Social media advertising: che cos’è e come funziona
La pubblicità sui social media funziona in modo leggermente diverso a seconda della piattaforma: formati, target e meccaniche variano. Allo stesso tempo, molti principi di base si assomigliano, così che le campagne possono spesso essere pianificate, realizzate e gestite secondo logiche comparabili su diverse reti.
Riassunto
Il social media advertising comprende le misure pubblicitarie a pagamento (social ad) sui social media.
- Le campagne offrono un’ampia copertura e il pieno controllo dei costi, e riducono la dispersione.
- Il targeting indirizza gli annunci a gruppi target definiti in base a interessi, età, genere e luogo.
- Le tecnologie di tracking rilevano le interazioni degli utenti per l’analisi in Ads Manager.
- La protezione dei dati (GDPR, DSA) richiede annunci chiaramente riconoscibili come pubblicità e una corretta gestione del consenso.
Che cos’è il social media advertising?
Con social media advertising o pubblicità sui social media si intendono misure pubblicitarie a pagamento sui social media. I mezzi pubblicitari vengono quindi definiti anche contenuti sponsorizzati o paid content. La pubblicità sui social media è una parte importante del social media marketing. La pubblicità nei social network è dunque in contrasto con i contenuti organici degli utenti (come post o commenti) e deve pertanto essere sempre contrassegnata come misura pubblicitaria. Un annuncio in sé viene chiamato social ad (forma abbreviata di “social advertisement”).
Il formato dell’annuncio può essere molto diverso ed è legato alla piattaforma social. Oltre al classico display marketing con contenuti foto o video, alcuni servizi consentono anche di pubblicare pubblicità interattive e più originali. Oltre ad aziende, marchi, prodotti e servizi, tramite la pubblicità sui social media è possibile promuovere bene anche contenuti redazionali. Anche il content marketing è possibile tramite annunci social.
Quanto costano gli spazi pubblicitari nel social advertising?
Gli inserzionisti pubblicano annunci social perlopiù tramite gli strumenti di gestione delle inserzioni della singola piattaforma. In singoli casi (ad esempio per posizionamenti speciali più ampi o prenotazioni) l’attivazione avviene tramite contatto diretto con il team delle vendite. Tramite i criteri di targeting si definisce quali utenti possono in linea di massima ricevere l’annuncio. Poiché più campagne si rivolgono spesso agli stessi gruppi target, la piattaforma decide in tempo reale, per ogni spazio pubblicitario disponibile, quale annuncio mostrare.
Non conta solo l’offerta, ma di solito anche fattori come la reazione prevista degli utenti o segnali di qualità e rilevanza. Il prezzo effettivamente addebitato deriva dalla specifica logica d’asta e di offerta e può variare a seconda della piattaforma. In linea di principio, però, non viene mai addebitato più del limite di offerta o di costo impostato.
Perché la pubblicità sui social media è utile?
Il social media advertising offre diversi vantaggi, rispetto ai formati pubblicitari classici come stampa, radio o TV e ad altre forme di pubblicità online come la pubblicità sui motori di ricerca, banner o pop-up:
- Ampia copertura grazie all’elevato numero di utenti attivi sui social media
- Ottima profilazione del target grazie alle diverse possibilità di targeting
- Rilevamento automatico dell’interazione degli utenti con i social ad (clic, visualizzazioni, ecc.) grazie a diverse tecnologie di tracciamento
- Analisi precisa e misurazione dei risultati della pubblicità sui social media
- Opportunità pubblicitarie promettenti con pieno controllo dei costi, anche per budget ridotti
Soprattutto il targeting, il tracking e l’analisi delle campagne pubblicitarie nel social advertising rappresentano un grande vantaggio rispetto ad altre piattaforme pubblicitarie.
Targeting nel social media advertising
Nel caso della pubblicità sui social media, per targeting si intende la pubblicazione mirata di annunci negli account degli utenti che appartengono a un gruppo target definito in precedenza. Le possibilità di targeting variano a seconda della piattaforma. Tuttavia, in tutti i principali servizi di social media esistono alcune caratteristiche di base a seconda delle quali puoi restringere il gruppo target della tua campagna pubblicitaria:
- Interessi degli utenti (derivati dalle loro interazioni e dal consumo di contenuti all’interno della piattaforma social)
- Età
- Genere
- Luogo
Ma grazie anche a tecniche come il retargeting e ad altre fonti esterne, chi gestisce le piattaforme di social media può disporre, in determinate circostanze, di molti altri segnali sui propri utenti. A seconda della piattaforma e della base di dati disponibile, non è raro reperire informazioni su stato civile, professione, reddito familiare approssimativo e molto altro, anche se le persone nel social network non hanno fornito alcuna indicazione in merito.
