classici social network. Sebbene su Pinterest non ci sia molta in­te­ra­zio­ne e co­mu­ni­ca­zio­ne, il social network è uno strumento efficace per fi­de­liz­za­re il cliente e raf­for­za­re il proprio marchio. Il principio è semplice: gli utenti rac­col­go­no sulle proprie bacheche immagini e post di altri. Le bacheche sono strut­tu­ra­te te­ma­ti­ca­men­te; inoltre si possono seguire altri utenti e si ricevono i loro “Pin” più recenti nel feed home. È possibile farsi pub­bli­ci­tà tramite “Pin spon­so­riz­za­ti”, integrati tra i contenuti naturali.

Snapchat

Snapchat occupa un posto speciale tra i social network presenti in questa lista. Infatti non è con­si­de­ra­to come un social media classico, ma viene visto mag­gior­men­te come un’app di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea per le immagini. L’app mobile per Android e iOS è uti­liz­za­ta so­prat­tut­to per inviare foto e brevi video, fatti con lo smart­pho­ne o il tablet, che è possibile decorare con ani­ma­zio­ni e altri elementi grafici. La pe­cu­lia­ri­tà è che le re­gi­stra­zio­ni inviate si au­toe­li­mi­na­no entro 10 secondi dalla ri­pro­du­zio­ne. Ci sono comunque i modi e i mezzi per ri­pri­sti­nar­li e salvarli. L’app è par­ti­co­lar­men­te diffusa tra i giovani, in parte per via della sua im­me­dia­tez­za e delle svariate pos­si­bi­li­tà di abbellire le immagini da con­di­vi­de­re fa­cil­men­te con altri amici.

Negli ultimi anni Snapchat si è svi­lup­pa­to molto. Grazie alla funzione “La mia Storia”, gli utenti possono ordinare le immagini cro­no­lo­gi­ca­men­te, una dietro l’altra, e pub­bli­ca­re così una storia, di­spo­ni­bi­le per 24 ore, prima che tutto venga can­cel­la­to au­to­ma­ti­ca­men­te. Inoltre ora si possono inviare anche messaggi testuali ed ef­fet­tua­re (video) chiamate, così l’app as­so­mi­glia sempre di più ad un servizio di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea.

La nuova terra promessa: fare marketing tramite Snapchat

La crescente po­po­la­ri­tà dell’app ha attirato sempre più l’at­ten­zio­ne dei reparti marketing delle aziende. Ciò no­no­stan­te, il Social Media Marketing su Snapchat è ancora un campo re­la­ti­va­men­te nuovo, dove sono in corso at­tual­men­te delle spe­ri­men­ta­zio­ni. Alcune aziende (so­prat­tut­to negli USA) hanno creato un proprio account con contenuti rilevanti per il proprio target o cooperano con in­fluen­cer per sot­to­por­re i loro prodotti al loro target. Invece, i classici video pub­bli­ci­ta­ri non hanno vita facile sull’app: i pochi dati di­spo­ni­bi­li sull’utente rendono molto com­pli­ca­to in­di­riz­za­re la pub­bli­ci­tà in maniera mirata, e inoltre le clip devono essere prodotte nel formato verticale di Snapchat, che è dif­fi­cil­men­te riu­ti­liz­za­bi­le su altre piat­ta­for­me.

Flickr

È una tra le più vecchie e co­no­sciu­te online community per le immagini, dove sono re­gi­stra­ti sia pro­fes­sio­ni­sti che fotografi ama­to­ria­li. Oltre alle immagini, gli utenti iscritti hanno anche la pos­si­bi­li­tà di caricare dei video di massimo 3 minuti e inserirvi in­for­ma­zio­ni e parole chiave. Non solo si possono ar­chi­via­re i file, ma gli altri utenti possono anche vederli e com­men­tar­li, così da iniziare uno scambio con gli altri membri. Alcune aziende uti­liz­za­no Flickr spe­cial­men­te come piat­ta­for­ma di ar­chi­via­zio­ne e di­stri­bu­zio­ne per immagini ufficiali. Però l’upload non è più com­ple­ta­men­te gratuito: da marzo 2016 per caricare au­to­ma­ti­ca­men­te una grande quantità di immagini bisogna re­gi­strar­si come utenti pro dietro pagamento. Molti esperti valutano questa mossa come un’op­por­tu­ni­tà per altre piat­ta­for­me come Google Foto (il suc­ces­so­re dell’ap­pli­ca­zio­ne web Picasa), dove le immagini si caricano ancora gra­tui­ta­men­te.  

