Chi naviga su Internet fa molta dif­fi­col­tà a evitare Google: anche sfor­zan­do­si di non usare il più popolare motore di ricerca, è assai probabile che uti­liz­zia­te Chrome come browser (svi­lup­pa­to da Google nel 2008), che il sistema operativo del vostro cellulare sia Android (ri­la­scia­to nel 2008 da Google) o che finiate per guardare un video su YouTube (di proprietà di Google dal 2006). L’on­ni­pre­sen­za di Google e delle sue aziende affiliate in quasi qualunque aspetto della na­vi­ga­zio­ne su Internet rende l’utilizzo delle sue piat­ta­for­me e delle sue ap­pli­ca­zio­ni de­ci­sa­men­te si­gni­fi­ca­ti­va per gli in­ser­zio­ni­sti.

Solo raramente Google pubblica i propri dati, ma è lecito pensare che sul motore di ricerca vengano ef­fet­tua­te almeno 64.000 ricerche al secondo e in molte di queste all’utente viene mostrata della pub­bli­ci­tà. Questi Google Ads (Ads è la di­mi­nu­zio­ne del termine inglese “ad­ver­ti­sing”) vengono gestiti tramite il sistema pub­bli­ci­ta­rio di Google, rendendo la piat­ta­for­ma Google AdWords uno dei maggiori canali di marketing a livello mondiale. In aggiunta a tutta questa pub­bli­ci­tà ci sono gli annunci mostrati su molti altri siti web at­tra­ver­so la rete di Google Display.

Tuttavia questo non vuol dire di­sin­te­res­sar­si com­ple­ta­men­te delle altre piat­ta­for­me e motori di ricerca. I motivi sono vari: se da un lato at­tra­ver­so certe piat­ta­for­me come Facebook riuscite a rag­giun­ge­re gli utenti in maniera molto più mirata, dall’altro gli utenti che si oppongono a Google rap­pre­sen­ta­no comunque un pubblico im­por­tan­te. Perciò è im­por­tan­te prestare at­ten­zio­ne anche alle al­ter­na­ti­ve a Google AdWords.

Fatto

La pub­bli­ci­tà nei motori di ricerca è la materia attorno la quale verte la Search Engine Ad­ver­ti­sing (SEA) e si basa su offerte per dei termini di ricerca se­le­zio­na­ti. L’annuncio dell’in­ser­zio­ni­sta che si aggiudica l’asta verrà mostrato al momento della ricerca cor­ri­spon­den­te.

Le migliori al­ter­na­ti­ve a Google AdWords

Ci sono diversi modi secondo i quali potete attirare l’at­ten­zio­ne sui vostri prodotti su Internet. Oltre agli spazi pub­bli­ci­ta­ri a pagamento nei motori di ricerca di altri gestori, tra le al­ter­na­ti­ve ad AdWords trovate anche in­te­res­san­ti com­bi­na­zio­ni di Social Media Marketing e Content Marketing così come il classico Display Ads, dall’ampio raggio d’azione.

Bing Ads

Il motore di ricerca di Microsoft è il maggior con­cor­ren­te di Google, se si vuol parlare di con­cor­ren­za seria. Sebbene piuttosto ridotta rispetto a quella di Google, la quota di mercato di Bing risulta si­gni­fi­ca­ti­va a confronto delle altre al­ter­na­ti­ve a Google. Questo offre un’in­te­res­san­te pro­spet­ti­va a coloro che vogliono farsi pub­bli­ci­tà: permette infatti di rag­giun­ge­re un target di di­men­sio­ni ab­ba­stan­za grandi (qualche punto per­cen­tua­le a seconda del paese di ri­fe­ri­men­to), tra i quali vi sono molti utenti che uti­liz­za­no i di­spo­si­ti­vi mobili di Microsoft. Inoltre la con­cor­ren­za è ben poca cosa rispetto a quella su Google.

Come per Google anche con Bing Ads si fanno offerte sulle parole chiave: invece di prenotare un annuncio nel motore di ricerca, si fa un’offerta per una posizione di ranking per un dato termine di ricerca. Ogni volta che un’utente esegue una ricerca, ha luogo un’asta au­to­ma­ti­ca per le varie posizioni di­spo­ni­bi­li. Questa tipologia di aste per gli spazi pub­bli­ci­ta­ri prende il nome di “Real-time Bidding” (RTB), poiché il sistema, nel giro di pochi mil­li­se­con­di, sta­bi­li­sce chi sia il vincitore dell’asta, quasi in tempo reale.

