Il marketing di genere (o gender marketing), ossia la divisione di un gruppo target in uomini e donne, deve essere ripensato al giorno d’oggi. Coloro che basano la loro strategia di marketing su cliché di ruoli di genere obsoleti avranno poco successo e, anzi, ri­ce­ve­ran­no diverse critiche da parte del pubblico. Il marketing di genere può comunque avere successo, l’im­por­tan­te è tenere conto dell’in­di­vi­dua­li­tà e diversità di ciascuno.

De­fi­ni­zio­ne: che cos’è il marketing di genere?

Il termine “marketing di genere” viene dall’inglese “gender marketing”. “Gender” è la parola inglese per genere. Di­ver­sa­men­te dal sesso biologico, indicato dal termine “sesso”, la parola “gender” indica il sesso so­cio­cul­tu­ra­le. Il termine “gender” descrive quindi i diversi ruoli di genere e com­por­ta­men­ti degli uomini e delle donne in base a come vengono cul­tu­ral­men­te e so­cial­men­te plasmati. Si tratta quindi es­sen­zial­men­te di quali ca­rat­te­ri­sti­che vengono cul­tu­ral­men­te assegnate agli uomini e alle donne.

In che cosa si di­stin­guo­no uomini e donne per quel che riguarda il loro modo di pensare e il loro com­por­ta­men­to, viene ricercato nell’ambito dei co­sid­det­ti “gender studies”, ovvero gli studi di genere. So­prat­tut­to dove questi si collegano al campo della so­cio­lo­gia e della psi­co­lo­gia, la ricerca sui generi fornisce anche in­te­res­san­ti nozioni per il marketing. Molte strategie di marketing con­ten­go­no perciò anche il co­sid­det­to marketing di genere, con il quale si intende l’ade­gua­men­to dei mezzi e delle misure pub­bli­ci­ta­rie ai com­por­ta­men­ti di consumo e di acquisto tipici dei diversi generi, ovvero di­stin­guen­do tra con­su­ma­to­ri e con­su­ma­tri­ci.

Da questo punto di vista, il genere è inteso come un gruppo target in cui possono essere iden­ti­fi­ca­te diverse Buyer Personas, cioè diversi prototipi di ac­qui­ren­ti.

Dif­fe­ren­ze spe­ci­fi­che per genere nelle abitudini di consumo

Sta­ti­sti­ca­men­te, le donne e gli uomini hanno diversi interessi di consumo. Per esempio, le donne sono ten­den­zial­men­te più in­te­res­sa­te all’acquisto di vestiti, mentre gli uomini si con­cen­tra­no mag­gior­men­te sulle in­no­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che.

Inoltre, la ricerca pre­sup­po­ne diversi processi de­ci­sio­na­li nella scelta d’acquisto per gli uomini e le donne.

Il processo de­ci­sio­na­le nella scelta di un prodotto si suddivide in cinque fasi:

  1. De­ter­mi­na­zio­ne di un bisogno
  2. Farsi un’idea del settore di mercato relativo
  3. Com­pa­ra­zio­ne dei prodotti
  4. Scelta di un prodotto
  5. Acquisto del prodotto

In media, gli uomini i seguono un processo lineare, in cui af­fron­ta­no ogni singola fase un’unica volta. Si con­cen­tra­no sempre sulla si­tua­zio­ne attuale e af­fron­ta­no le singole fasi una dopo l’altra. L’obiettivo è quello di trovare una buona soluzione al “problema”, ovvero un prodotto adatto a una par­ti­co­la­re esigenza.

Le donne, al contrario, in­tra­pren­do­no spesso un processo de­ci­sio­na­le a spirale, durante il quale le singole fasi de­ci­sio­na­li vengono ri­per­cor­se più di una volta. Il loro obiettivo è quello di trovare una soluzione perfetta, la­scian­do­si guidare da un catalogo det­ta­glia­to di criteri, che possono espandere e mo­di­fi­ca­re a pia­ci­men­to.

N.B.