Fi­de­liz­za­re il cliente

Uti­liz­zan­do abilmente i social network per la con­di­vi­sio­ne delle immagini, molte aziende attirano l’at­ten­zio­ne dei po­ten­zia­li clienti su di loro. Immagini e video offrono il vantaggio, al contrario dei testi, di co­mu­ni­ca­re messaggi molto più diretti. Tramite mezzi visivi si ri­sve­glia­no anche di­ret­ta­men­te le emozioni, cosa che è ad esempio utile nella creazione dell’immagine di un’azienda. Inoltre il marketing visivo con­tri­bui­sce molto al branding dell’azienda, di modo che le venga “dato un volto” tramite foto e video.

  • L’uso dei quattro social network pre­sen­ta­ti richiede una co­mu­ni­ca­zio­ne molto ricca di immagini. Non tutto quello che viene pub­bli­ca­to su Facebook, può essere ri­pro­dot­to fa­cil­men­te gra­fi­ca­men­te. E proprio questo è il problema di molte aziende che cercano di uti­liz­za­re un social network per la con­di­vi­sio­ne di immagini insieme ad altri. Chi lo utilizza in maniera giusta e ragionata, postando immagini di alta qualità, ap­pro­fit­ta dell’effetto positivo del marketing visivo.

Sfruttare una nicchia: le piat­ta­for­me di mi­cro­blog­ging

Le piat­ta­for­me come Twitter e Tumblr hanno le loro radici nell’ambito dei blog, ma oggi vengono anche usati al di fuori di questo classico settore. Spe­cial­men­te Twitter dispone di molti account che sono usati, tra gli altri, da aziende, or­ga­niz­za­zio­ni, media, celebrità e politici. In entrambi i social network gli utenti re­gi­stra­ti possono con­di­vi­de­re contenuti di diversa natura (news, link, immagini, video). I membri vedono i contenuti di un profilo che seguono nella loro cro­no­lo­gia, ana­lo­ga­men­te a quanto avviene su Facebook. Ma anche gli utenti che non sono re­gi­stra­ti possono vedere gli account e tutti i contenuti.

Twitter

Secondo le sta­ti­sti­che ci sono 320 milioni di utenti attivi ogni mese su Twitter. Come canale di marketing, Twitter non si è ancora com­ple­ta­men­te affermato e non tutte le aziende uti­liz­za­no il servizio di mi­cro­blog­ging. La più grande sfida è rap­pre­sen­ta­ta pro­ba­bil­men­te dalle direttive del mezzo stesso: chi vuole twittare, deve essere breve. Gli utenti di questa piat­ta­for­ma possono dif­fon­de­re messaggi brevi sul loro profilo per un massimo di 140 caratteri. Ciò che ne deriva sono i tweet, che compaiono sul proprio profilo o nella cro­no­lo­gia prin­ci­pa­le degli abbonati, chiamati “follower”.

