La pub­bli­ci­tà sui social media funziona in modo leg­ger­men­te diverso a seconda della piat­ta­for­ma: formati, target e mec­ca­ni­che variano. Allo stesso tempo, molti principi di base si as­so­mi­glia­no, così che le campagne possono spesso essere pia­ni­fi­ca­te, rea­liz­za­te e gestite secondo logiche com­pa­ra­bi­li su diverse reti.

Riassunto

Il social media ad­ver­ti­sing comprende le misure pub­bli­ci­ta­rie a pagamento (social ad) sui social media.

  • Le campagne offrono un’ampia copertura e il pieno controllo dei costi, e riducono la di­sper­sio­ne.
  • Il targeting indirizza gli annunci a gruppi target definiti in base a interessi, età, genere e luogo.
  • Le tec­no­lo­gie di tracking rilevano le in­te­ra­zio­ni degli utenti per l’analisi in Ads Manager.
  • La pro­te­zio­ne dei dati (GDPR, DSA) richiede annunci chia­ra­men­te ri­co­no­sci­bi­li come pub­bli­ci­tà e una corretta gestione del consenso.

Che cos’è il social media ad­ver­ti­sing?

Con social media ad­ver­ti­sing o pub­bli­ci­tà sui social media si intendono misure pub­bli­ci­ta­rie a pagamento sui social media. I mezzi pub­bli­ci­ta­ri vengono quindi definiti anche contenuti spon­so­riz­za­ti o paid content. La pub­bli­ci­tà sui social media è una parte im­por­tan­te del social media marketing. La pub­bli­ci­tà nei social network è dunque in contrasto con i contenuti organici degli utenti (come post o commenti) e deve pertanto essere sempre con­tras­se­gna­ta come misura pub­bli­ci­ta­ria. Un annuncio in sé viene chiamato social ad (forma ab­bre­via­ta di “social ad­ver­ti­se­ment”).

Il formato dell’annuncio può essere molto diverso ed è legato alla piat­ta­for­ma social. Oltre al classico display marketing con contenuti foto o video, alcuni servizi con­sen­to­no anche di pub­bli­ca­re pub­bli­ci­tà in­te­rat­ti­ve e più originali. Oltre ad aziende, marchi, prodotti e servizi, tramite la pub­bli­ci­tà sui social media è possibile pro­muo­ve­re bene anche contenuti re­da­zio­na­li. Anche il content marketing è possibile tramite annunci social.

Quanto costano gli spazi pub­bli­ci­ta­ri nel social ad­ver­ti­sing?

Gli in­ser­zio­ni­sti pub­bli­ca­no annunci social perlopiù tramite gli strumenti di gestione delle in­ser­zio­ni della singola piat­ta­for­ma. In singoli casi (ad esempio per po­si­zio­na­men­ti speciali più ampi o pre­no­ta­zio­ni) l’at­ti­va­zio­ne avviene tramite contatto diretto con il team delle vendite. Tramite i criteri di targeting si definisce quali utenti possono in linea di massima ricevere l’annuncio. Poiché più campagne si rivolgono spesso agli stessi gruppi target, la piat­ta­for­ma decide in tempo reale, per ogni spazio pub­bli­ci­ta­rio di­spo­ni­bi­le, quale annuncio mostrare.

Non conta solo l’offerta, ma di solito anche fattori come la reazione prevista degli utenti o segnali di qualità e rilevanza. Il prezzo ef­fet­ti­va­men­te ad­de­bi­ta­to deriva dalla specifica logica d’asta e di offerta e può variare a seconda della piat­ta­for­ma. In linea di principio, però, non viene mai ad­de­bi­ta­to più del limite di offerta o di costo impostato.

Perché la pub­bli­ci­tà sui social media è utile?