Nella pratica, molte aziende inserzioniste lavorano inoltre con un pubblico personalizzato (custom audience). Tra queste rientrano, per esempio, i visitatori e le visitatrici del sito web o dell’app, così come le liste di clienti. A seconda della piattaforma, è possibile ricavarne anche gruppi target simili, i cosiddetti lookalike. Inoltre, molte reti offrono estensioni automatiche del pubblico di destinazione. Questa base di dati rappresenta un chiaro vantaggio per chi fa pubblicità. Consente numerose opzioni di targeting, grazie alle quali la pubblicità sui social media riduce spesso in misura maggiore la dispersione rispetto alle forme pubblicitarie classiche come TV, radio o stampa.
Tracking e misurazione dei risultati degli annunci social
La grande quantità di conoscenze, in particolare sul comportamento degli utenti, si basa tra l’altro sul fatto che molti clic e interazioni con un social ad vengono registrati automaticamente dal relativo servizio nell’ambito della misurazione sulla piattaforma. Molti social network mettono questi dati a disposizione dei propri partner pubblicitari per l’analisi delle campagne. In questo modo non solo si può capire se una campagna pubblicitaria è stata in linea di massima un successo oppure no, ma emergono anche fattori molto più piccoli che influiscono sull’andamento di una campagna.
Alcuni servizi di social media consentono inoltre di effettuare test A/B per le inserzioni pubblicitarie. In questo caso, ad esempio, due annunci, posizionamenti o varianti di pubblico di destinazione leggermente diversi vengono testati in modo controllato uno contro l’altro. Ciò avviene spesso in parallelo all’interno di un setup di test definito. Tramite il tracking un inserzionista può poi capire quale variante offre le prestazioni migliori e dovrebbe quindi essere preferita per la campagna.
È particolarmente utile il fatto che i social network elaborino automaticamente i dati raccolti per chi fa pubblicità. Praticamente tutte le piattaforme dispongono di un’applicazione (di solito chiamata Ads Manager) che mette a disposizione degli inserzionisti varie statistiche sull’andamento delle loro campagne. Lì è possibile filtrare, segmentare e analizzare indicatori e grafici in base a diversi criteri, come pubblico di destinazione, posizionamenti o dispositivi.
Social media advertising: le principali piattaforme in sintesi
Di seguito ti presentiamo le piattaforme social più rilevanti per chi fa pubblicità. Scoprirai quali formati di annunci esistono e quali opzioni hai a disposizione per configurazione, gestione e analisi delle campagne pubblicitarie.
Il più grande vantaggio di Facebook è che qui si trovano moltissimi potenziali clienti appartenenti ai target più diversi. Per questo motivo il social network è adatto alle campagne pubblicitarie per molti prodotti e servizi. Allo stesso tempo, è da anni una piattaforma affermata per la pubblicità sui social media, motivo per cui vi sono attivi molti inserzionisti. Questo ha anche un rovescio della medaglia: la concorrenza per gli spazi pubblicitari disponibili è elevata.
Con l’aumentare della concorrenza è naturale che i costi per la pubblicità su Facebook possano crescere o oscillare fortemente a seconda del settore, del pubblico di destinazione e della stagione. Tuttavia, questo non dovrebbe scoraggiarti dall’usare la piattaforma: puoi definire con precisione quanto desideri spendere per la tua campagna pubblicitaria e mantieni così il controllo sul budget degli annunci. Tieni però presente che un budget fisso non garantisce automaticamente un prezzo fisso per risultato: i costi effettivi dipendono sempre anche da asta, target, posizionamenti e qualità degli annunci.
Se desideri attivare la pubblicità su Facebook hai bisogno, oltre che di un tuo account, anche di un Business Portfolio nella Meta Business Suite. Lì gestisci, tra le altre cose, il tuo account pubblicitario, i permessi di accesso, i metodi di pagamento e i principali asset pubblicitari, e controlli poi le tue campagne in Ads Manager.