Sebbene questi risultati siano in­te­res­san­ti dal punto di vista delle misure di marketing, do­vreb­be­ro sempre essere messi nel giusto contesto. Si tratta in questo caso di ste­reo­ti­pi e valori sta­ti­sti­ci. Non tutti gli uomini e le donne sono uguali; inoltre, queste con­si­de­ra­zio­ni lasciano fuori le persone che non sentono di ap­par­te­ne­re a nessuno dei due gruppi (maschile o femminile).

Come funziona il marketing di genere?

Nel marketing di genere si tratta so­prat­tut­to di far com­ba­cia­re le esigenze di uomini e donne, spe­ci­fi­che per genere, con lo sviluppo, la com­mer­cia­liz­za­zio­ne e la co­mu­ni­ca­zio­ne legata a prodotti e servizi. Un marketing mix di successo utilizza a questo scopo so­li­ta­men­te sette strumenti di marketing: product (prodotto), price (prezzo), place (di­stri­bu­zio­ne), promotion (pro­mo­zio­ne), personal (co­mu­ni­ca­zio­ne), process (processo) e physical fa­ci­li­ties (risorse).

I settori del product, place, promotion e personal sono par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­ti per il marketing di genere, poiché gli im­pren­di­to­ri possono ap­pro­priar­si di questi strumenti per in­di­riz­za­re più ac­cu­ra­ta­men­te le varie esigenze e pre­fe­ren­ze di uomini e donne. Di seguito vi spie­ghia­mo come potete usare il marketing di genere per com­mer­cia­liz­za­re con successo i vostri prodotti o servizi.

Product

Il settore del prodotto, ovvero l’intero processo relativo alla pre­pa­ra­zio­ne di un prodotto, è la parte fon­da­men­ta­le del marketing che ne influenza tutti gli altri processi. Il successo o, al contrario, l’in­suc­ces­so di un prodotto si decide già nella fase di sviluppo.

Voi, in quanto im­pren­di­to­ri, dovreste sempre ri­flet­te­re bene su quale sia il target di ri­fe­ri­men­to a cui volete ri­vol­ger­vi e su quali siano le aspet­ta­ti­ve dei vostri clienti. La scelta del target dipende da più fattori, come ad esempio l’età del gruppo preso in con­si­de­ra­zio­ne, lo status sociale o lo stile di vita. Nella fase della de­fi­ni­zio­ne del target di ri­fe­ri­men­to è già possibile de­ter­mi­na­re se il marketing di genere sia un’opzione sensata o meno. La vostra clientela è composta da donne, uomini o entrambi i generi? I vostri clienti, sia maschi che femmine, hanno aspet­ta­ti­ve simili sul vostro prodotto o i loro desideri si di­stin­guo­no in maniera si­gni­fi­ca­ti­va in base al genere?

Non solo gli utenti effettivi, bensì anche le varie as­so­cia­zio­ni di uomini e donne sono im­por­tan­ti per quanto concerne il prodotto. Infatti molti prodotti, so­prat­tut­to quelli di successo, pro­muo­vo­no i propri prodotti di­ver­sa­men­te per i due generi, sebbene in realtà entrambi i gruppi possano uti­liz­zar­li. Si pensi ad esempio ai rasoi, che, sebbene ricoprano la stessa funzione, vengono pensati e com­mer­cia­liz­za­ti in maniera dif­fe­ren­te per uomini e donne.

Ci sono anche molti altri prodotti che possono essere divisi per genere. I ri­ven­di­to­ri con­ce­pi­sco­no interi mondi di prodotti at­tri­bui­bi­li all’area di interesse maschile piuttosto che a quella femminile, o viceversa. Così possono essere svi­lup­pa­te strategie di vendita, spe­ci­fi­che per genere, per molti prodotti.