Essendo la con­cor­ren­za per un singolo spazio meno ag­guer­ri­ta, anche le offerte sono in media più basse. Questo risulta essere par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­te per le aziende più piccole che vogliono comunque attivare della pub­bli­ci­tà per termini di ricerca molto uti­liz­za­ti. Il pagamento per la vostra pub­bli­ci­tà è richiesto solamente in base ai clic ottenuti, questo principio si chiama “Pay per click” (PPC). Inoltre Bing dispone di un’in­te­res­san­te rete di di­stri­bu­zio­ne, poiché facendo parte di Yahoo! Bing Network, gli annunci vengono mostrati anche nel motore di ricerca di Yahoo.

Riguardo ai formati pub­bli­ci­ta­ri, Bing non si distingue par­ti­co­lar­men­te dai grandi con­cor­ren­ti. Oltre ai soliti annunci testuali sotto forma di risultati di ricerca separati dagli altri, compaiono ulteriori testi dotati di link affianco ai risultati di ricerca. Questi sono annunci il­lu­stra­ti sotto forma di offerte di negozi online, di cui Bing mostra anche il prezzo.

In sintesi

Bing guarda e con ogni pro­ba­bi­li­tà guarderà sempre Google come un gigante, ma questo ha i suoi vantaggi e svantaggi. Anche se tramite Bing in com­bi­na­zio­ne con Yahoo! Search non riu­sci­re­te mai a rag­giun­ge­re lo stesso numero di utenti che su Google, i prezzi sono molto più ab­bor­da­bi­li e il rapporto tra le spese e gli utenti è diverso. In con­si­de­ra­zio­ne del fatto che le campagne sono pra­ti­ca­men­te identiche e possono essere esportate da Google a Bing con facilità, Bing Ads rap­pre­sen­ta una buona al­ter­na­ti­va a Google AdWords.

Vantaggi di Bing Ads Svantaggi di Bing Ads
Poca con­cor­ren­za Raggio d’azione ridotto
Prezzi più con­ve­nien­ti  
Target diversi  
Consiglio

Scoprite come re­gi­strar­vi al servizio pub­bli­ci­ta­rio di Microsoft grazie alla nostra in­tro­du­zio­ne a Bing Ads, quali pos­si­bi­li­tà vi vengono offerte e come fare a creare una campagna pub­bli­ci­ta­ria nel motore di ricerca.

Yahoo! Gemini

Anche il motore di ricerca più a lungo in servizio ha un proprio programma di annunci pub­bli­ci­ta­ri. Yahoo! Gemini è stato ri­la­scia­to nel 2014 e si concentra spe­cial­men­te sulla pub­bli­ci­tà per i motori di ricerca per i di­spo­si­ti­vi mobili. Come Bing, anche Yahoo! conta un numero di utenti ben lontano da quello di Google. Entrambe le al­ter­na­ti­ve ad AdWords offrono un semplice servizio per importare i dati di­ret­ta­men­te da Google. Facile è anche la creazione di annunci e campagne, poiché fun­zio­na­no gros­so­mo­do come dalla con­cor­ren­za.

È possibile in­di­vi­dua­re i propri target in maniera ab­ba­stan­za precisa, sce­glien­do luogo, sesso, età e ambiti di interesse. Inoltre è possibile scegliere tra gli annunci standard e un formato video, cosa che con Google è possibile solamente in com­bi­na­zio­ne con YouTube. Yahoo! Gemini mostra gli annunci pub­bli­ci­ta­ri in formato video o foto sulla propria piat­ta­for­ma e sui siti partner.

Oltre al buon livello di ri­pro­du­zio­ne di tutti i formati pub­bli­ci­ta­ri sui di­spo­si­ti­vi mobili, Yahoo! Gemini si distingue anche per  i suoi Native Ads e può gio­car­se­la con la con­cor­ren­za grazie alla propria rete di contenuti. I Native Ads vengono mostrati come contenuti nell’area dedicata alle news di diverse piat­ta­for­me. Yahoo! stesso viene percepito più come piat­ta­for­ma d’in­for­ma­zio­ne che come motore di ricerca. Inoltre a Yahoo! ap­par­ten­go­no Flickr (una foto community) e Tumblr (piat­ta­for­ma di blogging), facendo quindi parte della rete Gemini, sulla quale vengono di­stri­bui­ti gli annunci.

