Il CMS papaya è adatto per creare siti complessi e si rivolge in primo luogo ad aziende e or­ga­niz­za­zio­ni. Ha una struttura modulare e molte funzioni fles­si­bi­li che possono essere mo­di­fi­ca­te secondo le proprie esigenze, e proprio queste ca­rat­te­ri­sti­che rendono il CMS par­ti­co­lar­men­te adatto per lo sviluppo di siti ac­ces­si­bi­li a tutti.

Pre­sta­zio­ni elevate dal Reno

Ini­zial­men­te papaya era un software com­mer­cia­le, ma dal 2005 è stato reso gratuito e open source. L’azienda con sede a Colonia, papaya Software GmbH, è re­spon­sa­bi­le dello sviluppo del programma e del rilascio di continui ag­gior­na­men­ti. Oltre che essere usato per la creazione di classici siti web, il programma svolge anche la funzione di Ap­pli­ca­tion Framework per lo sviluppo di proprie ap­pli­ca­zio­ni web e per la rea­liz­za­zio­ne di progetti intranet ed extranet. È di­spo­ni­bi­le solo in tedesco e in inglese.

papaya CMS è scritto in PHP, può essere uti­liz­za­to con i database MySQL, SQLite e Post­gre­SQL, è scalabile li­be­ra­men­te e ga­ran­ti­sce un’ottima per­for­man­ce, ri­con­du­ci­bi­le alla funzione di caching del CMS. Infatti, i dati vengono me­mo­riz­za­ti nella cache in formato XML senza in­ter­ro­ga­re il database e il contenuto deve solo essere con­ver­ti­to nel formato di de­sti­na­zio­ne (in HTML o PDF).

Se la con­ver­sio­ne in un formato di output non è ne­ces­sa­ria, papaya può saltare questo processo e me­mo­riz­za­re i contenuti di­ret­ta­men­te sotto forma di documenti HTML statici o file PDF. Inoltre, è possibile impostare pre­ci­sa­men­te (definendo ad­di­rit­tu­ra i secondi) quanto tempo i contenuti del sito devono rimanere nella cache.

N.B.

La versione attuale di papaya CMS è la 6.15.3. L’ultimo ag­gior­na­men­to è stato ri­la­scia­to il 06.04.2022. At­tual­men­te non sono state rese note in­for­ma­zio­ni che indichino che siano previsti ulteriori ag­gior­na­men­ti o nuove versioni.

Ricca varietà di formati e ac­ces­si­bi­li­tà

Come in molti altri CMS, anche qui front end e back end sono net­ta­men­te distinti. I contenuti del sito salvati nel back end come file XML sono con­ver­ti­ti nel front end in template XSLT. Uti­liz­zan­do l’XSLT (un lin­guag­gio di pro­gram­ma­zio­ne libero e basato su XML), i template di papaya possono essere resi in quasi tutti i formati testuali (come ad esempio HTML, PDF, ecc.).

La versione base del programma contiene già diversi layout e modelli che possono essere mo­di­fi­ca­ti e adattati tramite comandi CSS. Inoltre, è possibile creare com­ple­ta­men­te alcuni template a patto che si abbiano co­no­scen­ze in XSLT.

Un’altra ca­rat­te­ri­sti­ca par­ti­co­la­re del CMS papaya è l’utilizzo della codifica dei caratteri UTF-8. UTF-8 è la codifica più diffusa per i caratteri Unicode e ga­ran­ti­sce quindi l’uso corretto dei caratteri in tutte le lingue.

Ac­ces­si­bi­li­tà dal 2025

Visto che papaya CMS lavora in­te­ra­men­te con linguaggi standard aperti (come PHP, XML e XSLT), è par­ti­co­lar­men­te indicato per rea­liz­za­re siti ac­ces­si­bi­li a tutti. La rigorosa se­pa­ra­zio­ne tra contenuto e layout, nonché la pro­du­zio­ne di markup pulito e valido possono aiutare a im­ple­men­ta­re i siti web secondo i requisiti dello European Ac­ces­si­bi­li­ty Act, entrato in vigore nel 2025.

Tuttavia, questi standard non ga­ran­ti­sco­no “au­to­ma­ti­ca­men­te” l’ac­ces­si­bi­li­tà: fun­zio­na­li­tà moderne spe­ci­fi­che per l’ac­ces­si­bi­li­tà come le ot­ti­miz­za­zio­ni ARIA, i modelli di na­vi­ga­zio­ne ac­ces­si­bi­li o le logiche UI basate su com­po­nen­ti devono essere svi­lup­pa­te in­di­vi­dual­men­te. Poiché papaya non sviluppa ul­te­rior­men­te le fun­zio­na­li­tà di ac­ces­si­bi­li­tà attuali e lo sviluppo dei template richiede co­no­scen­ze XSLT, l’effettiva ac­ces­si­bi­li­tà dipende for­te­men­te dal team di progetto, dal front end scelto e dalla qualità dello sviluppo.