Place

Con “place” si intende l’ambiente di vendita nel quale i con­su­ma­to­ri, maschi o femmine che siano, procedono all’acquisto. Che si tratti di un classico negozio al dettaglio o di una piat­ta­for­ma adibita allo shopping online, l’ambiente di vendita gioca un ruolo im­por­tan­te nella scelta d’acquisto. Mentre i grandi magazzini con­si­de­ra­no fattori come le con­di­zio­ni delle luci, la di­spo­si­zio­ne sugli scaffali, la pulizia, eccetera, i gestori di siti web devono invece allestire un ambiente virtuale, tenendo bene a mente fattori come il web design, la pre­sen­ta­zio­ne, le in­for­ma­zio­ni con­te­nu­ti­sti­che, così come la na­vi­ga­zio­ne del sito web. Dunque, a che cosa è ne­ces­sa­rio fare at­ten­zio­ne durante l’al­le­sti­men­to dell’ambiente di vendita, se de­si­de­ra­te offrire prodotti specifici per genere?

Mentre una parte (ten­den­zial­men­te femminile) presta più at­ten­zio­ne alla pulizia e all’ordine, alle pareti dai colori vivaci e alle luci calde, l’altra parte (ten­den­zial­men­te maschile) si preoccupa di più di con­clu­de­re ra­pi­da­men­te l’acquisto: gli uomini vogliono essere guidati ra­pi­da­men­te al prodotto de­si­de­ra­to e al­tret­tan­to ra­pi­da­men­te com­ple­ta­re l’acquisto. Proprio per questo motivo molti negozi di elet­tro­ni­ca puntano a un ambiente di vendita strut­tu­ra­to e sobrio.

Anche molti gestori di siti web hanno appurato che un ambiente di vendita specifico per genere aumenta il numero degli ordini. Sebbene i mezzi a di­spo­si­zio­ne siano diversi rispetto a quelli del commercio al dettaglio, rimane il fatto che le diverse esigenze di uomini e donne giocano un ruolo anche nel mondo digitale. Questo non riguarda solamente il design web, che può essere impostato con­cor­de­men­te al genere di interesse, bensì anche i testi e le il­lu­stra­zio­ni dei prodotti. Dalle ricerche è emerso che le donne pre­fe­ri­sco­no ad esempio le immagini statiche, mentre gli uomini si trovano meglio con video di prodotti o servizi.

In linea con il loro obiettivo di con­clu­de­re ve­lo­ce­men­te un acquisto, gli uomini pre­fe­ri­sco­no una de­scri­zio­ne del prodotto nella quale le ca­rat­te­ri­sti­che più im­por­tan­ti vengono elencate sotto forma di lista, in maniera breve e sintetica, se possibile ri­por­tan­do le in­for­ma­zio­ni con numeri concreti, dati e fatti. Le donne, invece, di regola pre­fe­ri­sco­no avere delle in­for­ma­zio­ni a 360 gradi, e sono anche disposte a leggersi dei testi più lunghi, i quali do­vreb­be­ro rendere chiare le pos­si­bi­li­tà di utilizzo e l’uso del prodotto pub­bli­ciz­za­to.

Promotion

Con “promotion” sono intese tutte le misure co­mu­ni­ca­ti­ve, sia verso l’interno che verso l’esterno, che un’azienda mette in atto per la com­mer­cia­liz­za­zio­ne dei propri prodotti. Di queste fanno parte ad esempio le pub­bli­ci­tà trasmesse in te­le­vi­sio­ne o le co­mu­ni­ca­zio­ni via Internet, tramite le quali, at­tra­ver­so i social media e le mailing list, è possibile rag­giun­ge­re numerosi po­ten­zia­li clienti. Un vantaggio delle e-mail pub­bli­ci­ta­rie è quello di poterle per­so­na­liz­za­re e, se si dispone di dati suf­fi­cien­ti, im­po­star­le su misura per il de­sti­na­ta­rio. In questo senso le e-mail sono perfette per il marketing di genere.