Reagire ve­lo­ce­men­te Tramite diversi simboli possono essere in­ter­pel­la­ti di­ret­ta­men­te altri utenti (@) o assegnare i tweet a temi specifici (#). I tweet delle aziende ri­sve­glia­no l’interesse so­prat­tut­to tramite l’in­clu­sio­ne di link a foto, video o indirizzi Internet. Nel migliore dei casi, tweet in­di­riz­za­ti ad uno specifico target e la giusta pre­sen­ta­zio­ne del vostro account vi per­met­to­no di ottenere più follower. Con Twitter Ads è possibile farsi pub­bli­ci­tà, uti­liz­zan­do profili spon­so­riz­za­ti e tweet. Twitter funziona in tempo reale e così vengono richieste delle reazioni veloci agli eventi gior­na­lie­ri e un’alta frequenza di post. I temi relativi ai media pre­val­go­no sugli altri Twitter non convince ancora pie­na­men­te il pubblico italiano. La sua po­po­la­ri­tà è dovuta so­prat­tut­to all’in­te­gra­zio­ne re­da­zio­na­le dei 140 caratteri sotto forma di brevi notizie sugli in­nu­me­re­vo­li media. In con­tro­ten­den­za il tema relativo ai media è presente anche sui tweet italiani, dato che molte notizie ri­guar­da­no argomenti quali social media, Internet, TV o musica. In Italia però si è ben lontani dal rag­giun­ge­re un raggio di azione pari a quello di aziende e in­fluen­cer americani. Tuttavia, il servizio di mes­sag­gi­sti­ca breve è uti­liz­za­bi­le a proprio vantaggio anche dalle aziende come servizio di in­for­ma­zio­ni diretto e ufficioso, oltre che come mezzo per fi­de­liz­za­re il cliente.

Tumblr

Rispetto a Twitter, Tumblr rap­pre­sen­ta una piat­ta­for­ma più classica per il blogging, in quanto i post non hanno limiti di lunghezza. Oltre ai testi, sul blog vengono pub­bli­ca­ti so­prat­tut­to immagini. Anche se Tumblr non è così diffuso in Italia, nel mondo ci sono circa 230 milioni di utenti attivi al mese, tra cui rientrano pre­va­len­te­men­te teenager e giovani. Negli USA è una delle piat­ta­for­me più amate dalle aziende, visto che questo canale è par­ti­co­lar­men­te adatto per in­tra­pren­de­re campagne di Social Media Marketing in­ter­na­zio­na­li e mirate ad un pubblico di ri­fe­ri­men­to giovane.

Il sito avviato come piat­ta­for­ma di pu­bli­shing non avrebbe voluto essere un social network, come affermato dal fondatore di Tumblr David Karp, ma ul­ti­ma­men­te si è svi­lup­pa­to sempre di più in questa direzione. Così con l’in­tro­du­zio­ne di un servizio di mes­sag­gi­sti­ca istan­ta­nea ci si è ad esempio av­vi­ci­na­ti alle esigenze degli utenti, che ri­chie­de­va­no di poter co­mu­ni­ca­re tra loro sulla piat­ta­for­ma. In par­ti­co­la­re il social si concentra sulla con­di­vi­sio­ne di post di altri blogger di Tumblr; inoltre si possono anche assegnare degli hashtag ai contenuti e ai temi, come su molti altri social network, in modo da poter trovare meglio i post. È possibile pub­bli­ca­re dei contenuti di alta qualità anche solo per Tumblr, a con­di­zio­ne che si disponga del giusto raggio di azione su questo network. 

Co­struir­si un proprio network e pub­bli­ca­re contenuti mirati per uno specifico target

Nei social network di mi­cro­blog­ging bisogna prima di tutto con­qui­star­si il proprio target, postando contenuti rilevanti, per­met­ten­do a utenti affini di seguirvi, con­di­vi­den­do e com­men­tan­do altri contenuti: chi appare autentico e si co­strui­sce una propria nomea, può as­si­cu­rar­si la fiducia e l’at­ten­zio­ne degli utenti.

  • In Italia Twitter e Tumblr sono ancora piat­ta­for­me di nicchia, so­prat­tut­to per via dell’elevato numero di utenti non attivi su Twitter e la poca notorietà nel caso di Tumblr. Però le aziende rag­giun­go­no tramite l’utilizzo del servizio di mi­cro­blog­ging un target molto affine ai media.