Le funzioni di Papaya in sintesi

papaya CMS presenta molte funzioni come elencato di seguito:

  • Scalabile li­be­ra­men­te
  • Funzioni di caching complete
  • Una ben strut­tu­ra­ta gestione dei ruoli utente e del sistema di permessi
  • Creazione il­li­mi­ta­ta di contenuti in più lingue
  • Creazione e gestione di più siti
  • Cro­no­lo­gia delle versioni dei contenuti sempre possibile
  • Analisi completa delle attività nel front end e nel back end di­spo­ni­bi­le tramite il modulo sta­ti­sti­che
  • Editor WYSIWYG
  • In­ter­fac­cia utente or­ga­niz­za­ta lo­gi­ca­men­te
  • Database per i contenuti mul­ti­me­dia­li

Anche per la SEO ci sono alcune funzioni standard, come i metadati, URL intuitivi, codice XHTML corretto, ecc., che con­sen­to­no di ot­ti­miz­za­re il proprio sito per i motori di ricerca.

Esten­sio­ni e pre­re­qui­si­ti di papaya

Oltre ai moduli già presenti, possono essere aggiunti al CMS anche altre esten­sio­ni gratuite e a pagamento. Se pa­ra­go­na­to a CMS più co­no­sciu­ti come WordPress, Joomla e TYPO3, la scelta dei plugin gratuiti è però inferiore; su GitHub è possibile scaricare moduli gratuiti, mentre quelli a pagamento si trovano sulla pagina ufficiale dello svi­lup­pa­to­re. L’azienda papaya Software offre inoltre a pagamento un’as­si­sten­za clienti completa, oltre a corsi e guide per l’ideazione e creazione di siti.

Chi è poco esperto, avrà bisogno di aiuto durante la con­fi­gu­ra­zio­ne e la modifica del sito con papaya, visto che si tratta di un CMS difficile. Anche gli svi­lup­pa­to­ri e le svi­lup­pa­tri­ci do­vreb­be­ro perciò avere delle precise co­no­scen­ze. Sono, invece, più intuitive le funzioni da redattore che com­pren­do­no pro­ce­di­men­ti come la creazione e la modifica delle pagine, facili da gestire dopo essersi do­cu­men­ta­ti bre­ve­men­te. Quando però si utilizza un’esten­sio­ne di un modulo o se ne sviluppa uno in autonomia, sono ne­ces­sa­rie co­no­scen­ze adeguate nella pro­gram­ma­zio­ne orientata agli oggetti, oltre che quelle PHP, XML, XSLT e SQL.

Li­mi­ta­zio­ni di papaya

Anche se papaya offre molte fun­zio­na­li­tà e vantaggi, ci sono alcune cose da con­si­de­ra­re prima dell’ap­pli­ca­zio­ne:

  • Piccola community: rispetto a WordPress, Joomla o TYPO3, la base di svi­lup­pa­to­ri e utenti è molto ridotta, il che limita il supporto, lo scambio e le esten­sio­ni.
  • Pochi plugin/poche esten­sio­ni: poche esten­sio­ni gratuite; molti moduli devono essere svi­lup­pa­ti in­ter­na­men­te o ac­qui­sta­ti a pagamento dal pro­dut­to­re.
  • Non adatto per moderni framework front end: l’approccio classico di rendering basato su XSLT si integra meno bene con le ar­chi­tet­tu­re moderne di tipo headless, API o SPA.

Con­clu­sio­ne: un CMS completo, ma difficile

Chi ha poca espe­rien­za con la con­fi­gu­ra­zio­ne e l’am­mi­ni­stra­zio­ne di un CMS complesso, potrebbe trovarsi in dif­fi­col­tà uti­liz­zan­do papaya. Infatti, si tratta di un CMS potente che richiede già alcune com­pe­ten­ze tecniche sin dall’in­stal­la­zio­ne, più com­pli­ca­ta rispetto ad altri software.

Ma non bisogna lasciarsi spa­ven­ta­re: chi ha già com­pe­ten­ze nell’am­mi­ni­stra­zio­ne e nella gestione di CMS, con papaya ha a di­spo­si­zio­ne un programma potente. Non devono però mancare alcune co­no­scen­ze dei linguaggi di pro­gram­ma­zio­ne su cui si basa papaya.

La redazione e l’uso di un sistema già con­fi­gu­ra­to è invece facile da imparare anche per chi è agli inizi. Se si lavora con le co­no­scen­ze giuste, non si hanno limiti alla rea­liz­za­zio­ne di siti con questo CMS. Inoltre, il programma si con­trad­di­stin­gue per l’utilizzo di linguaggi poco comuni come XML, XSLT e per la creazione di design ac­ces­si­bi­li a tutti. Gli svi­lup­pa­to­ri e le svi­lup­pa­tri­ci di papaya di­mo­stra­no così che il loro CMS può competere con la con­cor­ren­za.

Vai al menu prin­ci­pa­le