Il social media ad­ver­ti­sing offre diversi vantaggi, rispetto ai formati pub­bli­ci­ta­ri classici come stampa, radio o TV e ad altre forme di pub­bli­ci­tà online come la pub­bli­ci­tà sui motori di ricerca, banner o pop-up:

  • Ampia copertura grazie all’elevato numero di utenti attivi sui social media
  • Ottima pro­fi­la­zio­ne del target grazie alle diverse pos­si­bi­li­tà di targeting
  • Ri­le­va­men­to au­to­ma­ti­co dell’in­te­ra­zio­ne degli utenti con i social ad (clic, vi­sua­liz­za­zio­ni, ecc.) grazie a diverse tec­no­lo­gie di trac­cia­men­to
  • Analisi precisa e mi­su­ra­zio­ne dei risultati della pub­bli­ci­tà sui social media
  • Op­por­tu­ni­tà pub­bli­ci­ta­rie pro­met­ten­ti con pieno controllo dei costi, anche per budget ridotti

So­prat­tut­to il targeting, il tracking e l’analisi delle campagne pub­bli­ci­ta­rie nel social ad­ver­ti­sing rap­pre­sen­ta­no un grande vantaggio rispetto ad altre piat­ta­for­me pub­bli­ci­ta­rie.

Targeting nel social media ad­ver­ti­sing

Nel caso della pub­bli­ci­tà sui social media, per targeting si intende la pub­bli­ca­zio­ne mirata di annunci negli account degli utenti che ap­par­ten­go­no a un gruppo target definito in pre­ce­den­za. Le pos­si­bi­li­tà di targeting variano a seconda della piat­ta­for­ma. Tuttavia, in tutti i prin­ci­pa­li servizi di social media esistono alcune ca­rat­te­ri­sti­che di base a seconda delle quali puoi re­strin­ge­re il gruppo target della tua campagna pub­bli­ci­ta­ria:

  • Interessi degli utenti (derivati dalle loro in­te­ra­zio­ni e dal consumo di contenuti all’interno della piat­ta­for­ma social)
  • Età
  • Genere
  • Luogo

Ma grazie anche a tecniche come il re­tar­ge­ting e ad altre fonti esterne, chi gestisce le piat­ta­for­me di social media può disporre, in de­ter­mi­na­te cir­co­stan­ze, di molti altri segnali sui propri utenti. A seconda della piat­ta­for­ma e della base di dati di­spo­ni­bi­le, non è raro reperire in­for­ma­zio­ni su stato civile, pro­fes­sio­ne, reddito familiare ap­pros­si­ma­ti­vo e molto altro, anche se le persone nel social network non hanno fornito alcuna in­di­ca­zio­ne in merito.

Nella pratica, molte aziende in­ser­zio­ni­ste lavorano inoltre con un pubblico per­so­na­liz­za­to (custom audience). Tra queste rientrano, per esempio, i vi­si­ta­to­ri e le vi­si­ta­tri­ci del sito web o dell’app, così come le liste di clienti. A seconda della piat­ta­for­ma, è possibile ricavarne anche gruppi target simili, i co­sid­det­ti lookalike. Inoltre, molte reti offrono esten­sio­ni au­to­ma­ti­che del pubblico di de­sti­na­zio­ne. Questa base di dati rap­pre­sen­ta un chiaro vantaggio per chi fa pub­bli­ci­tà. Consente numerose opzioni di targeting, grazie alle quali la pub­bli­ci­tà sui social media riduce spesso in misura maggiore la di­sper­sio­ne rispetto alle forme pub­bli­ci­ta­rie classiche come TV, radio o stampa.

Tracking e mi­su­ra­zio­ne dei risultati degli annunci social

La grande quantità di co­no­scen­ze, in par­ti­co­la­re sul com­por­ta­men­to degli utenti, si basa tra l’altro sul fatto che molti clic e in­te­ra­zio­ni con un social ad vengono re­gi­stra­ti au­to­ma­ti­ca­men­te dal relativo servizio nell’ambito della mi­su­ra­zio­ne sulla piat­ta­for­ma. Molti social network mettono questi dati a di­spo­si­zio­ne dei propri partner pub­bli­ci­ta­ri per l’analisi delle campagne. In questo modo non solo si può capire se una campagna pub­bli­ci­ta­ria è stata in linea di massima un successo oppure no, ma emergono anche fattori molto più piccoli che in­flui­sco­no sull’andamento di una campagna.