Inoltre già dal 2017 Yahoo! fa parte di Oath, una coo­pe­ra­zio­ne tra i servizi di ricerca e AOL sotto la guida della società madre Verizon. La rete si è ampliata mas­si­va­men­te grazie al fatto che ad AOL, passata dall’essere un Internet provider a un fornitore di contenuti, ap­par­ten­go­no media online come Huf­fing­ton Post e Te­ch­Crunch. Una questione dif­fe­ren­te è la col­la­bo­ra­zio­ne con Bing: gli annunci di Bing Ads vengono mostrati tra i risultati di ricerca di Yahoo! Search, ma non il contrario. Gli annunci che create con Yahoo! Gemini non compaiono sul motore di ricerca di Bing.

Il modello di pagamento rimane lo stesso: offrite per spazi pub­bli­ci­ta­ri e pagate solamente quando un utente clicca sul vostro annuncio (PPC). Come anche per Bing, i costi sono contenuti rispetto al colosso dei motori di ricerca, perciò Yahoo! rap­pre­sen­ta un’al­ter­na­ti­va reale a Google AdWords. Il ritorno sull’in­ve­sti­men­to è tuttavia difficile da calcolare, poiché con­si­de­ra­to il minor numero di utenti si generano anche molti meno lead (ovvero in­te­res­sa­ti che con ogni pro­ba­bi­li­tà di­ven­te­ran­no clienti). Inoltre non va sot­to­va­lu­ta­to il problema delle Click Fraud (ovvero le frodi sul numero di clic), che si ha sempre quando si lavora con modello di pagamento PPC, in­di­pen­den­te­men­te dalla piat­ta­for­ma.

In sintesi

Yahoo! Gemini è molto meno in­te­res­san­te per il Search Engine Ad­ver­ti­sing di quanto non lo sia per i Native Ads. La grande rete mediatica di cui dispone Yahoo! apre nuove pos­si­bi­li­tà di online marketing, non presenti su Google.

Vantaggi di Yahoo! Gemini Svantaggi di Yahoo! Gemini
Grande rete di contenuti Meno profitto derivante dalla SEA
Molte pos­si­bi­li­tà per i Native Ads  

Amazon

Amazon ac­qui­si­sce sempre maggiore im­por­tan­za nel Marketing Mix delle aziende. L’offerta di prodotti presente sulla piat­ta­for­ma (incluso Amazon Mar­ket­pla­ce) diventa sempre più ampia e cor­ri­spon­den­te­men­te cresce anche l’im­por­tan­za della funzione di ricerca: la maggior parte dei clienti utilizza la maschera di ricerca per trovare i prodotti che sta cercando, ottenendo così dei risultati di ricerca filtrati e or­ga­niz­za­ti. Inoltre sono molti gli utenti che si affidano ad Amazon per la ricerca di offerte e prezzi. Perciò Amazon rap­pre­sen­ta un terreno im­por­tan­te sia per la SEO che per la SEA. Tuttavia la piat­ta­for­ma e-commerce è un mercato nel quale per ogni prodotto ci sono un grande numero di con­cor­ren­ti, il che rende la vi­si­bi­li­tà as­so­lu­ta­men­te fon­da­men­ta­le.

Anche su Amazon sono presenti annunci di diverso tipo: mentre gli Sponsored Products e gli Headline Search Ads sono in­di­pen­den­ti dalle parole chiave, i Product Display Ads vengono mostrati solamente quando di­mo­stra­to l’interesse dell’utente o in cor­re­la­zio­ne a de­ter­mi­na­ti altri prodotti. Ciò significa che potete attirare po­ten­zia­li clienti sulla vostra pagina prodotto puntando su di de­ter­mi­na­to ambito d’interesse o facendo mostrare i vostri annunci come contenuti spon­so­riz­za­ti su pagine prodotto altrui. Entrambi i formati di annunci compaiono sulla base di termini di ricerca o in cima alla pagina (Headline Search Ads) o in fondo (Sponsored Products). Gli Sponsored Products possono inoltre comparire sulle pagine articolo di altri prodotti.