Social network pro­fes­sio­na­li

Gli esperti con­si­glia­no una se­pa­ra­zio­ne tra i profili privati e quelli aziendali. Molte aziende scon­si­glia­no sem­pli­ce­men­te ai la­vo­ra­to­ri di mantenere i contatti con i clienti tramite Facebook. LinkedIn sfrutta proprio questa at­ti­tu­di­ne, ser­ven­do­si in maniera mirata dello scambio tra partner aziendali, la­vo­ra­to­ri e anche quello tra candidati e aziende. Così offre i vantaggi e le pos­si­bi­li­tà co­mu­ni­ca­ti­ve dei social network, ma imposta (al contrario di Facebook) i suoi contenuti in chiave più seria. 

Con Sli­de­Sha­re esiste inoltre un servizio di file hosting per le pre­sen­ta­zio­ni, i documenti e i video che servono come piat­ta­for­ma per dif­fe­ren­ti settori la­vo­ra­ti­vi e spe­cia­liz­za­ti. In questo caso è mag­gior­men­te in primo piano l’accesso alle in­for­ma­zio­ni piuttosto che il net­wor­king.

LinkedIn

Come social network in­ter­na­zio­na­le LinkedIn dispone di circa 332 milioni di utenti re­gi­stra­ti in tutto il mondo, di cui 8 milioni solo in Italia. Il social network si divide prin­ci­pal­men­te in 3 parti prin­ci­pa­li: il settore Network che serve alla creazione e allo sviluppo del proprio network, quello Op­por­tu­ni­ty che dovrebbe sostenere corsi di for­ma­zio­ne e nuovi orien­ta­men­ti pro­fes­sio­na­li, e il settore Knowledge che comprende un servizio di messaggi e la co­mu­ni­ca­zio­ne delle co­no­scen­ze at­tra­ver­so gli altri membri. LinkedIn offre oltre ad un account di base gratuito quattro tipi diversi di iscri­zio­ni premium.

LinkedIn si afferma così come network in­ter­na­zio­na­le, volto a pri­vi­le­gia­re la creazione di rapporti la­vo­ra­ti­vi in ambito globale. È par­ti­co­lar­men­te sfruttato dalle grandi aziende che ricercano così anche tramite questo canale dei possibili candidati idonei per lavorare con loro.

Sli­de­Sha­re

Il servizio fa con le pre­sen­ta­zio­ni quello che Instagram e Flickr fanno con le immagini: con Sli­de­Sha­re pub­bli­ca­te e ar­chi­via­te su Internet contenuti relativi alla vostra azienda o attinenti con il vostro lavoro, che possono essere visionati anche dagli utenti non re­gi­stra­ti. Oltre alle pre­sen­ta­zio­ni si possono anche caricare documenti, in­fo­gra­fi­che, webinar e video, che, se dotati delle giuste keyword, compaiono anche tra i risultati di ricerca di Google. Se pub­bli­ca­te su Sli­de­Sha­re in­for­ma­zio­ni sulla vostra azienda, il vostro settore, su progetti, prodotti o servizi, è possibile per gli utenti valutarli, com­men­tar­li e con­di­vi­der­li tra i loro social. Or­ga­niz­za­zio­ni e aziende rinomate come la Casa Bianca, la NASA, IBM e Hewlett Packard uti­liz­za­no questa piat­ta­for­ma per i loro contenuti. Anche LinkedIn ha ri­co­no­sciu­to il po­ten­zia­le di Sli­de­Sha­re e l’ha ac­qui­sta­to nel 2012.

Net­wor­king e cura dell’immagine

LinkedIn serve prima di tutto per al­lac­cia­re nuovi contatti e per curare quelli già esistenti, ma il net­wor­king non avviene solo a livello del B2B. Tutti quelli che uti­liz­za­no per lavoro un network pro­fes­sio­na­le, possono essere ov­via­men­te anche dei po­ten­zia­li clienti di un’azienda con la quale si è collegati. Come sito spe­cia­liz­za­to nella ricerca dei lavori, il business network è utile per trovare nuovi la­vo­ra­to­ri e i candidati hanno la pos­si­bi­li­tà di in­for­mar­si in anticipo sull’azienda. Sui ri­spet­ti­vi profili i la­vo­ra­to­ri attuali o pre­ce­den­ti possono anche scrivere delle va­lu­ta­zio­ni. Qui non si dà solo rilievo al servizio o al prodotto dell’azienda, ma vengono esaltate anche le qualità del datore di lavoro.