Instagram, proprio come Facebook, fa parte del gruppo Meta ed è gestito all’interno dello stesso ecosistema pubblicitario (Meta Ads Manager). Per la copertura organica su Instagram oggi è soprattutto decisivo ciò che l’algoritmo considera rilevante: i contenuti non vengono mostrati solo a chi ti segue, ma vengono distribuiti tramite consigli anche a nuovi target. In questo contesto, i reel sono ormai la leva principale, perché contribuiscono in modo particolarmente forte ad aumentare la base di follower.
Su Instagram i formati pubblicitari sono in gran parte identici a quelli di Facebook e vengono offerti nello stesso sistema pubblicitario di Meta. La creazione, la distribuzione e l’analisi degli Instagram Ads avvengono quindi in parallelo tramite Meta Ads Manager: imposti le campagne una sola volta, scegli Instagram come posizionamento (o utilizzi i posizionamenti automatici) e puoi poi valutare la performance in modo congiunto o separato per piattaforma.
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TikTok
TikTok si distingue da Facebook e Instagram soprattutto perché la copertura nasce in misura molto maggiore tramite il feed “Per te” e quindi tramite l’algoritmo. I contenuti vengono rapidamente mostrati anche a chi non ti segue, se ottengono buoni risultati. Per la pubblicità su TikTok questo significa che le inserzioni video in-feed sono di solito le più importanti, perché si integrano in modo più naturale nel feed “Per te” e possono essere utilizzate sia per la visibilità sia per la performance. Nella pratica sono inoltre particolarmente rilevanti gli Spark Ads, perché “potenziano” come annunci i post organici TikTok esistenti e le interazioni come like, commenti, condivisioni e nuovi follow vengono attribuite al post organico. Inoltre, la piattaforma offre:
- TopView: una posizione premium che appare in modo molto evidente quando le persone aprono l’app, generando così rapidamente un’attenzione elevata.
- Branded Hashtag Challenge: un formato di campagna in cui le persone vengono motivate a partecipare tramite un hashtag e a creare loro stesse contenuti sul tema.
- Branded Effects: elementi AR interattivi come filtri, sticker o effetti che le persone possono utilizzare nei propri video.
Su TikTok Ads Manager imposti le campagne in modo simile a Meta con una chiara struttura a tre livelli: Campaign, Ad Group e Ad. A livello di campagna definisci soprattutto l’obiettivo (ad esempio copertura, visualizzazioni video, traffico o conversioni). Nell’Ad Group (gruppo di annunci) imposti poi le principali condizioni di attivazione, cioè pubblico di destinazione, posizionamenti e calendario, e decidi come TikTok deve ottimizzare in base ai risultati.
Per il budget hai due opzioni di base: budget giornaliero o budget totale. I budget possono essere impostati sia a livello di campagna sia a livello di gruppi di annunci e TikTok lavora con budget minimi per garantire una visualizzazione stabile. Se hai più gruppi di annunci in una campagna, puoi anche utilizzare la campaign budget optimization (CBO). In questo caso definisci un budget di campagna e TikTok lo distribuisce automaticamente sui gruppi di annunci che presumibilmente otterranno i risultati migliori.
X
X (in precedenza Twitter) si distingue funzionalmente in modo netto da Facebook e Instagram: invece di un feed fortemente basato sul social graph e sulle immagini, su X è in primo piano la comunicazione in tempo reale. Temi, notizie, discussioni e keyword/trend determinano ciò che le persone vedono e con cui interagiscono. Di conseguenza, gli annunci X assomigliano perlopiù a post normali e sono pensati per copertura, attenzione e reazioni nella timeline.
La pubblicità su X si integra visivamente nel contenuto organico: gli annunci promossi sembrano post normali e sono contrassegnati come annunci da un piccolo indicatore come “annuncio” o “promosso”. I punti tipici di pubblicazione sono soprattutto il feed, ma a seconda della campagna anche altre aree come la ricerca o i profili. Le principali famiglie di posizionamenti e formati sono:
- Annunci promossi (annunci nel feed): post standard che possono essere pubblicati come annunci di testo, immagine, video o carosello e a cui si può mettere il proprio apprezzamento, aggiungere commenti e ripostarli come post normali.