Alcuni servizi di social media con­sen­to­no inoltre di ef­fet­tua­re test A/B per le in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie. In questo caso, ad esempio, due annunci, po­si­zio­na­men­ti o varianti di pubblico di de­sti­na­zio­ne leg­ger­men­te diversi vengono testati in modo con­trol­la­to uno contro l’altro. Ciò avviene spesso in parallelo all’interno di un setup di test definito. Tramite il tracking un in­ser­zio­ni­sta può poi capire quale variante offre le pre­sta­zio­ni migliori e dovrebbe quindi essere preferita per la campagna.

N.B.

È par­ti­co­lar­men­te utile il fatto che i social network elaborino au­to­ma­ti­ca­men­te i dati raccolti per chi fa pub­bli­ci­tà. Pra­ti­ca­men­te tutte le piat­ta­for­me di­spon­go­no di un’ap­pli­ca­zio­ne (di solito chiamata Ads Manager) che mette a di­spo­si­zio­ne degli in­ser­zio­ni­sti varie sta­ti­sti­che sull’andamento delle loro campagne. Lì è possibile filtrare, seg­men­ta­re e ana­liz­za­re in­di­ca­to­ri e grafici in base a diversi criteri, come pubblico di de­sti­na­zio­ne, po­si­zio­na­men­ti o di­spo­si­ti­vi.

Social media ad­ver­ti­sing: le prin­ci­pa­li piat­ta­for­me in sintesi

Di seguito ti pre­sen­tia­mo le piat­ta­for­me social più rilevanti per chi fa pub­bli­ci­tà. Scoprirai quali formati di annunci esistono e quali opzioni hai a di­spo­si­zio­ne per con­fi­gu­ra­zio­ne, gestione e analisi delle campagne pub­bli­ci­ta­rie.

Facebook

Il più grande vantaggio di Facebook è che qui si trovano mol­tis­si­mi po­ten­zia­li clienti ap­par­te­nen­ti ai target più diversi. Per questo motivo il social network è adatto alle campagne pub­bli­ci­ta­rie per molti prodotti e servizi. Allo stesso tempo, è da anni una piat­ta­for­ma affermata per la pub­bli­ci­tà sui social media, motivo per cui vi sono attivi molti in­ser­zio­ni­sti. Questo ha anche un rovescio della medaglia: la con­cor­ren­za per gli spazi pub­bli­ci­ta­ri di­spo­ni­bi­li è elevata.

Con l’aumentare della con­cor­ren­za è naturale che i costi per la pub­bli­ci­tà su Facebook possano crescere o oscillare for­te­men­te a seconda del settore, del pubblico di de­sti­na­zio­ne e della stagione. Tuttavia, questo non dovrebbe sco­rag­giar­ti dall’usare la piat­ta­for­ma: puoi definire con pre­ci­sio­ne quanto desideri spendere per la tua campagna pub­bli­ci­ta­ria e mantieni così il controllo sul budget degli annunci. Tieni però presente che un budget fisso non ga­ran­ti­sce au­to­ma­ti­ca­men­te un prezzo fisso per risultato: i costi effettivi dipendono sempre anche da asta, target, po­si­zio­na­men­ti e qualità degli annunci.

Se desideri attivare la pub­bli­ci­tà su Facebook hai bisogno, oltre che di un tuo account, anche di un Business Portfolio nella Meta Business Suite. Lì gestisci, tra le altre cose, il tuo account pub­bli­ci­ta­rio, i permessi di accesso, i metodi di pagamento e i prin­ci­pa­li asset pub­bli­ci­ta­ri, e controlli poi le tue campagne in Ads Manager.