Discorso diverso per Sli­de­Sha­re: qui le aziende possono pre­sen­ta­re so­prat­tut­to il loro know-how, oltre che i loro prodotti, servizi e in­no­va­zio­ni. I contenuti pub­bli­ca­ti do­vreb­be­ro bastare a sod­di­sfa­re le esigenze pro­fes­sio­na­li sotto tutti i punti di vista (ri­fe­ren­do­si ad esempio alla pre­sen­ta­zio­ne, alla chiarezza delle in­for­ma­zio­ni, ecc.) e possono essere dotati di keyword, in modo da poter comparire sui motori di ricerca.

  • LinkedIn è la piat­ta­for­ma più popolare per mantenere i contatti la­vo­ra­ti­vi. Come aggiunta ai network privati, i business network come LinkedIn per­met­to­no ad un’azienda di raf­for­za­re la propria immagine, di co­mu­ni­ca­re le proprie com­pe­ten­ze e di reclutare nuovi la­vo­ra­to­ri. Con Sli­de­Sha­re, invece, potete pub­bli­ca­re contenuti pro­fes­sio­na­li in modo facile e veloce.

I social per la con­di­vi­sio­ne di video

YouTube è stato per molti anni il solo portale di video usato dai marketer, dove si poteva aprire un proprio canale. Oggi la piat­ta­for­ma di streaming video continua ad essere uti­liz­za­ta perché risulta essere il canale più forte rispetto agli altri dello stesso genere e offre molte po­ten­zia­li­tà. Non sono solo i canali YouTube di celebrità e aziende ad avere qualche migliaia di iscritti, infatti grazie ad idee in­no­va­ti­ve e contenuti di alta qualità, anche per altri YouTuber è possibile tra­sfor­ma­re il loro hobby in un lavoro. Anche la presenza di in­fluen­cer sulla piat­ta­for­ma è enorme.

Ma oltre al leader del settore, ci sono anche altri social per la con­di­vi­sio­ne di video che po­treb­be­ro essere rilevanti per il Social Media Marketing. Al di là di piat­ta­for­me di nicchia come Twitch (contenuti pensati per i vi­deo­gio­chi) e Vine (clip di massimo 6 secondi da con­di­vi­de­re anche tramite app), emerge so­prat­tut­to Vimeo.

YouTube

È par­ti­co­lar­men­te discusso il vasto raggio di azione che può essere raggiunto dall’azienda ac­qui­sta­ta da Google. In media ogni mese vengono consumati 6 miliardi di ore di materiale video. Solo in un minuto vengono aggiunte 100 ore di nuovo materiale. Questa quantità in­cre­di­bi­le di video significa ov­via­men­te anche un’enorme con­cor­ren­za, nel caso in cui si voglia pre­sen­ta­re la propria azienda o il proprio marchio su YouTube. E come sempre anche qui è ne­ces­sa­rio che si dimostri la stessa qualità garantita anche sugli altri canali uti­liz­za­ti, al­tri­men­ti una campagna su YouTube rischia di rac­co­glie­re critiche e commenti negativi, che eclissano il successo fin qui avuto. Oltre alla creazione di un proprio canale, vi è anche la pos­si­bi­li­tà di pro­muo­ve­re i contenuti sfrut­tan­do l’in­fluen­cer marketing per rag­giun­ge­re il proprio target, ad esempio sotto forma di coo­pe­ra­zio­ni con star di YouTube.