Gli Amazon Marketing Services (AMS) sono a di­spo­si­zio­ne di tutti gli utenti re­gi­stra­ti alla Vendor Central, all’Advantage Central o alla Vendor Express. Inoltre è possibile ottenere l’accesso se siete uno spe­cia­li­sta di marketing che rap­pre­sen­ta un venditore su Amazon. Questo significa tra l’altro che è ne­ces­sa­rio diventare partner di Amazon per fare richiesta del Marketing Service. In quanto venditore, ovvero parte terza che si prende la re­spon­sa­bi­li­tà di gestire au­to­no­ma­men­te la propria merce sul Mar­ket­pla­ce, non si può usufruire delle va­stis­si­me pos­si­bi­li­tà di marketing a di­spo­si­zio­ne. In questo caso si possono ac­qui­sta­re solamente Seller Central Sponsored Products e Headline Search Ads.

Con i Marketing Services di Amazon vengono assegnati gli spazi pub­bli­ci­ta­ri tramite aste, come avviene con altre al­ter­na­ti­ve ad AdWords: l’offerta migliore si aggiudica l’asta e il pagamento avviene solo quando qualcuno clicca sull’in­ser­zio­ne. Se poi il cliente compra o non compra il vostro prodotto non fa alcuna dif­fe­ren­za, a quel punto dovrete comunque pagare. Per questo motivo è scon­si­glia­bi­le investire il proprio budget pub­bli­ci­ta­rio in prodotti che hanno ottenuto una cattiva re­cen­sio­ne/va­lu­ta­zio­ne da parte dei clienti, perché varranno vi­sua­liz­za­ti ma non ac­qui­sta­ti.

Inoltre Amazon mette a di­spo­si­zio­ne un altro programma di marketing con Amazon Ad­ver­ti­sing Platform (AAP), gestito da Amazon Media Group (AMG), e che offre ai ri­ven­di­to­ri online delle pos­si­bi­li­tà di online marketing piuttosto classiche. Una di queste sono ad esempio gli annunci Display, ovvero i banner pub­bli­ci­ta­ri, con i quali lavorate so­prat­tut­to sulla Brand Awareness. Qui potete sia or­ga­niz­za­re campagne in totale autonomia o ri­chie­de­re il supporto di AMG, ma per fare ciò dovete disporre di un budget di almeno 10.000 euro per le vostre azioni di marketing. Il vantaggio dell’uso di AAP per i com­mer­cian­ti è cer­ta­men­te la mole di dati che viene raccolta e che possiede Amazon sui propri utenti.

Sono proprio questi dati a rendere le misure di targeting su Amazon par­ti­co­lar­men­te efficaci. Il ri­ven­di­to­re online conosce i propri utenti molto bene e sa a quale prodotto si interessa ciascuno di essi. Che prodotto ha vi­sua­liz­za­to l’utente, che poi non ha ac­qui­sta­to? Qual è l’ultimo prodotto che ha comperato? Quali tipi di prodotti gli in­te­res­sa­no più di tutti? Grazie a Echo, l’as­si­sten­te vocale di Amazon in futuro po­treb­be­ro nascere nuove pos­si­bi­li­tà per le misure pub­bli­ci­ta­rie.

In sintesi

Amazon è il numero 1 in­di­scus­so dei ri­ven­di­to­ri online del mondo oc­ci­den­ta­le. Se volete operare come com­mer­cian­ti sulla piat­ta­for­ma è im­por­tan­te che sfrut­tia­te le pos­si­bi­li­tà pub­bli­ci­ta­rie messe a vostra di­spo­si­zio­ne, così da di­stin­guer­vi dalla con­cor­ren­za. In con­si­de­ra­zio­ne del fatto che Amazon trova sempre nuove vie per rag­giun­ge­re i clienti, vale la pena ampliare le misure di marketing im­ple­men­ta­te sulla piat­ta­for­ma.

Vantaggi di Amazon Svantaggi di Amazon
Grande raggio d’azione In­te­res­san­te solo per i com­mer­cian­ti online
Diversi formati pub­bli­ci­ta­ri a di­spo­si­zio­ne Di­spo­ni­bi­le solo in com­bi­na­zio­ne con la vendita dei propri prodotti su Amazon
Targeting ottimo Con­cor­ren­za ag­guer­ri­ta

Facebook

Facebook non è limitato alle sole misure di Social Media Marketing, come di­mo­stra­to dal fatto che il leader in­di­scus­so del mercato dei social media guadagna gran parte del proprio fatturato at­tra­ver­so la vendita di spazi pub­bli­ci­ta­ri. Al contrario delle campagne di marketing virali, che sono teo­ri­ca­men­te gratuite, l’in­ser­zio­ne pub­bli­ci­ta­ria è a pagamento. La piat­ta­for­ma social offre sia forme miste sia forme più classiche come i Display Ads. Le prime con­si­sto­no nella pro­mo­zio­ne di contenuti da voi creati: pagando, Facebook diffonde il post che voi de­si­de­ra­te mettere in evidenza tra molti più utenti di quelli che seguono la vostra pagina aziendale.