Personal

Alla voce “personal” ap­par­ten­go­no le persone che si fanno carico per l’azienda delle pre­sta­zio­ni di servizi per i (po­ten­zia­li) clienti. Possono essere persone che fanno parte dell’offerta, come ad esempio nel caso di un’impresa di trasporti, così come persone che si prendono cura della spe­di­zio­ne, della con­su­len­za o dei reclami di un prodotto. Un personale com­pe­ten­te con­tri­bui­sce si­gni­fi­ca­ti­va­men­te a una migliore fi­de­liz­za­zio­ne.

Nel campo del marketing di genere, si consiglia di istruire il proprio personale a tenere in con­si­de­ra­zio­ne i diversi interessi e le diverse esigenze dell’uomo e della donna, mettendo in atto, ad esempio, un diverso tipo di in­te­ra­zio­ne in base al genere dei clienti. Il personale, se ben ad­de­stra­to, può notare in fretta se la con­tro­par­te non risponde fa­vo­re­vol­men­te a delle proposte di vendita ste­reo­ti­pa­te dal punto di vista del genere e può, di con­se­guen­za, mo­di­fi­ca­re la strategia.

Tre esempi di marketing di genere di successo

La società è in una fase di continuo cam­bia­men­to: sempre meno donne aspirano a diventare mogli e ca­sa­lin­ghe, de­si­de­ran­do piuttosto fare carriera ed essere eco­no­mi­ca­men­te in­di­pen­den­ti. Ma anche le con­di­zio­ni di vita degli uomini stanno mutando.

Ad esempio, sta au­men­tan­do il numero dei single che vanno ad abitare da soli in un ap­par­ta­men­to e che sono quindi costretti a prendersi cura au­to­no­ma­men­te della casa. Le donne imparano a montare da sole i propri mobili, mentre gli uomini si stanno abituando a stare ai fornelli; tutto ciò sarebbe stato sem­pli­ce­men­te im­pen­sa­bi­le negli anni 50. Va quindi sempre tenuta a mente l’attuale si­tua­zio­ne sociale e le con­se­guen­ti esigenze dei generi, se volete svi­lup­pa­re una strategia di marketing di genere al passo con i tempi. Ri­chia­ma­re ruoli sociali ormai superati potrebbe solo causare ir­ri­ta­zio­ne nei possibili clienti.

Cac­cia­vi­te a batteria IXO di Bosch

Per ampliare il suo target, Bosch ha ideato un cac­cia­vi­te a batteria che dovrebbe in­te­res­sa­re anche alle ac­qui­ren­ti. Nella fase di sviluppo, l’azienda ha condotto una ricerca per scoprire come funziona il fai da te da una pro­spet­ti­va femminile. I risultati hanno di­mo­stra­to che le donne prendono vo­len­tie­ri in mano gli strumenti quando hanno bisogno di ef­fet­tua­re lavori di ri­pa­ra­zio­ne in casa.

Lo studio ha rivelato anche che le donne sono più in­te­res­sa­te alla facilità d’uso degli strumenti (elettrici), piuttosto che ai loro meriti tecnici. Per i progetti più piccoli come il montaggio di mobili, la de­co­ra­zio­ne o la potatura di alberi e siepi, le donne che si cimentano nel fai da te hanno solo bisogno di una sorta di strumento base che sia efficace, ma anche facile da uti­liz­za­re.

Il cac­cia­vi­te IXO fa a meno di tutta una serie di fun­zio­na­li­tà ag­giun­ti­ve ed è piuttosto leggero da ma­neg­gia­re. L’azienda Bosch si è in ogni caso astenuta dal com­mer­cia­liz­za­re il prodotto come pro­pria­men­te femminile, facendo sì che sia gli uomini che le donne possano in­te­res­sar­si a IXO: non tutti gli uomini, infatti, cercano strumenti complessi per il fai da te. Ora il cac­cia­vi­te a batteria IXO è uno degli utensili elettrici che ri­scuo­to­no un maggiore successo al mondo.