- Follower e Account Growth Ads: annunci concepiti per aumentare le visite al profilo e i follow.
- Takeover e Tendenze: si tratta di “spazi pubblicitari premium” su X, particolarmente visibili perché compaiono direttamente nell’area Esplora/Tendenze invece che tra i post normali nel feed.
- Spazio video: qui la tua pubblicità viene mostrata prima, durante o accanto a video professionali su X. Quindi non solo come normale video nel feed, ma all’interno di un palinsesto video con contenuti di publisher (ad esempio clip di notizie, sport o creator).
Come su Facebook e Instagram, anche su X inizi ogni campagna con un obiettivo chiaro. Questo obiettivo determina cosa il sistema deve ottimizzare: se il tuo annuncio deve essere mostrato soprattutto al maggior numero possibile di persone (copertura/awareness), se deve generare interazioni (engagement), se un video deve essere visto il più spesso possibile (visualizzazioni video) oppure se le persone devono cliccare su un sito web o su un negozio online e idealmente compiere un’azione lì (traffico sul sito web/vendite). Per chi offre app esistono inoltre obiettivi come le installazioni.
Il controllo e la misurazione dei risultati avvengono, in modo simile a Meta Ads Manager, in modo centralizzato in X Ads Manager. Lì imposti il budget come budget giornaliero o totale, definisci la durata, scegli il tuo pubblico di destinazione e stabilisci la strategia di offerta, che funziona tramite un modello d’asta. Nei report visualizzi poi le metriche principali come impressioni e copertura, interazioni, visualizzazioni video e clic sui link, nonché i relativi costi per risultato come CPM, CPC o costo per interazione.
Snapchat
Snapchat punta ancora di più su contenuti rapidi, verticali a schermo intero e su un utilizzo “centrato sulla fotocamera”. Invece di un classico feed come su Facebook, su Snapchat è centrale lo swipe tra brevi clip a schermo intero. Per questo, nella pratica, il formato più rilevante è Single Image / Video Ad (Snap Ads), perché è il “formato standard” più utilizzato e risulta il più naturale nella user experience. Inoltre, vengono offerti altri formati pubblicitari come Story Ads, Collection Ads, Commercials o posizionamenti video e AR Ads/Lens con effetti interattivi.
La pubblicità su Snapchat viene gestita in modo centralizzato su Snapchat Ads Manager. Per prima cosa scegli un obiettivo di campagna. La piattaforma assegna questi obiettivi, ad esempio, alle aree awareness ed engagement, traffico, lead, promozione app e vendite. Successivamente crei la campagna in tre passaggi: campagna, gruppo di annunci e annuncio. Per il budget imposti un budget giornaliero o per l’intera durata. Inoltre, puoi gestire i budget a livello di campagna o di gruppo di annunci e adattarli in qualsiasi momento.
Nella pubblicità su Pinterest l’attenzione è meno sulle conversazioni “social” continue e più sulla ricerca visiva e sull’ispirazione con una concreta intenzione di acquisto e pianificazione. Gli annunci, quindi, sembrano pin normali e compaiono dove le persone esplorano o cercano attivamente, cioè nel feed della home/nei feed di categoria e nei risultati di ricerca pertinenti.
Il formato più importante e più utilizzato nella pratica è il pin standard come annuncio (un’immagine singola con titolo/testo e link), perché si inserisce nel modo più naturale nel flusso di Pinterest e può funzionare sia durante l’esplorazione sia nella ricerca. Come formati pubblicitari hai inoltre a disposizione, tra gli altri, annunci video, formati carosello o multi-asset e formati per le raccolte.
Tutto viene gestito in modo centralizzato su Pinterest Ads Manager, con una struttura chiara composta da campagna, gruppo di annunci e annuncio. Nel gruppo di annunci stabilisci se i tuoi annunci devono apparire principalmente durante l’esplorazione o nella ricerca (o in entrambi gli ambiti). Per il budget puoi, a seconda della configurazione, impostare un limite a livello di campagna e gestire così i budget in modo che Pinterest distribuisca automaticamente il budget ai gruppi di annunci con le migliori prestazioni. Per configurazioni di performance più automatizzate esiste inoltre Pinterest Performance+, che semplifica la creazione delle campagne e può anche derivare in modo automatico, a seconda dell’obiettivo, varianti shopping e raccolte da un catalogo prodotti.