Instagram

Instagram, proprio come Facebook, fa parte del gruppo Meta ed è gestito all’interno dello stesso eco­si­ste­ma pub­bli­ci­ta­rio (Meta Ads Manager). Per la copertura organica su Instagram oggi è so­prat­tut­to decisivo ciò che l’algoritmo considera rilevante: i contenuti non vengono mostrati solo a chi ti segue, ma vengono di­stri­bui­ti tramite consigli anche a nuovi target. In questo contesto, i reel sono ormai la leva prin­ci­pa­le, perché con­tri­bui­sco­no in modo par­ti­co­lar­men­te forte ad aumentare la base di follower.

Su Instagram i formati pub­bli­ci­ta­ri sono in gran parte identici a quelli di Facebook e vengono offerti nello stesso sistema pub­bli­ci­ta­rio di Meta. La creazione, la di­stri­bu­zio­ne e l’analisi degli Instagram Ads avvengono quindi in parallelo tramite Meta Ads Manager: imposti le campagne una sola volta, scegli Instagram come po­si­zio­na­men­to (o utilizzi i po­si­zio­na­men­ti au­to­ma­ti­ci) e puoi poi valutare la per­for­man­ce in modo congiunto o separato per piat­ta­for­ma.

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TikTok

TikTok si distingue da Facebook e Instagram so­prat­tut­to perché la copertura nasce in misura molto maggiore tramite il feed “Per te” e quindi tramite l’algoritmo. I contenuti vengono ra­pi­da­men­te mostrati anche a chi non ti segue, se ottengono buoni risultati. Per la pub­bli­ci­tà su TikTok questo significa che le in­ser­zio­ni video in-feed sono di solito le più im­por­tan­ti, perché si integrano in modo più naturale nel feed “Per te” e possono essere uti­liz­za­te sia per la vi­si­bi­li­tà sia per la per­for­man­ce. Nella pratica sono inoltre par­ti­co­lar­men­te rilevanti gli Spark Ads, perché “po­ten­zia­no” come annunci i post organici TikTok esistenti e le in­te­ra­zio­ni come like, commenti, con­di­vi­sio­ni e nuovi follow vengono at­tri­bui­te al post organico. Inoltre, la piat­ta­for­ma offre:

  • TopView: una posizione premium che appare in modo molto evidente quando le persone aprono l’app, generando così ra­pi­da­men­te un’at­ten­zio­ne elevata.
  • Branded Hashtag Challenge: un formato di campagna in cui le persone vengono motivate a par­te­ci­pa­re tramite un hashtag e a creare loro stesse contenuti sul tema.
  • Branded Effects: elementi AR in­te­rat­ti­vi come filtri, sticker o effetti che le persone possono uti­liz­za­re nei propri video.

Su TikTok Ads Manager imposti le campagne in modo simile a Meta con una chiara struttura a tre livelli: Campaign, Ad Group e Ad. A livello di campagna definisci so­prat­tut­to l’obiettivo (ad esempio copertura, vi­sua­liz­za­zio­ni video, traffico o con­ver­sio­ni). Nell’Ad Group (gruppo di annunci) imposti poi le prin­ci­pa­li con­di­zio­ni di at­ti­va­zio­ne, cioè pubblico di de­sti­na­zio­ne, po­si­zio­na­men­ti e ca­len­da­rio, e decidi come TikTok deve ot­ti­miz­za­re in base ai risultati.

Per il budget hai due opzioni di base: budget gior­na­lie­ro o budget totale. I budget possono essere impostati sia a livello di campagna sia a livello di gruppi di annunci e TikTok lavora con budget minimi per garantire una vi­sua­liz­za­zio­ne stabile. Se hai più gruppi di annunci in una campagna, puoi anche uti­liz­za­re la campaign budget op­ti­mi­za­tion (CBO). In questo caso definisci un budget di campagna e TikTok lo di­stri­bui­sce au­to­ma­ti­ca­men­te sui gruppi di annunci che pre­su­mi­bil­men­te ot­ter­ran­no i risultati migliori.