Gillette Venus

Un esempio virtuoso di marketing di genere è l’azienda Gillette Company, che offre rasoi per le donne e per gli uomini. I prodotti di rasatura per le donne dif­fe­ri­sco­no da quelli per gli uomini non solo nell’aspetto e nella forma, ma in Germania, ad esempio, sono anche com­mer­cia­liz­za­ti su un sito web separato.

L’azienda enfatizza diversi vantaggi dei ri­spet­ti­vi rasoi a seconda del target: mentre i rasoi per gli uomini sono pub­bli­ciz­za­ti come sportivi ed ef­fi­cien­ti at­tra­ver­so la co­lo­ra­zio­ne e la pre­sen­ta­zio­ne (ad esempio, in­gag­gian­do atleti di spicco per pub­bli­ciz­za­re il prodotto negli spot te­le­vi­si­vi), la con­tro­par­te femminile enfatizza so­prat­tut­to le proprietà di cura della pelle e presenta la rasatura come in­di­riz­za­ta al corpo, piuttosto che al volto. L’azienda ha così im­ple­men­ta­to con successo un unico prodotto per due linee diverse, dove il design e il marketing del prodotto sono adattati ai diversi generi a seconda dei casi.

Coca-Cola Light e Coca-Cola Zero

Un’in­te­res­san­te campagna di marketing di genere è stata rea­liz­za­ta dall’azienda pro­dut­tri­ce di bibite Coca-Cola: oltre alla Coca-Cola Light senza zuccheri, che ha avuto molto successo negli anni 80, l’azienda ha in­tro­dot­to nel 2005 la Coca-Cola Zero, anch’essa senza zuccheri. Anche se gli in­gre­dien­ti delle due varianti sono ef­fet­ti­va­men­te diversi, ciò che fa davvero la dif­fe­ren­za tra i due prodotti è il modo in cui vengono com­mer­cia­liz­za­ti.

La Coca-Cola Zero, per esempio, viene pub­bli­ciz­za­ta at­tra­ver­so noti sportivi pro­fes­sio­ni­sti (maschi) e viene quindi pre­sen­ta­ta come la scelta adatta agli atleti orientati alla per­for­man­ce. Il marketing della Coca-Cola Light, invece, insiste so­prat­tut­to sugli attributi di leg­ge­rez­za e gioia di vivere. Tuttavia, l’azienda non afferma espli­ci­ta­men­te che una bevanda è pensata per gli uomini e l’altra per le donne.

I rischi del marketing di genere

Quelli che una volta erano con­si­de­ra­ti lavori da uomini, al giorno d’oggi vengono fatti in maniera crescente dalle donne; questo vale so­prat­tut­to per tante attività ar­ti­gia­na­li e tecniche. Al contrario, sempre più uomini si prendono cura dell’economia domestica. Questo cam­bia­men­to nella società significa con­tem­po­ra­nea­men­te uno spo­sta­men­to degli interessi specifici per genere. Un marketing di genere di successo deve tenere conto di tali va­ria­zio­ni di interesse e deve ri­co­no­sce­re anche un cambio di ruoli all’interno della società, se l’obiettivo è quello di in­cen­ti­va­re la vendita.

Chia­ra­men­te una strategia di marketing di questo tipo non è sempre un vantaggio, poiché non ogni prodotto è ugual­men­te adatto a una com­mer­cia­liz­za­zio­ne specifica per genere, spe­cial­men­te se si tratta di un prodotto così semplice che rende una di­stin­zio­ne tra la versione da uomo e da donna del tutto im­mo­ti­va­ta. Si pensi ad esempio a molti alimenti naturali come frutta e verdura, ma anche numerosi articoli di consumo come carta per fotocopie, cartucce per stampanti, ecc.  Inoltre, in­di­riz­zan­do il prodotto su un target di ri­fe­ri­men­to ben definito si corre il rischio che il prodotto pub­bli­ciz­za­to per donne o per uomini perda qualunque at­trat­ti­va per l’altro genere.