Vimeo

In­te­res­san­te ai fini del Social Media Marketing è la video piat­ta­for­ma Vimeo, so­prat­tut­to nel caso in cui si vogliano pro­muo­ve­re dei contenuti video au­to­pro­dot­ti, im­pe­gna­ti­vi a livello tecnico e/o estetico. Il sito non solo appare più ordinato e più serio rispetto a YouTube, ma anche i contenuti seguono un simile orien­ta­men­to: è difficile trovare video mossi girati con gli smart­pho­ne, infatti sulla piat­ta­for­ma vengono pub­bli­ca­ti molto di più pro­du­zio­ni di film pro­fes­sio­na­li e di alta qualità. Inoltre sono presenti molti video creativi e artistici.

Le fun­zio­na­li­tà di Vimeo as­so­mi­glia­no es­sen­zial­men­te a quelle di YouTube: chiunque può vedere i film, ma solo i membri della community possono valutarli e com­men­tar­li. Invece, le cose cambiano al momento dell’iscri­zio­ne: chi volesse caricare più di 500 MB di video alla settimana, deve passare ad un pacchetto a pagamento. Per le aziende che pub­bli­ca­no con i loro video contenuti pub­bli­ci­ta­ri o per­se­guo­no altri scopi com­mer­cia­li, è anche ob­bli­ga­to­ria un’iscri­zio­ne a pagamento di circa 160 EURO all’anno; tra queste sono escluse le aziende di pro­du­zio­ni in­di­pen­den­ti, or­ga­niz­za­zio­ni benefiche e artisti. Un account a pagamento per le aziende potrebbe però com­por­ta­re dei vantaggi, so­prat­tut­to se il proprio target è composto da un pubblico piuttosto esigente, creativo e/o con aspi­ra­zio­ni ar­ti­sti­che.

Grande con­cor­ren­za

Per i canali YouTube non c‘è una ricetta per il successo: un video aziendale prodotto con molti sforzi può essere battuto fa­cil­men­te per numero di spet­ta­to­ri da un video girato con il cellulare su un simpatico cagnolino. D’altra parte un po­ten­zia­le nascosto risiede nella dif­fu­sio­ne virale. YouTube è il canale di hit virali, che catturano l’at­ten­zio­ne di tutto il mondo. Oltre al vasto raggio di azione, YouTube ha il vantaggio che non bisogna per forza essere dei registi esperti per gestire un canale di successo su questa piat­ta­for­ma. Al contrario, Vimeo si presenta come un video portale più im­pe­gna­ti­vo per esperti, pro­dut­to­ri pro­fes­sio­ni­sti e reparti di pro­du­zio­ne delle aziende. Qui le aziende ap­pro­fit­ta­no su entrambe le piat­ta­for­me del carattere emo­zio­na­le di molti video. Tramite i film è più facile suscitare emozioni negli spet­ta­to­ri perché ci si rivolge agli utenti su un piano personale. Inoltre, nuovi prodotti e servizi si possono com­pren­de­re più ve­lo­ce­men­te e fa­cil­men­te grazie ai video.

  • YouTube e Vimeo do­vreb­be­ro sempre essere visti come canali ag­giun­ti­vi. Insieme ad altri portali che si occupano della co­mu­ni­ca­zio­ne e dell’in­te­ra­zio­ne con­tri­bui­sco­no a raf­for­za­re l’immagine e il branding di un’azienda.

Scegliere il canale in base al target

In qualità di azienda ci si dovrebbe con­cen­tra­re sui social media più ap­pro­pria­ti per il proprio target. Infatti a cosa serve avere un ampio raggio di azione, se il proprio target non vi rientra? Una pia­ni­fi­ca­zio­ne mirata al target pre­sup­po­ne che si conoscano i propri clienti e che si sappia quali canali uti­liz­zi­no pre­va­len­te­men­te. Se si ha un’azienda grande, si ha ov­via­men­te la pos­si­bi­li­tà di scoprire tramite ricerche di mercato come si possa rag­giun­ge­re il proprio target sui social. Non sempre per le piccole aziende è possibile impiegare ingenti risorse fi­nan­zia­rie in queste attività, ma si ha la pos­si­bi­li­tà di ri­vol­ger­si di­ret­ta­men­te ai clienti o di con­sul­ta­re gli studi pub­bli­ca­ti sui parametri utenti.

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