X

X (in pre­ce­den­za Twitter) si distingue fun­zio­nal­men­te in modo netto da Facebook e Instagram: invece di un feed for­te­men­te basato sul social graph e sulle immagini, su X è in primo piano la co­mu­ni­ca­zio­ne in tempo reale. Temi, notizie, di­scus­sio­ni e keyword/trend de­ter­mi­na­no ciò che le persone vedono e con cui in­te­ra­gi­sco­no. Di con­se­guen­za, gli annunci X as­so­mi­glia­no perlopiù a post normali e sono pensati per copertura, at­ten­zio­ne e reazioni nella timeline.

La pub­bli­ci­tà su X si integra vi­si­va­men­te nel contenuto organico: gli annunci promossi sembrano post normali e sono con­tras­se­gna­ti come annunci da un piccolo in­di­ca­to­re come “annuncio” o “promosso”. I punti tipici di pub­bli­ca­zio­ne sono so­prat­tut­to il feed, ma a seconda della campagna anche altre aree come la ricerca o i profili. Le prin­ci­pa­li famiglie di po­si­zio­na­men­ti e formati sono:

  • Annunci promossi (annunci nel feed): post standard che possono essere pub­bli­ca­ti come annunci di testo, immagine, video o carosello e a cui si può mettere il proprio ap­prez­za­men­to, ag­giun­ge­re commenti e ri­po­star­li come post normali.
  • Follower e Account Growth Ads: annunci concepiti per aumentare le visite al profilo e i follow.
  • Takeover e Tendenze: si tratta di “spazi pub­bli­ci­ta­ri premium” su X, par­ti­co­lar­men­te visibili perché compaiono di­ret­ta­men­te nell’area Esplora/Tendenze invece che tra i post normali nel feed.
  • Spazio video: qui la tua pub­bli­ci­tà viene mostrata prima, durante o accanto a video pro­fes­sio­na­li su X. Quindi non solo come normale video nel feed, ma all’interno di un pa­lin­se­sto video con contenuti di publisher (ad esempio clip di notizie, sport o creator).

Come su Facebook e Instagram, anche su X inizi ogni campagna con un obiettivo chiaro. Questo obiettivo determina cosa il sistema deve ot­ti­miz­za­re: se il tuo annuncio deve essere mostrato so­prat­tut­to al maggior numero possibile di persone (copertura/awareness), se deve generare in­te­ra­zio­ni (en­ga­ge­ment), se un video deve essere visto il più spesso possibile (vi­sua­liz­za­zio­ni video) oppure se le persone devono cliccare su un sito web o su un negozio online e ideal­men­te compiere un’azione lì (traffico sul sito web/vendite). Per chi offre app esistono inoltre obiettivi come le in­stal­la­zio­ni.

Il controllo e la mi­su­ra­zio­ne dei risultati avvengono, in modo simile a Meta Ads Manager, in modo cen­tra­liz­za­to in X Ads Manager. Lì imposti il budget come budget gior­na­lie­ro o totale, definisci la durata, scegli il tuo pubblico di de­sti­na­zio­ne e sta­bi­li­sci la strategia di offerta, che funziona tramite un modello d’asta. Nei report vi­sua­liz­zi poi le metriche prin­ci­pa­li come im­pres­sio­ni e copertura, in­te­ra­zio­ni, vi­sua­liz­za­zio­ni video e clic sui link, nonché i relativi costi per risultato come CPM, CPC o costo per in­te­ra­zio­ne.

Snapchat

Snapchat punta ancora di più su contenuti rapidi, verticali a schermo intero e su un utilizzo “centrato sulla fo­to­ca­me­ra”. Invece di un classico feed come su Facebook, su Snapchat è centrale lo swipe tra brevi clip a schermo intero. Per questo, nella pratica, il formato più rilevante è Single Image / Video Ad (Snap Ads), perché è il “formato standard” più uti­liz­za­to e risulta il più naturale nella user ex­pe­rien­ce. Inoltre, vengono offerti altri formati pub­bli­ci­ta­ri come Story Ads, Col­lec­tion Ads, Com­mer­cials o po­si­zio­na­men­ti video e AR Ads/Lens con effetti in­te­rat­ti­vi.