Anche una pub­bli­ci­tà in­cen­tra­ta sui generi può rivelarsi un flop. Se i con­su­ma­to­ri trovano che la rap­pre­sen­ta­zio­ne del prodotto sia troppo ca­ri­ca­tu­riz­za­ta o offensiva, ne pren­de­ran­no le distanze. Non sarebbe la prima volta che succede, come di­mo­stra­no tante pub­bli­ci­tà uscite negli ultimi anni che si sono ad esempio basate su ste­reo­ti­pi per uomini e donne.

Consigli per un marketing di genere di successo

Il marketing di genere è un campo molto complesso. Se non ci si mette nella con­di­zio­ne di com­pren­de­re a pieno le esigenze degli uomini e delle donne e di farle proprie con ac­cor­tez­za, si rischia di rimanere a bocca asciutta. In quanto im­pren­di­to­ri, dovete ana­liz­za­re con esattezza quale strategia di marketing faccia al caso vostro. Il marketing di genere dovrebbe essere uti­liz­za­to se le esigenze che i con­su­ma­to­ri ripongono nel vostro prodotto si dif­fe­ren­zia­no for­te­men­te in base al genere. Se riu­sci­re­te a farlo in maniera con­vin­cen­te, allora am­plie­re­te no­te­vol­men­te la vostra clientela.

I seguenti consigli an­dreb­be­ro sempre seguiti quando si ha in­ten­zio­ne di avere successo con una strategia di marketing di genere:

  • No “pink it, shrink it”: questa nota strategia di marketing di genere, che si riferisce al fatto di rim­pic­cio­li­re (dall’inglese “shrink”) e colorare di rosa (dall’inglese “pink”) i prodotti per renderli più al­let­tan­ti per il pubblico femminile, non funziona de­ci­sa­men­te più. Piuttosto, oggi si tratta di af­fron­ta­re se­ria­men­te i bisogni dei diversi gruppi target e puntare ad aumentare la sod­di­sfa­zio­ne del cliente.
  • Sman­tel­la­re i cliché: se vorrete con­ti­nua­re a difendere i vecchi ruoli di genere nel branding del vostro prodotto, non farete altro che gua­da­gnar­vi un enorme shitstorm. Fate pub­bli­ci­tà per persone moderne che non ap­prez­za­no i cliché.
  • Puntare all’in­di­vi­dua­li­tà: non tutte le donne sono uguali, né tutti gli uomini. Quando fate del marketing, fate at­ten­zio­ne a non dare mai per scontate delle ca­rat­te­ri­sti­che solo perché il target a cui vi riferite ap­par­tie­ne a un genere specifico.
  • Non essere rigidi con le categorie: nel campo dei cosmetici si usa ancora molto la de­no­mi­na­zio­ne “for her” o “for him” (“per lui” o “per lei” in italiano), mentre negli altri settori del commercio questa di­stin­zio­ne non è più attuale. Evi­den­zia­te piuttosto le ca­rat­te­ri­sti­che in­te­res­san­ti per il gruppo target e non per il genere: in questo modo, potrà accadere che gli uomini, ad esempio, comprino un prodotto che era stato ori­gi­na­ria­men­te pensato per un pubblico “femminile”.
  • Pensare in maniera lun­gi­mi­ran­te: sempre più persone non si ri­co­no­sco­no, né vogliono essere assegnate a un unico genere. Non spa­ven­ta­te questi con­su­ma­to­ri in­si­sten­do sulla dicotomia di genere. Una strategia di marketing più inclusiva avrà pro­ba­bil­men­te molto più successo.
In sintesi

Si può avere un grande successo con il marketing di genere, a patto di attuarlo con cura. La classica pub­bli­ci­tà tramite te­le­vi­sio­ne, radio e stampa funziona al­tret­tan­to bene quanto il social media marketing o il display marketing. L’im­por­tan­te è che prendiate sempre i vostri clienti sul serio e che non cerchiate di infilarli a forza dentro categorie in cui non si ri­co­no­sco­no. Se ci riu­sci­re­te, il vostro marchio ci gua­da­gne­rà in simpatia nel lungo termine.

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