Gli annunci pub­bli­ci­ta­ri invece vi offrono varie pos­si­bi­li­tà: potete uti­liz­za­re nor­ma­lis­si­me foto, testi e video o optare per le più complesse opzioni carosello e slideshow. Il carosello mostra più foto o video in con­tem­po­ra­nea. Lo slideshow invece è un’ani­ma­zio­ne di foto e testi che dà risultati migliori rispetto a una normale pub­bli­ci­tà video quando la con­nes­sio­ne a Internet non è ottimale (ad esempio durante l’utilizzo da di­spo­si­ti­vi mobili). Inoltre Facebook offre canvas per gli smart­pho­ne. Si tratta di un formato pub­bli­ci­ta­rio che si apre a schermo intero sul cellulare una volta che viene cliccato un annuncio a scor­ri­men­to.

Con Facebook uti­liz­za­te le campagne pub­bli­ci­ta­rie per generare lead, aumentare la fama del marchio o spingere gli utenti a un’in­te­ra­zio­ne. Per riuscirci venite messi nella con­di­zio­ne di stabilire con pre­ci­sio­ne il vostro target: in maniera simile a quanto accade su Google e Amazon, Facebook conosce molto bene i propri utenti, come il com­por­ta­men­to di na­vi­ga­zio­ne all’interno della community, i suoi hobby, amici e gli interessi generali. Anche Facebook inoltre non è solo, al gigante dei social ap­par­ten­go­no anche la community di foto Instagram, Messenger e il Facebook Audience Network. Quest’ultima è una rete di app per mobile che collabora con Facebook e dove vengono attivati annunci pub­bli­ci­ta­ri.

Anche su Facebook vengono uti­liz­za­te le aste per stabilire quale pub­bli­ci­tà debba essere mostrata. Tuttavia non è solamente l’offerta più alta a de­ter­mi­na­re chi si aggiudica l’asta, contano infatti anche l’efficacia dell’annuncio così come la qualità e la rilevanza della pub­bli­ci­tà. Non è dunque possibile vincere le aste puntando uni­ca­men­te sull’aspetto economico. Al­tret­tan­to im­por­tan­te è che i vostri annunci passati abbiano riscosso un buon successo.

Mentre impostate le vostre campagne potete scegliere il tipo di pagamento, chia­ra­men­te in base al tipo di obiettivo che avete pre­fis­sa­to: Cost per Click (CPC), Cost per thousand Im­pres­sions (CPM) o Cost per Action o Ac­qui­si­tion (CPA), ovvero per in­te­ra­zio­ne (like, commento, ecc.) o per con­ver­sio­ne. In questo modo l’offerta si adatta in maniera mirata alla vostra strategia di marketing. Chia­ra­men­te Facebook permette di misurare l’andamento delle proprie campagne.

In sintesi

Da un punto di vista del marketing non è quasi possibile pre­scin­de­re da Facebook. I clienti vanno presi nel proprio ambiente naturale, senza forzature, questo vale sia per le piccole imprese che per le grandi mul­ti­na­zio­na­li quotate in borsa. Tuttavia, proprio per questo motivo, è diventato più difficile attirare su di sé l’at­ten­zio­ne del cliente visto il grande so­vrap­por­si di voci.

Vantaggi di Facebook Svantaggi di Facebook
Grande raggio d’azione Mol­tis­si­ma con­cor­ren­za
Formati pub­bli­ci­ta­ri in­no­va­ti­vi  
Com­bi­na­zio­ne con il social media marketing  
N.B.

Facebook non è l’unico social network a dare la pos­si­bi­li­tà di collocare annunci pub­bli­ci­ta­ri, sono altresì molte le reti social che offrono op­por­tu­ni­tà di marketing. LinkedIn ad esempio è par­ti­co­lar­men­te in­te­res­san­te per le strategie di B2B.