LinkedIn è un social network professionale. Le persone lo utilizzano per scopi lavorativi e il targeting è fortemente orientato a caratteristiche professionali come qualifica lavorativa, settore, dimensioni dell’azienda o competenze. Nella pratica, il formato più rilevante è di solito il contenuto sponsorizzato nel feed (soprattutto come single-image ad o video), perché questi annunci compaiono nel modo più naturale tra i post organici e sono adatti per obiettivi di copertura, traffico e lead. Come formati pubblicitari, oltre al contenuto sponsorizzato, LinkedIn offre anche:
- Annunci video: annunci video nel feed che possono essere ottimizzati per attenzione e visualizzazioni video.
- Annunci carosello: annunci con più schede che i membri possono scorrere orizzontalmente.
- Annunci documento: documenti come PDF vengono promossi direttamente nel feed, così che le persone possano visualizzarli o scaricarli senza lasciare LinkedIn.
- Annunci evento: formato per promuovere gli eventi LinkedIn direttamente nel feed, ad esempio prima, durante o dopo l’evento.
- Annunci testuali: semplici annunci testuali che vengono mostrati nella parte destra o nella parte superiore di LinkedIn sul desktop.
- Annunci dinamici: annunci personalizzati che integrano automaticamente dati del profilo come la foto, ad esempio come annunci per ottenere follower, annunci spotlight o annunci di lavoro.
- Messaggi sponsorizzati (annunci nei messaggi): messaggi pubblicitari che arrivano come annunci nella posta in arrivo di LinkedIn e possono includere una call to action chiara.
- Messaggi sponsorizzati (annunci conversazionali): annunci in stile chat nel messenger di LinkedIn, in cui le persone possono cliccare attraverso una “conversazione” usando risposte predefinite.
- Moduli Lead Gen: moduli di lead precompilati che possono essere collegati a determinati formati pubblicitari (ad esempio messaggi sponsorizzati), in modo che i lead vengano acquisiti direttamente su LinkedIn.
La gestione dei LinkedIn Ads avviene in modo centralizzato nel Gestore delle campagne. Lì lavori con una struttura chiara e definisci obiettivo, target, posizionamenti e contenuti. Puoi gestire i budget come budget giornaliero, budget per l’intera durata o una combinazione di entrambi, così da mantenere sotto controllo sia la spesa quotidiana sia il tetto complessivo. Per misurare i risultati utilizzi i report nel Gestore delle campagne e, se desideri misurare i risultati sul sito web, hai a disposizione in aggiunta LinkedIn Insight Tag per il tracciamento delle conversioni e il retargeting.
- Migliore posizionamento su Google senza agenzie esterne
- Risposte veloci a commenti o recensioni sui social media
- Nessuna conoscenza SEO o di marketing online richiesta
Pubblicità sui social media e protezione dei dati
Nel social media advertising la protezione dei dati svolge un ruolo centrale, perché targeting, retargeting e misurazione dei risultati si basano spesso su dati che nell’UE sono considerati dati personali. Non è rilevante solo il GDPR, ma anche la normativa ePrivacy sulle tecnologie di tracciamento: essa non riguarda solo i cookie classici, ma in generale anche altri metodi come pixel o identificatori analoghi, quando le informazioni vengono memorizzate o lette sul dispositivo finale.
Nella pratica questo significa che molte configurazioni di tracciamento richiedono una gestione corretta del consenso, in modo che tag, pixel ed eventi di conversione vengano attivati solo dopo un valido consenso. Inoltre, il Digital Services Act (DSA) comporta maggiori obblighi di trasparenza per la pubblicità online: gli annunci devono essere chiaramente riconoscibili come pubblicità e le persone devono poter capire chi c’è dietro un annuncio e perché lo visualizzano.
Il tracciamento viene spesso implementato in modalità “cookieless”. Con questo si intende che le aziende fanno meno affidamento sui cookie di terze parti, cioè sui cookie di fornitori esterni che tracciano le persone su diversi siti web. Al loro posto si lavora maggiormente con segnali provenienti dal proprio sito web o dalla propria app, con misurazioni lato server e con conversioni modellate. Le conversioni mancanti vengono stimate statisticamente quando non sono disponibili tutti i segnali.