La pub­bli­ci­tà su Snapchat viene gestita in modo cen­tra­liz­za­to su Snapchat Ads Manager. Per prima cosa scegli un obiettivo di campagna. La piat­ta­for­ma assegna questi obiettivi, ad esempio, alle aree awareness ed en­ga­ge­ment, traffico, lead, pro­mo­zio­ne app e vendite. Suc­ces­si­va­men­te crei la campagna in tre passaggi: campagna, gruppo di annunci e annuncio. Per il budget imposti un budget gior­na­lie­ro o per l’intera durata. Inoltre, puoi gestire i budget a livello di campagna o di gruppo di annunci e adattarli in qualsiasi momento.

Pinterest

Nella pub­bli­ci­tà su Pinterest l’at­ten­zio­ne è meno sulle con­ver­sa­zio­ni “social” continue e più sulla ricerca visiva e sull’ispi­ra­zio­ne con una concreta in­ten­zio­ne di acquisto e pia­ni­fi­ca­zio­ne. Gli annunci, quindi, sembrano pin normali e compaiono dove le persone esplorano o cercano at­ti­va­men­te, cioè nel feed della home/nei feed di categoria e nei risultati di ricerca per­ti­nen­ti.

Il formato più im­por­tan­te e più uti­liz­za­to nella pratica è il pin standard come annuncio (un’immagine singola con titolo/testo e link), perché si inserisce nel modo più naturale nel flusso di Pinterest e può fun­zio­na­re sia durante l’esplo­ra­zio­ne sia nella ricerca. Come formati pub­bli­ci­ta­ri hai inoltre a di­spo­si­zio­ne, tra gli altri, annunci video, formati carosello o multi-asset e formati per le raccolte.

Tutto viene gestito in modo cen­tra­liz­za­to su Pinterest Ads Manager, con una struttura chiara composta da campagna, gruppo di annunci e annuncio. Nel gruppo di annunci sta­bi­li­sci se i tuoi annunci devono apparire prin­ci­pal­men­te durante l’esplo­ra­zio­ne o nella ricerca (o in entrambi gli ambiti). Per il budget puoi, a seconda della con­fi­gu­ra­zio­ne, impostare un limite a livello di campagna e gestire così i budget in modo che Pinterest di­stri­bui­sca au­to­ma­ti­ca­men­te il budget ai gruppi di annunci con le migliori pre­sta­zio­ni. Per con­fi­gu­ra­zio­ni di per­for­man­ce più au­to­ma­tiz­za­te esiste inoltre Pinterest Per­for­man­ce+, che sem­pli­fi­ca la creazione delle campagne e può anche derivare in modo au­to­ma­ti­co, a seconda dell’obiettivo, varianti shopping e raccolte da un catalogo prodotti.

LinkedIn

LinkedIn è un social network pro­fes­sio­na­le. Le persone lo uti­liz­za­no per scopi la­vo­ra­ti­vi e il targeting è for­te­men­te orientato a ca­rat­te­ri­sti­che pro­fes­sio­na­li come qualifica la­vo­ra­ti­va, settore, di­men­sio­ni dell’azienda o com­pe­ten­ze. Nella pratica, il formato più rilevante è di solito il contenuto spon­so­riz­za­to nel feed (so­prat­tut­to come single-image ad o video), perché questi annunci compaiono nel modo più naturale tra i post organici e sono adatti per obiettivi di copertura, traffico e lead. Come formati pub­bli­ci­ta­ri, oltre al contenuto spon­so­riz­za­to, LinkedIn offre anche:

  • Annunci video: annunci video nel feed che possono essere ot­ti­miz­za­ti per at­ten­zio­ne e vi­sua­liz­za­zio­ni video.
  • Annunci carosello: annunci con più schede che i membri possono scorrere oriz­zon­tal­men­te.
  • Annunci documento: documenti come PDF vengono promossi di­ret­ta­men­te nel feed, così che le persone possano vi­sua­liz­zar­li o sca­ri­car­li senza lasciare LinkedIn.
  • Annunci evento: formato per pro­muo­ve­re gli eventi LinkedIn di­ret­ta­men­te nel feed, ad esempio prima, durante o dopo l’evento.
  • Annunci testuali: semplici annunci testuali che vengono mostrati nella parte destra o nella parte superiore di LinkedIn sul desktop.
  • Annunci dinamici: annunci per­so­na­liz­za­ti che integrano au­to­ma­ti­ca­men­te dati del profilo come la foto, ad esempio come annunci per ottenere follower, annunci spotlight o annunci di lavoro.
  • Messaggi spon­so­riz­za­ti (annunci nei messaggi): messaggi pub­bli­ci­ta­ri che arrivano come annunci nella posta in arrivo di LinkedIn e possono includere una call to action chiara.
  • Messaggi spon­so­riz­za­ti (annunci con­ver­sa­zio­na­li): annunci in stile chat nel messenger di LinkedIn, in cui le persone possono cliccare at­tra­ver­so una “con­ver­sa­zio­ne” usando risposte pre­de­fi­ni­te.
  • Moduli Lead Gen: moduli di lead pre­com­pi­la­ti che possono essere collegati a de­ter­mi­na­ti formati pub­bli­ci­ta­ri (ad esempio messaggi spon­so­riz­za­ti), in modo che i lead vengano acquisiti di­ret­ta­men­te su LinkedIn.

La gestione dei LinkedIn Ads avviene in modo cen­tra­liz­za­to nel Gestore delle campagne. Lì lavori con una struttura chiara e definisci obiettivo, target, po­si­zio­na­men­ti e contenuti. Puoi gestire i budget come budget gior­na­lie­ro, budget per l’intera durata o una com­bi­na­zio­ne di entrambi, così da mantenere sotto controllo sia la spesa quo­ti­dia­na sia il tetto com­ples­si­vo. Per misurare i risultati utilizzi i report nel Gestore delle campagne e, se desideri misurare i risultati sul sito web, hai a di­spo­si­zio­ne in aggiunta LinkedIn Insight Tag per il trac­cia­men­to delle con­ver­sio­ni e il re­tar­ge­ting.

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Pub­bli­ci­tà sui social media e pro­te­zio­ne dei dati

Nel social media ad­ver­ti­sing la pro­te­zio­ne dei dati svolge un ruolo centrale, perché targeting, re­tar­ge­ting e mi­su­ra­zio­ne dei risultati si basano spesso su dati che nell’UE sono con­si­de­ra­ti dati personali. Non è rilevante solo il GDPR, ma anche la normativa ePrivacy sulle tec­no­lo­gie di trac­cia­men­to: essa non riguarda solo i cookie classici, ma in generale anche altri metodi come pixel o iden­ti­fi­ca­to­ri analoghi, quando le in­for­ma­zio­ni vengono me­mo­riz­za­te o lette sul di­spo­si­ti­vo finale.

Nella pratica questo significa che molte con­fi­gu­ra­zio­ni di trac­cia­men­to ri­chie­do­no una gestione corretta del consenso, in modo che tag, pixel ed eventi di con­ver­sio­ne vengano attivati solo dopo un valido consenso. Inoltre, il Digital Services Act (DSA) comporta maggiori obblighi di tra­spa­ren­za per la pub­bli­ci­tà online: gli annunci devono essere chia­ra­men­te ri­co­no­sci­bi­li come pub­bli­ci­tà e le persone devono poter capire chi c’è dietro un annuncio e perché lo vi­sua­liz­za­no.

N.B.

Il trac­cia­men­to viene spesso im­ple­men­ta­to in modalità “coo­kie­less”. Con questo si intende che le aziende fanno meno af­fi­da­men­to sui cookie di terze parti, cioè sui cookie di fornitori esterni che tracciano le persone su diversi siti web. Al loro posto si lavora mag­gior­men­te con segnali pro­ve­nien­ti dal proprio sito web o dalla propria app, con mi­su­ra­zio­ni lato server e con con­ver­sio­ni modellate. Le con­ver­sio­ni mancanti vengono stimate sta­ti­sti­ca­men­te quando non sono di­spo­ni­bi­li tutti i segnali.

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