Outbrain

Anche se i social media diventano sempre più im­por­tan­ti nella fornitura di in­for­ma­zio­ni, i siti web classici con­ti­nua­no comunque a contenere molto contenuto. Ad esempio giornali e riviste sono molto ap­prez­za­ti anche sul web. Chi naviga online è ormai abituato a ricevere consigli di lettura non appena ha terminato di leggere un articolo online. Proprio su questo fa leva Outbrain.

Outbrain è un content di­stri­bu­tion network nonché un’in­te­res­san­te al­ter­na­ti­va a Google AdWords. In quanto tale l’azienda vuole mediare tra aziende ed editori. L’idea è che invece degli annunci pub­bli­ci­ta­ri classici, ovvero gli Display Ads, le aziende producano del contenuto re­da­zio­na­le che possa essere in­te­res­san­te per il lettore. I post se­le­zio­na­ti possono poi essere integrati su altri popolari siti Internet. Per farlo però il gestore del sito web richiede una quota. Il motivo per cui si sono stabiliti network come Outbrain è per evitare che di volta in volta sia ne­ces­sa­rio che i gestori di siti web e gli editori stipulino un contratto.

Outbrain mette a di­spo­si­zio­ne un widget che i gestori possono integrare sui propri siti web. In tal modo i vi­si­ta­to­ri ricevono consigli per quel che riguarda altri articoli po­ten­zial­men­te per loro in­te­res­san­ti che non si trovano sullo stesso sito ma su siti dell’in­ser­zio­ni­sta. Un clic sull’immagine Thumbnail o sul titolo sono suf­fi­cien­ti per portare gli utenti al sito di de­sti­na­zio­ne. Gli in­ser­zio­ni­sti devono pagare solamente quando gli utenti cliccano sui link mo­stra­ti­gli (CPC). A questo scopo si determina un budget e una volta esaurito gli articoli non verranno più mostrati.

Un ulteriore vantaggio nel caso in cui decideste di optare per Outbrain è che, stando a quanto di­chia­ra­to dall’azienda stessa, sono più di 50 gli algoritmi che fun­zio­na­no in maniera in­ter­lac­cia­ta per far sì che agli utenti venga mostrato del contenuto che gli piaccia davvero. Per riuscirci gli algoritmi pongono la propria at­ten­zio­ne al contesto dell’articolo attuale, al com­por­ta­men­to del gruppo target e sul com­por­ta­men­to di na­vi­ga­zio­ne del singolo utente. Inoltre Outbrain utilizza cookie, che gli utenti possono tuttavia bloccare at­tra­ver­so l’opt-out. Infine Outbrain tenta di capire quando un articolo non è più rilevante, poiché ad esempio non più attuale. Tali articoli vengono così esclusi dal widget.

Per la creazione di una campagna scegliete il titolo e l’immagine d’anteprima. Ciò significa che il titolo del link, ovvero come viene mostrato at­tra­ver­so il widget, non deve com­ba­cia­re con il titolo dell’articolo linkato. Questo è par­ti­co­lar­men­te im­por­tan­te quando avete interesse a per­se­gui­re finalità SEO con il vostro contenuto. La parola chiave presente nel titolo funziona par­ti­co­lar­men­te bene per i motori di ricerca, ma non deve invitare gli utenti a cliccare as­so­lu­ta­men­te sul link – a dif­fe­ren­za di quanto accada con le in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie. In secondo luogo stabilite un budget e l’offerta CPC per l’asta; infatti anche Outbrain mette all’asta gli spazi pub­bli­ci­ta­ri di­spo­ni­bi­li.

Tra l’altro dovete impostare il target e periodo della campagna, nel caso in cui non vogliate che continui fino al termine del budget. Per il target avete la pos­si­bi­li­tà di indicare geo­gra­fi­ca­men­te dove volete che il vostro contenuto venga mostrato, così come anche i di­spo­sti­vi uti­liz­za­ti dagli utenti. Un avviso a fianco della tabella delle im­po­sta­zio­ni vi mostra il raggio d’azione previsto in base alla vostra con­fi­gu­ra­zio­ne. Con questi pochi passaggi la vostra campagna è già pronta ad andare online. La sua efficacia è fa­cil­men­te mi­su­ra­bi­le. Il test A/B vi permette di in­di­vi­dua­re la strategia migliore.

All’interno di una campagna potete pro­muo­ve­re anche solo un articolo, dotarlo di immagini e titoli e provare quale variante funziona meglio e genera più clic. Questa ot­ti­miz­za­zio­ne dei link porta tuttavia a uno dei più grandi problemi di Outbrain, in comune con altri servizi, ovvero il clickbait. Invece di mostrare contenuti realmente rilevanti, i lettori vengono in­vo­glia­ti a cliccare con link molto pro­met­ten­ti, finendo però su siti che con­ten­go­no però quasi uni­ca­men­te pub­bli­ci­tà.

Le linee guida chiare di Outbrain servono a tentare di ridurre questo problema proibendo, oltre a contenuti sessuali o illegali, anche link puramente pub­bli­ci­ta­ri o titoli che possano creare con­fu­sio­ne. L’ap­pli­ca­zio­ne di queste regole risulta però com­pli­ca­ta. È tuttavia probabile che la colpa ricada sugli editori. Outbrain, così come i suoi con­cor­ren­ti, sono un’im­por­tan­te risorsa per il fi­nan­zia­men­to di media online.

In sintesi

Un Content Di­stri­bu­tion Network come Outbrain vi permette di rag­giun­ge­re un grande numero di utenti su siti web molto popolari, come giornali e riviste nazionali. La pub­bli­ci­tà classica non è sup­por­ta­ta dal servizio, che non deve ne­ces­sa­ria­men­te rap­pre­sen­ta­re uno svan­tag­gio per la vostra strategia di marketing. Un peccato è che i contenuti spon­so­riz­za­ti vengono scre­di­ta­ti per colpa delle numerose pecore nere che sfruttano Outbrain per dif­fon­de­re articoli votati al clickbait e alle fake news.

Vantaggi di Outbrain Svantaggi di Outbrain
Elevato raggio d’azione Ammesso solamente il content marketing
Contenuti integrati in siti web pre­sti­gio­si Servizio fa­mi­ge­ra­to per click bait e fake news

Taboola

Taboola, come Outbrain, è una rete che diffonde contenuti e rap­pre­sen­ta perciò un’ulteriore in­te­res­san­te al­ter­na­ti­va a Google AdWords. Taboola si distingue poco dal suo con­cor­ren­te Outbrain. Ad esempio la creazione di una campagna funziona esat­ta­men­te allo stesso modo: in 3 passaggi (scelta e adat­ta­men­to del contenuto, raggio d’azione e budget, im­mis­sio­ne delle in­for­ma­zio­ni dell’account) la vostra campagna è pronta per andare online. A fare la dif­fe­ren­za è la scelta del contenuto. Mentre Outbrain accetta solamente articoli veri e propri, con Taboola potete pro­muo­ve­re anche landing page e interi siti web. Stando alle linee guida, a essere proibiti sono le homepage, le directory dei siti e i post sui forum, oltre chia­ra­men­te a contenuti truf­fal­di­ni, offensivi o illegali.

Tra i network di Taboola e Outbrain è difficile in­di­vi­dua­re una dif­fe­ren­za reale, qua­li­ta­ti­va o quan­ti­ta­ti­va. Affinché i vostri contenuti siano mostrati negli online media più im­por­tan­ti dovete uti­liz­za­re entrambi i provider, poiché alcuni hanno un accordo con Outbrain, mentre altri cooperano con Taboola.

Di­ver­sa­men­te da Google, Facebook o Amazon, la de­fi­ni­zio­ne del target è limitata su Taboola (così come su Outbrain). Il motivo è che a far parte della rete di di­stri­bu­zio­ne del contenuto sono solo in­ter­me­dia­ri, che in quanto tali non sono in grado di rac­co­glie­re molti dati utente come fanno altresì le grandi aziende di Internet, presso le quali gli utenti rivelano, o sono costretti a rivelare, numerose in­for­ma­zio­ni.

Stando alle di­chia­ra­zio­ni di Taboola, il suo team si occupa di impedire che vengano diffuse fake news e clickbait. D’altro canto il fondatore di Taboola, Adam Singolda, dà molto valore alla libertà d’espres­sio­ne e giu­sti­fi­ca quindi gran parte dei contenuti diffusi dal servizio. Sebbene l’idea sulla quale si basa abbia ancora oggi un successo discreto, alcuni editor hanno capito che la propria re­pu­ta­zio­ne viene com­pro­mes­sa dagli articoli di clickbait e decidono quindi di puntare su soluzioni proprie. Dunque questa al­ter­na­ti­va ad AdWords risulta in­te­res­san­te solo per messaggi pub­bli­ci­ta­ri seri.

In sintesi

La fama di Taboola è quella di dif­fon­de­re articoli di minor spessore rispetto a Outbrain. L’utilizzo del servizio prevede quindi l’ac­cet­ta­zio­ne di questo rischio. Tuttavia non va sot­to­va­lu­ta­to il grande raggio d’azione, anche in­ter­na­zio­na­le, offerto da Taboola.

Vantaggi di Taboola Svantaggi di Taboola
Ampio raggio d’azione Il servizio è spesso associato a clickbait e fake news
In­ser­zio­ni su siti web di spicco  

Quantcast

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Quantcast clas­si­fi­ca prin­ci­pal­men­te big data per l’industria pub­bli­ci­ta­ria, rendendo questa al­ter­na­ti­va sta­tu­ni­ten­se ad AdWords un erogatore di servizi di tracking prima di ogni altra cosa. Si­mi­lar­men­te a Google Analytics si occupa di rac­co­glie­re dati dai siti web associati da cui estrapola le sta­ti­sti­che. Quantcast non fornisce solamente analisi sta­ti­sti­che per i dati presenti su de­ter­mi­na­ti siti web, bensì dà anche la pos­si­bi­li­tà di seguire gli utenti at­tra­ver­so più siti web e creare così dei profili det­ta­glia­ti degli utenti. Agli utenti di Quantcast Measure (così si chiama il tool di analisi) piace so­prat­tut­to la pos­si­bi­li­tà di poter comparare il proprio sito web con quelli della con­cor­ren­za, una funzione non a di­spo­si­zio­ne in Google Analytics.

Essendo a co­no­scen­za degli elementi che ca­rat­te­riz­za­no i gruppi utenti, Quantcast diventa anche un partner per la dif­fu­sio­ne dei Display Ads. Esat­ta­men­te come Google AdWords e le altre al­ter­na­ti­ve, Quantcast offre Real-time Ad­ver­ti­sing (RTA). Questo significa che non appena un utente apre un sito web sul quale vengono mostrati in­ser­zio­ni pub­bli­ci­ta­rie di Quantcast, inizia im­me­dia­ta­men­te un’asta digitale. In base all’offerta fatta su di un de­ter­mi­na­to target e in con­si­de­ra­zio­ne di altri fattori, il sistema determina quale annuncio debba essere mostrato all’utente in quel momento.

In sintesi

Quantcast ha un in­cre­di­bi­le sguardo all’interno del com­por­ta­men­to di na­vi­ga­zio­ne e gli interessi dell’utente, par­ti­co­lar­men­te rilevanti per gli in­ser­zio­ni­sti. In questo modo potete rag­giun­ge­re il vostro target in maniera mirata, senza sprechi. Si tratta però di pub­bli­ci­tà online classica alla quale molti utenti non prestano neanche più at­ten­zio­ne e i cui annunci vengono spesso bloccati in au­to­ma­ti­co da AdBlocker.

Vantaggi di Quantcast Measure Svantaggi di Quantcast Measure
Targeting preciso Solo i classici Display Ads
Ampio raggio d’azione  

Pa­no­ra­mi­ca delle al­ter­na­ti­ve a Google AdWords

Servizio Pos­si­bi­li­tà Obiettivo Raggio d’azione Commenti
Bing Ads SEA Brand Awareness Con­ver­sio­ne Ge­ne­ra­zio­ne di lead Numero 2 tra i motori di ricerca
Yahoo! Gemini SEA Native Ads Brand Awareness Con­ver­sio­ne Ge­ne­ra­zio­ne di lead In as­so­cia­zio­ne con AOL
Amazon SEA Display Ads Con­ver­sio­ne Solo per ri­ven­di­to­ri online
Facebook Social media marketing Display Ads Brand Awareness Fi­de­liz­za­zio­ne cliente Ge­ne­ra­zio­ne di lead Social network più im­por­tan­te al mondo
Outbrain Content Marketing Brand Awareness Fi­de­liz­za­zio­ne cliente Ge­ne­ra­zio­ne di lead Co­no­sciu­to prin­ci­pal­men­te per fake news e clickbait
Taboola Content Marketing Brand Awareness Fi­de­liz­za­zio­ne cliente Ge­ne­ra­zio­ne di lead Co­no­sciu­to prin­ci­pal­men­te per fake news e clickbait
Quantcast Display Ads Brand Awareness Fi­de­liz­za­zio­ne cliente Ge­ne­ra­zio­ne di lead Ottimo targeting
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